Pensieri di china #4: Thornhill di Pam Smy (Uovonero)

Ho sentito una formica che mi strisciava tra le dita. Un’altra sulla caviglia.
«Non avrai davvero pensato che io potrei essere tua amica, vero? Guardati. Sei una schiffezza».
Lo sapeva senza vedermi. Aveva ragione. Ero un’orrenda schifezza.

Acquistalo subito: Thornhill

Titolo originale: Thornhill
Autore: Pam Smy
Editore: Uovonero

Data di uscita: 2017
Prezzo: € 18,50
Pagine: 538

Una storia di amicizia che tocca con poetica delicatezza temi importanti quali il bullismo, la solitudine, la diversità, la speculazione edilizia, la mancanza dell’affetto genitoriale.
Mary vive negli anni Ottanta a Thornhill, un orfanotrofio femminile vicino alla chiusura. Ella è una ragazza che nel 2017 si trasferisce col padre accanto al tetro edificio, ormai abbandonato da tempo. In un dichiarato omaggio a Brian Selznick e alle atmosfere di Il giardino segreto, le storie delle due ragazze, narrate l’una col testo del suo diario, l’altra con evocative illustrazioni in bianco e nero, si avvicinano fino a toccarsi nel coinvolgente finale.

resente…

Rieccoci con un’altra puntata della nostra rubrica “Pensieri di china”, dove io e Carlo vi parliamo di graphic novel, fumetti o manga. Da una parte ci sono io che vi parlo di ciò che si cela dietro le righe, dall’altra invece c’è Carlo che dedica un piccolo spazio anche alla parte illustrata, oltre che a quella scritta.

Il protagonista di oggi è Thornhill di Pam Smy, pubblicato in Italia da Uovonero e tradotto da Sante Bandirali.

Instagram: @stambergadinchiostro

Prima di iniziare inquadriamo l’autrice, Pam Smy, docente di illustrazione alla Cambridge School of Arts presso la Anglia Ruskin University. Oltre ad essere un insegnante è anche una talentuosa illustratrice che per la prima volta pubblica un lavoro sia scritto che disegnato da lei. All’estero ha già pubblicato altri libri curandone la parte illustrata, uno dei quali è stato pubblicato anche in Italia dalla stessa casa editrice nel 2014 ed è “Il riscatto di Dond” di Siobhan Dowd.

Quest’anno l’autrice sarà ospite a Mare di Libri, fiera dedicata alla lettura e ai romanzi per bambini e ragazzi. Noi non vediamo l’ora di ascoltare le sue parole perché lasciatemelo dire, Thornhill è a tutti gli effetti un capolavoro fra le graphic novel.

Di recente è nata la moda di definire graphic novel qualsiasi fumetto, solo perché il termine in inglese attira di più l’attenzione, ma in realtà una graphic novel è a tutti gli effetti un libro illustrato dove a prevalere sono le immagini e il testo, scritto in prosa e non a vignette, accompagna le illustrazioni arricchendo la storia di dettagli necessari a capire ciò che non si vede. In questo Thornhill incarna perfettamente la definizione di graphic novel.

In questo bel mattone illustrato, vengono narrate due storie parallele, quella di Ella e quella di Mary, due ragazze che vivono a 35 anni di distanza l’una dall’altra, ma le loro vite finiranno per intrecciarsi in qualcosa di inaspettato e forte.

La scelta dell’autrice nel narrare queste due storie è intelligente, per il presente si serve soltanto di immagini che scorrono come un film muto, una sorta di silent novel in cui sono le azioni di Ella a parlare, dall’altra invece la vita di Mary nell’istituto Thornhill viene narrata attraverso le pagine del suo diario, un forte espediente narrativo per portare una testimonianza immaginaria della vita di una bambina diversa dalle altre.

A volte le cose accadono per un motivo ben preciso, ritrovare il diario di Mary per Ella significa affrontare un doloroso viaggio alla ricerca della verità, di scoprire che nonostante gli anni di differenza tra lei e Mary le due siano in qualche modo legate. A legarle infatti è il dolore che provano entrambe, un’afflizione che deriva da due tipi di solitudini diversi, entrambi risolvibili, ma agli occhi delle protagoniste sono ostacoli insormontabili a causa dell’egoismo di chi le circonda.

