Review Party: E poi ci sono io di Kathleen Glasgow

“Io le mie parole le ho tagliate tutte. Non mi ci stavano più nel cuore.”

IL ROMANZO

Acquistalo subito: E poi ci sono io

Editore: Rizzoli
Data di uscita: 7 Settembre
Pagine: 450
Prezzo: € 19,00

Charlie Davies ha diciottanni e si trova in un centro di recupero per ragazze che hanno abusato di droga e alcol o hanno tendenze autolesioniste. Charlie, in particolare, è solita tagliarsi. La famiglia non c’è e la sua migliore amica ha tentato il suicidio. Esce dal centro solo perché un giorno scade la copertura dell’assicurazione sanitaria e allora un amico la ospita a casa sua, a Tucson. Qui sembra ritrovare una specie di normalità: lavora come lavapiatti, si innamora di Riley, il gestore del bar, un ex musicista di talento, affascinante tossico e alcolista. Le cose con Riley però cominciano ad andare male e tutto sembra di nuovo sull’orlo del precipizio. Ma Charlie oggi ha gli strumenti per salvarsi.

Let’s talk about “Girl in pieces”

Quando dico «tristezza» quello che intendo dire veramente è «buco nero dentro di me pieno di chiodi, di pietre, di vetri rotti e di parole che non ho più».

In occasione dell’uscita del debutto di Kathleen Glasgow, Sara ha coinvolto alcune di noi in un review party. Siete pronti a scoprire il romanzo?

Dunque parliamo di un libro diverso dagli altri, un vero e proprio sguardo a trecentosessanta gradi nella vita di una giovane ragazza alle prese con il lato oscuro dell’esistenza umana, che l’ha portata a scegliere l’autolesionismo come valvola di sfogo. Quando non è stato sufficiente, si è spinta oltre, allo step successivo, per così dire, preferendo il suicidio al continuare a vivere.

Quello di oggi non è un romanzo come gli altri perché l’autrice ha scelto di dare voce ad un personaggio fragile, in continua lotta con sé stessa e il mondo, che non vede una via d’uscita, non dopo aver perso tutto ciò che considerava caro: la sua migliore amica, la sua sanità mentale, la speranza. Improvvisamente ogni cosa viene inghiottita dalle tenebre.

“Quello che non scrivo è: sono così sola al mondo che vorrei strapparmi la pelle di dosso e andare dritta verso il fiume, solo ossa e cartilagine, per esserne inghiottita, come mio padre.”

La vita di Charlie Davies viene stravolta quando suo padre si suicida, lasciando allo sbando la moglie e la figlia. Improvvisamente sua madre diventa l’ombra di sé stessa, sempre intenta a bere o cercare di discutere con la figlia per qualsiasi pretesto. Dagli insulti passa alle mani, fino a quando Charlie non è costretta a cercare un riparo dall’inferno che patisce a casa sua. Trova in Ellis un ancora di salvezza, lei è la persona più vicina a una sorella e che la comprende, nonostante i suoi modi di fare bizzarri e poi c’è Mikey, il ragazzo di Ellis, per il quale la protagonista ha una cotta, ma lui ha occhi solo per la sua migliore amica e di questo Charlie ne soffre.

Tuttavia il suo inferno sbiadisce quando trascorre del tempo con loro, si dimentica della vita di strada sempre più pericolosa e che la costringe a fare scelte che non vorrebbe, ma che finisce per compiere comunque. E lì, negli angoli più buii di quartieri malfamati abbandonati a sé stessi, si nasconde la feccia dell’umanità: un uomo che si serve di ragazzine e le usa per soddisfare la sete dei suoi clienti viscidi. Charlie ha paura di essere presa da quel uomo, ma sa che non ha scelta, nessuna di loro ce l’ha.

Anche Ellis, il suo miraggio nel deserto, comincia a spegnersi. A furia di vivere quella vita allo sbaraglio comincia a diventare come Charlie, sempre più intenta a farsi del male fino a reprimere il dolore, finendo per andare oltre il limite di sopportazione. La sua famiglia scopre il corpo della sua migliore amica in fin di vita e sceglie di prendere le redini della situazione in mano, mandando Ellis in un centro di riabilitazione, lontana dalla sua vecchia vita potrà ricominciare.

“Via. Tira via. Cancella tutto.”

Charlie comincia a sentire il peso della sua vita: il suicidio di suo padre, Franky la merda, l’aggressione nel sottopassaggio, sua madre. Ogni cosa torna a galla e la colpisce in pieno e per questo motivo decide di farla finita. La ragazza nata sotto una cattiva stella viene trovata in tempo dai suoi amici. Come Ellis, anche Charlie finisce in un centro di recupero, grazie all’aiuto di sua nonna.

