Review Party: Cerco te di Mauro Mogliani (Leone Editore)

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La settimana comincia con un giallo tutto italiano, il romanzo di Mauro Mogliani,Cerco Te“, pubblicato da Leone Editore nella collana Mistéria.

Pagine: 175

Acquistalo subito: Cerco Te

Editore: Leone Editore
Collana: Mistéria
Genere: Giallo

Data di uscita: 17 Maggio
Prezzo: € 11,90

L’ispettore Nardi riceve una lettera misteriosa, firmata «Nessuno», che dà inizio a un gioco perverso: quattro donne verranno sequestrate in successione e rilasciate dopo sette giorni. Spetterà a Nardi, con l’aiuto dell’ispettore Gambuti, scoprire cosa lega tutte le vittime, per anticipare le mosse di Nessuno, capirne gli intenti e impedire che compia l’annunciato omicidio finale.

“Voglio fare un gioco con lei. Mi voglio divertire un po’. Una alla volta, prenderò prigioniere quattro donne. Non si preoccupi, dopo sette giorni le rilascerò. E non appena le avrò rilasciate, le assicuro che staranno meglio di prima.”

Qualche giorno fa vi consigliavo questo romanzo descrivendolo come tazza di caffè dall’aroma pungente; la verità è che avrei dovuto aggiungere che si tratta di una tazzina ristretta, una volta sorseggiata esplode in tutta la sua intensità di aromi e sapori lasciando soltanto il retrogusto amaro, un sapore indimenticabile e che ahimè, resta impresso nella mente, anche se quella esperienza era di per sé breve.

Source: Pinterest

L’unico piccolo “difetto” del protagonista di questo review party, infatti, è la sua lunghezza. In 170 pagine l’autore è riuscito a costruire una storia avvincente, arricchendola di particolari fondamentali per la trama ma senza mai perdersi in chiacchiere inutili. Quella che ci presenta è un’indagine ben studiata, una di quelle in cui non è importante per il lettore cercare il criminale bensì godersi il caso, andare oltre le apparenze e scoprire le motivazioni di Nessuno. Quindi l’unico difetto per me è che è durato poco.

Mauro Mogliani si rivela essere un ottimo storyteller, il suo stile è pulito, chiaro, libero dai legami di una prosa troppo descrittiva e capace di arrivare subito al punto, dicendo lo stretto necessario a raggiungere il suo scopo. Questo permette di creare un rapporto diverso con il lettore, si trasforma in una sorta di sfida, dove non è importante vincere, ma partecipare al gioco, chi nelle vesti di scrittore, chi in quelle da lettore.

L’indagine entra subito nel vivo, infatti comincia tutto da una lettera recapitata all’ispettore Nardi da parte di un mittente sconosciuto, disposto a giocare con lui per dimostrare di essere in grado di poter fare l’impossibile, ovvero di snaturalizzare una persona e renderla qualcos’altro, qualcuno di studiato a tavolino pronto ad eseguire gli ordini.

“Era un’atmosfera surreale. Di paura, di pericolo, di attesa. Le pattuglie dei carabinieri e della polizia erano tutte dispiegate per le strade del paese, in una ronda costante.”

Il criminale di questa storia è un vero e proprio psicopatico, qualcuno che non si accontenta di entrarti nella testa, ma che la stravolge a tal punto da far dimenticare alle sue vittime chi erano prima che lui le violasse.

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Come lo stesso Hotchner diceva, i migliori profiler sono gli psicopatici, personalità capaci di penetrare nella mente altrui e capire che cosa sta succedendo dentro quelle teste senza aprirle, ma capaci allo stesso modo di pasticciare con i pensieri di qualcuno come se fossero dei bambini iperattivi al campionato di torte di fango.

Una persona capace di insinuarsi nell’unico spazio che riteniamo inviolabile è forse più pericoloso di chi affonda una lama nelle tue viscere o di chi ti punta una pistola in faccia, e questo perché una ferita del corpo a due possibilità, o ti uccide o ti ferisce, ma quelle della mente spesso non possono essere risanate.

Una persona capace di insinuarsi nell’unico spazio che riteniamo inviolabile è forse più pericoloso di chi affonda una lama nelle tue viscere o di chi ti punta una pistola in faccia, e questo perché una ferita del corpo a due possibilità, o ti uccide o ti ferisce, ma quelle della mente spesso non possono essere risanate.

Questi individui traggono un grande piacere nel controllare gli altri, quasi come fossero alla ricerca di qualcosa che manca nella loro testa, un po’ come dei minatori che scavano all’interno dei pensieri alla ricerca di quei diamanti che nessuno riesce ad estrarre nella vana speranza che gli donino un po’ di sanità mentale.

Nessuno ha le idee chiare. Vuole distruggere vita e carriera dell’ispettore Nardi, la sua lettera conferma la sua ricerca di attenzione. La prima vittima è la signora Crocetti, la cui scomparsa è stata denunciata dal marito, Antonio. Dopo cinque giorni riappare completamente diversa da prima, qualunque sia il vero obiettivo del serial killer è evidente che abbia a che fare con il privare ogni donna della propria identità per mutarla in una sua opera, quasi come se fosse una bambola con un background ben preciso.

Subito dopo Tiziana Fardella che, a differenza della prima, porta con sé un indizio evidente, un piccolo dettaglio confuso nel suo insieme ma che poco a poco comincia a essere messo a fuoco nell’indagine.

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Il vero problema nello sfidare la legge è che spesso i criminali finiscono come Icaro, a furia di volare vicino al sole finiscono per bruciarsi, per Nessuno accade quando la terza vittima, Claudia, viene ritrovata morta. Non era nei piani del criminale uccidere una delle proprie vittime, questo passo falso è l’unico appiglio al quale Nardi e l’ispettore Gambuti possono aggrapparsi, lo stesso che li porterà a scoprire l’identità di Nessuno.

L’indagine è una corsa contro il tempo, come un gioco in corso durante una partita dove bisogna scegliere bene le mosse da fare per essere sicuri di arrivare a colui che commette questi rapimenti.

Questo caso non si tinge di rosso bensì dei colori dei pensieri rubati, una specie di arcobaleno macabro al punto che quando Nessuno li stravolge e li manipola, vengono desaturati, come se gli venisse strappato il colore che identifica ogni proprietario.

Per tutto il romanzo ho immagino Nessuno per provare a dare consistenza alle sue azioni e ciò che ne è scaturito è la figura di un uomo distorto, qualcosa con un volto indefinito, una specie di mostro che si diverte con le sue ampolle a fare ingurgitare strane pozioni alle sue vittime che in preda al delirio eseguono ogni suo ordine.

Cerco te è una mente in preda al delirio più totale che cerca disperatamente di trovare il suo senno perduto nella testa degli altri, rendendoli schiavi dei propri ordini, ubbidienti marionette prive di ogni volontà.

“Al momento, l’unica speranza che aveva di porre fine a quell’incubo era cogliere in flagranza Nessuno. Una speranza che aveva tanto il sapore amaro di un alibi.”

 

 

 

May the Force be with you!
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