Show must go on: Kaiju vs Jaeger. I due volti di Pacific Rim

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Sono anche questo, una patita di scontri clamorosi sul grande e piccolo schermo. Sin da quando ero bambina non staccavo gli occhi dai Power Rangers proprio perché, nonostante gli scenari fossero palesemente finti, ai miei occhi apparivano come qualcosa di unico. Città rase al suolo dall’alieno di turno e in tutto quel caos, quando la speranza era l’ultima a morire, arrivavano i megazord, i soli in grado di debellare una minaccia aliena. Se aggiungiamo a questo un mastodontico Godzilla mi ritroverete invece nei panni da fanatica dei kaiju. Ma che cosa sono questi Kaiju?

I Kaiju sono mostri tipici della cultura giapponese, sono creature enormi che spesso e volentieri minacciano le città nipponiche, distruggendo palazzi e radendo al suolo interi quartieri. Dall’altra parte un’altra figura tipica della cultura fantascientifica giapponese sono i mecha, gli enormi robot che conosciamo grazie ad anime e manga come Gundam o Neon Genesis Evangelion.

Era il lontano 2013 quando Guillermo del Toro ha portato sul grande schermo il meglio di entrambe le fazioni, mettendo uno contro l’altro gli Jaeger, i mecha, e i Kaiju, i titani del Pacifico provenienti da un’altra dimensione. Per me che, come vi ho detto adoro questi scontri devastanti, Pacific Rim è stata una piacevole sorpresa sia per la storia che per gli effetti speciali, alimentati da una colonna sonora da urlo.

Oggi sono qui per parlarvi di qualcosa di diverso, della mia –chiamiamola devozione- per queste magnifiche creature, i Kaiju, e la loro controparte meccanica, i Jaeger.

Nel primo film i Kaiju ci vengono presentati come alieni provenienti da un’altra dimensioni che sono riusciti ad arrivare alla nostra attraverso la “breccia”, un portale o più scientificamente un ponte di Einstein – Rosen.

Dalla loro prima apparizione però una cosa è subito chiara, non sono qui per aiutare bensì per distruggere l’umanità. Ogni kaiju è catalogato secondo la grandezza, il livello di distruzione che può portare e la sua potenza. L’unico modo per riuscire a fronteggiare una minaccia di tale calibro è servirsi del programma Jaeger, ovvero la combinazione di raggiungimenti scientifici e tecnologici di tutti i paesi del mondo messi insieme per creare l’arma di distruzione perfetta, ma che in questo caso è l’unico scudo che ci difende dalla devastazione aliena.

Pilotare un jaeger non è una cosa semplice. Per farlo occorre padroneggiare il drift, una complicata tecnica di connessione mentale fra due individui che fondono le loro menti per creare due emisferi di un unico grande cervello necessario a muovere il mecha senza subire danni a lungo termine. Più forte è la connessione e maggiore sarà la probabilità di successo in un combattimento.

In entrambi i film la prima cosa che si nota, oltre agli scontri epici, è l’intelligenza dei kaiju. Ogni scontro, infatti, insegna loro qualcosa. Da come contrastare i jaeger al cercare una strategia che permetta loro di raggiungere il vero obiettivo, che per chi ha visto i film, si scopre nel sequel, “La rivolta”.

Se posso essere onesta rispetto al prequel il secondo capitolo è più lento nella storia ma compensa con l’evoluzione dei kaiju, che sono tornati ancora più sorprendenti e arrabbiati di prima. Lo stesso discorso vale anche per i jaeger, nel primo film avevano un ruolo da primo piano mentre nel secondo l’attenzione si disperde, focalizzata più sugli attori e i loro drammi che sugli scontri veri e propri.

Senza tenere conto degli effetti speciali che sono fenomenali il primo film di Pacific Rim porta con sé anche una storia ben strutturata rispetto al suo seguito, più ricca informazioni utili agli spettatori per comprendere il mondo in cui è ambientato e oltre questo anche il worldbuilding è stato curato nei minimi dettagli, fornendo per ogni cosa una spiegazione logica, cosa che dall’altra parte è venuta totalmente a mancare. Probabilmente è dovuto al fatto che a raccogliere il testimone dopo cinque anni è stato un altro regista, Steven S. DeKnight, che con un punto di vista diverso ha voluto concentrarsi più sui personaggi che sul background.

Ad ogni modo Pacific Rim resta uno dei miei film preferiti per i vari motivi di cui vi ho parlato, uno da vedere e rivedere senza sentirne la pesantezza. Da fanatica spero vivamente che Del Toro riprenda in mano le redini del progetto e metta in scena un nuovo capitolo, ma mi sa che è pura utopia.

E voi da che parte state: Jaeger o Kaiju?

May the Force be with you!
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