In questo centro ci provano in tutti i modi ad aiutare gli autolesionisti e anche le altre persone affette da disturbi diversi, dovuti a traumi nascosti in profondità delle loro menti.

Il luogo è un posto sicuro e fin quando seguirà le regole si sente protetta da tutto ciò che di marcio c’è là fuori, ma il “rifugio” non dura per molto. Sua nonna non è più in grado di pagare le cure ed è costretta a tornare a casa da sua madre, cosa che lei non vorrebbe. Per fortuna Mikey, il ragazzo di cui è sempre stata cotta, si offre di ospitarla a casa sua, a Tucson. Dalla padella alla brace. Charlie ha sempre saputo cavarsela per strada ed è intenta a volersi trovare un lavoro, un modo per racimolare soldi e sopravvivere alla sua nuova vita con Mikey nelle vicinanze. Trova un lavoro come lavapiatti al True Grit, dove conosce Riley, un uomo molto più grande di lei che in qualche modo riesce sempre e comunque ad attirare la sua attenzione.

“Sembra che tutti abbiano il controllo della propria vita. Tutti tranne me.”

Riley a soli ventisette anni ha alle spalle un passato burracoso. Ex musicista, ora lavora al True Grit per racimolare soldi che gli permettano di sopravvivere e acquistare la sua dose di droga preferita, in modo da restare “lucido” mentre lavora. Quest’uomo è un fiume in piena e travolge Charlie senza pietà, la quale si lascia trascinare dalla corrente pur di vivere un attimo di felicità con lui. Pur essendoci dieci anni di differenza, alla ragazza non importa. In questa sua nuova normalità, lui è la sua chance per dimenticare Mikey, ma lentamente anche Riley comincerà a mostrare i suoi lati oscuri.

La volontà di Charlie viene annullata dall’effetto che Riley ha su di lei e per quanto tenti di lottare, finisce sempre per ritrovarsi accanto a lui. Il loro è quel genere di amore tossico che impedisce alla giovane di respirare, ma che pur di non sentirsi sola, è disposta ad accettare tutto: l’umiliazione, le risate e il vociare delle persone. Non è mai stata una che avesse sogni o che pretendesse qualcosa dalla vita eppure, nel suo cuore, spera ancora di poter vivere d’arte, dei disegni che schizza e che le fanno dimenticare il mondo esterno, sui quali riversa il suo dolore, la sua frustrazione. L’equilibrio che sperava di aver trovato viene scombussolato da un uomo che riesce a far sentire Charlie speciale, nonostante tutto: le cicatrici, il dolore e la rassegnazione di non avere un futuro.  

“È così subdolo, il modo in cui succede. Come un filo che entra nella cruna di un ago: rapido e silenzioso, e poi solo quel piccolo nodo, alla fine, che blocca tutto.”

“E poi ci sono” è la storia di una ragazza in balìa di sé stessa e del dolore che si porta dentro. Il corpo di Charlie non è così grande da racchiudere tutto quel malessere e più si tiene dentro le cose, maggiore sono i danni. La spirale nella quale vortica da anni è la stessa che l’ha condotta sino a Tucson, dove le cose sembravano essere migliorate, ma quando incontra Riley il suo mondo crolla a picco e le poche certezze che aveva svaniscono nel nulla.

Kathleen Glasgow è riuscita a raccontare una storia colma di sofferenza e a renderla, per quanto possibile, realistica. Bisogna immedesimarsi nei panni di un’altra persona per poterla capire, si suol dire, in questo caso, la Glasgow ci aiuta a calarci nella parte di Charlie e ci guida attraverso un lungo viaggio alla ricerca di qualcosa che neanche la stessa protagonista riesce ad individuare al principio. Il romanzo, come Charlie, va allo sbaraglio e sembra che questo viaggio non conduca da nessuna parte, ma è chiaro che la ragazza desidera emergere, trovare un suo equilibrio e poter vivere finalmente la vita. Tuttavia le sue scelte dettate dall’inesperienza la portano a commettere sbagli, che si imprimono sulla pelle, lasciando marchi indelebili, nonostante siano invisibili.    

Non perdetevi le altre recensioni del review party!

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

May the Force be with you!
Precedente BLOGTOUR: The hate U give. Il coraggio della verità di Angie Thomas Successivo #Segnalazione: "Le farfalle di Kerguélen" e "Storia della commedia sexy all'italiana"