C’è qualcosa di oscuro e misterioso che avvolge Thornhill e agli occhi di Ella appare tutto come un susseguirsi di strani avvenimenti, sensazioni condivise e un fitto gioco di sguardi fra lei e una ragazza che sembra vivere dentro l’istituto, nonostante sia abbandonato da oltre trent’anni.

La vita di Ella non è facile, si è appena trasferita assieme a suo padre che non c’è mai, sempre in viaggio per lavoro e di fatto sua figlia non riesce mai a vederlo, sentendo che il suo cuore si stringe nella morsa dell’abbandono. Solo quella ragazza con degli occhi tanto simili ai suoi sembra attirarla, quasi come se ci fosse un’attrazione magnetica fra di loro.

Al contrario la vita di Mary è ancora più difficile, affetta da mutismo selettivo non riesce ad esprimere i suoi pensieri con nessuno, si rifugia nella sua stanza, il suo laboratorio in cui dà vita a dei pupazzi bellissimi. In un certo senso paragonata a qualunque altra persone Mary è ricca, ma non di denaro o di amicizie, ma di una grande forza di volontà che le permette di stare bene con sé stessa e con ciò che fa, tuttavia questo agli occhi di altre persone viene giudicato come un comportamento strano ed è per questo motivo che viene isolata da tutti. I suoi tutori non badano a lei e l’unica persona che sembra curarsi delle sue condizioni è Kathleen, ma come si sa, niente è eterno, l’unico barlume di speranza sfuma ancor prima che riesca a brillare e Mary si ritrova nuovamente da sola. Come se questo non bastasse le sue compagne guidate una in particolare la prendono di mira costantemente facendole del male solo per il gusto di farlo.

In tutto questo si nota subito che i temi principali affrontati in questa graphic novel sono senza dubbio il bullismo, l’abbandono, il dolore e la lotta per la sopravvivenza in un’ambiente ostile. Questi elementi si mischiano in maniera omogenea, rendendo la storia credibile ma soprattutto intensa, nessun lettore è immune all’impatto emotivo che Thornhill causa. Il lettore si trova davanti ad una storia unica nel suo genere, a metà fra una storia dell’orrore e un romanzo di formazione, in cui assistiamo alla crescita e al declino delle personalità di due ragazze diverse, afflitte da problemi diversi e che decidono di affrontarli in maniera simile.

Questa storia è ricca di tragedia, di momenti in cui ci si vergogna di essere umani, ma c’è anche la disperata ricerca di un contatto, di un amico che possa alleviare le nostre sofferenze. È una storia d’amicizia molto creepy, un richiamo all’ordine a distanza di 35 anni, infatti ciò che è stato distrutto da Mary viene in qualche modo riparato da Ella, mostrando che non sono solo gli errori a rimanere nelle ceneri di una tragedia.

Come se non bastasse tutta la carica emotiva che deriva dalle pagine del diario di Mary le immagini della vita di Ella aggiungono ulteriore enfasi a questa storia. Sia io che Carlo abbiamo apprezzato la scelta del bianco e nero, che rende ancora più nette ed evidenti le sensazioni trasmesse dalla prosa del diario. I disegni di Pam Smy sono molto intensi, di un livello tecnico molto alto e ben dettagliato, dalla quale traspare una grande esperienza in questo settore.

Nonostante si possa pensare che per una docente di illustrazione sia facile creare una storia visiva potrebbe non essere lo stesso quando ci si mette in gioco con le parole, in questo caso l’autrice è riuscita a dare il meglio di sé in entrambi i flussi narrativi perché raccontare non è mai facile, figurarsi quasi ci si cimenta nella prima volta nei panni da scrittore, oltre che in quelli già vissuti come illustratore.

Leggendo Thornhill si ha l’impressione che questa non sia la sua prima opera, quasi come se avesse già scritto altre cose, come esordio nel mondo della scrittura direi che è davvero ottimo, mentre per le illustrazioni non si può far altro che fare un bel inchino e una profonda riverenza.

Thornhill è un luogo in cui il dolore e la sofferenza incontrano un muro insormontabile e nonostante tutto lo si riesce ad abbattere percorrendo a ritroso i passi di chi ci ha provato prima di noi.

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