Paper Thrills #3: Quel che resta del peccato di Matthias Graziani

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Proseguiamo nella direzione opposta con “Quel che resta del peccato” di Matthias Graziani, edito da La Corte Editore.

Data di uscita: 3 Ottobre 2018

Acquistalo subito: Quel che resta del peccato

Editore: La Corte Editore
Collana: Underground
Genere: Thriller

Prezzo: € 16,90
Pagine: 269

Kurt è un ex poliziotto mezzo italiano e mezzo tedesco che non sa darsi un contegno: frequenta i luoghi peggio raccomandabili, beve troppo, agisce contro le regole e reagisce senza pensare. Il tempo di arrivare a Bolzano e, durante la notte del Sacro Cuore, nei boschi fuori città, un uomo e una donna vengono trovati morti. Sono stati assassinati in modo bestiale, e Kurt viene assegnato come investigatore alla Squadra mobile della Polizia. Insieme alla nuova partner Vanessa, bella e sfacciata, toccherà a lui mettersi sulle tracce del killer. La stampa ha già soprannominato l’omicida Schäferhund.: il Pastore Tedesco. Ma quando Kurt si risveglia in una vasca da bagno con una ferita chirurgica alla schiena, ecco che inizia un orrore inimmaginabile. E nel frattempo, Bolzano viene travolta da una guerra tra bande di motociclisti: un biker è stato ucciso e ora i suoi compagni cercano vendetta. Nel mezzo di questa apocalisse sull’asfalto, il Pastore Tedesco torna a colpire. Kurt dovrà restare lucido. Anche se, tra incubi e indagini, è arrivato il momento per lui di affrontare il passato. Prima che il passato lo annienti.

Non lo so perché a volte mi freno. Sembra quasi che abbia paura delle parole. È un po’ fastidioso, devo ammetterlo, perciò ho deciso di lasciar fluire i miei pensieri, come facevo un tempo, e poco importa se sarà come far rimbalzare sul muro, purché sia io a farlo mi sta bene.

Quando ho cominciato a leggere “Quel che resta del peccato” ho avuto una strana sensazione e descriverla mi riesce difficile, ma ci provo. È come ingoiare un proiettile e rendersi conto solo dopo della follia appena commessa, ma più andavo avanti e più mi rendevo conto che non era così, no. È come se, a un certo punto, fosse partito un colpo e il proiettile a punta cava stesse ancora viaggiando dentro di me, scavando e creando tante piccole ferite. Non c’è bellezza in tutto questo, nessuna poesia che possa in qualche modo addolcire il dolore lancinante che si fa largo e si espande, emorragia dopo emorragia.
 
Matthias Graziani è così: rude e spietato. Non indora la pillola o ricerca la bellezza. C’è degrado, nessun filtro e nessuna intenzione di averlo. 

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Kurt Vinciguerra è un ex poliziotto diverso da quelli che siamo abituati a vedere di solito. La sua vita sta crollando a picco e non c’è nessun salvagente che possa tirarlo fuori dall’oceano di melma e caos nel quale sta lentamente annegando. È l’eccezione alla regola. Quando tutti vanno a destra lui preferisce muoversi dalla parte opposta o non muoversi affatto. Il suo unico vero amico è l’alcol, il solo che non chiede il conto e non lo incolpa per la fine del suo matrimonio. 

Ci troviamo a Bolzano. I fratelli Oberosler trovano i cadaveri di Josef Holzer e Anastasiya  Dobrava nei boschi, che si mostrano in tutta la loro macabra essenza dinnanzi ai loro occhi. Entrambi si presentano privi di abiti, lei chiaramente strangolata mentre l’uomo già in stato di decomposizione, ma ciò che colpisce Kurt Oberosler sono le teste mozzate di due cani attaccati al corpo dell’uomo. Come un dipinto che mai avrebbe dovuto vedere la luce, il volto della ragazza resta impresso nella sua mente come una ferita aperta e sempre pulsante che richiama l’agghiacciante scenario. 

Vinciguerra quindi è costretto a far scoppiare la bolla tossica dove si rifugia per mettersi al lavoro in un’ambiente dove tutti lo odiano, ma sono intelligenti abbastanza da riconoscerne la bravura, perchè pur essendo un attaccabrighe di professione, Kurt resta pur sempre un predatore capace di svolgere il suo lavoro con minuzia, sollevando un polverone, se necessario, ed è così che il segugio si mette sulle tracce di Schäferhund, il Pastore Tedesco, soprannominato così dalla stampa.

Kurt insieme a Vanessa comincia a seguire le briciole, finendo nella tana dei lupi, un covo di motociclisti dove Vinciguerra non saprà starsene con le mani in mano e intanto il Pastore Tedesco continua a mietere vittime, prendendosi il tempo necessario per portare avanti il suo disegno, una serie di linee ben definite che aspettano di essere decodificate, ma se c’è una cosa che Vinciguerra imparerà da questo caso è che spesso la soluzione non si trova nell’esperienza, ma oltre. Siamo scrigni in attesa di essere aperti, talvolta ciò che cerchiamo è all’interno di noi stessi, basta saper cercare, tuttavia la ricerca di Kurt non sarà facile, comporterà varcare la soglia ed affrontare qualcosa con cui non credeva di dover fare i conti.

Come vi dicevo, è una sensazione fastidiosa quella di avere un proiettile che vaga all’interno di sé,  come un cane sciolto che non vuole essere domato, anche il più piccolo movimento significa accelerare il viaggio e in questo limbo, mentre cammino sul filo del rasoio, mi domando: riuscirò a sopravvivere? 

Eppure continua a farsi largo dentro di me un pensiero, se è così terribile questa sensazione significa che l’autore forse ha fatto bene il suo lavoro. Sì, è così. Lo stile di Graziani è suggestivo, riesce ad evocare in maniera vivida l’atmosfera che si respira tra le pagine, fredda e cupa, dove i colori perdono la loro intensità e dalle pagine poco a poco fuoriesce nient’altro che liquido nero.

Matthias Graziani è un diamante grezzo che mostra in tutto e per tutto la sua vena pulp, con uno stile aggressivo che rende la lettura una corsa su un campo minato. Proiettili ed esplosioni, cosa ci riserverà in futuro l’autore? Chi vivrà, vedrà. Per ora questo romanzo è più che consigliato.

“Un disegno, una visione, un male inspiegabile che emergeva dal bosco antico, tra i grovigli selvaggi di tronchi le cui radici si estendevano fino all’abisso più profondo, naturale estensione della mente umana e perversa del killer”.

 

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di La Corte Editore per la copia omaggio.

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