Tea time: Harry Potter e il prigioniero di Azkaban (ed. illustrata)

Io, Sirius Black, padrino e tutore di Harry Potter, con la presente gli concedo il permesso di visitare Hogsmeade nei fine settimana.

 

Editore: Salani Editore
Data di uscita: 26 ottobre 2017
Pagine: 326
Prezzo: 34.90

Il Signore Oscuro è solo e senza amici, abbandonato dai suoi seguaci. Il suo servo è rimasto in catene per dodici anni. Questa notte, prima di mezzanotte, il servo si libererà e cercherà di unirsi al padrone. Una terribile minaccia incombe sulla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts. Sirius Black, il famigerato assassino, è evaso dalla prigione di Azkaban. È in caccia e la sua preda è proprio a Hogwarts, dove Harry e i suoi amici stanno per cominciare il loro terzo anno. Nonostante la sorveglianza dei Dissennatori la scuola non è più un luogo sicuro, perché al suo interno si nasconde un traditore… In un vortice di emozionanti colpi di scena, tra mappe stregate e ippogrifi scontrosi, J.K. Rowling conduce il lettore nel terzo capitolo della saga, qui in una edizione illustrata da Jim Kay.

 

Una tazzina in compagnia di Harry Potter, J.K. Rowling e Jim Kay

 

I romanzi che compongono la saga di Harry Potter sono quei libri che rileggerò sistematicamente per tutta la vita. Può sembrare strano, alquanto bizzarro avere ancora dopo tutto questo tempo il desiderio di rileggere le stesse avventure, le stesse pagine; quando una storia ti tocca veramente nel profondo è normale ogni tanto fare un salto a trovare gli amici di carta e inchiostro con i quali si hanno vissuto avventure incredibili. Ogni volta che mi ritrovo tra le pagine di un romanzo di Harry Potter riesco sempre a emozionarmi quasi fosse la prima volta, quando invece concludo un capitolo non vedo l’ora di tuffarmi in quello successivo. L’amore che nutro per la saga con la quale sono cresciuta non finirà mai, avrò sempre la necessità di ritornare nel mondo magico e il mondo magico sarà sempre pronto ad accogliermi e offrirmi rifugio. Finalmente sono riuscita a leggere Harry Potter e il prigioniero di Azkaban nella versione illustrata da Jim Kay, questa piccola meraviglia aspettava nella mia libreria da troppo tempo. Mi vergogno immensamente pensando a quanto tempo ho aspettato prima di “sfruttare” questi regali stupendi!

Non vedo già l’ora d’iniziare Harry Potter e il calice di fuoco, sono tentata però di aspettare il tepore e il freddo di dicembre, l’idea di leggere il mio libro preferito nel periodo natalizio mi ispira tremendamente, vediamo se riuscirò a resistere ancora qualche mese!

 

 

Non c’è proprio nulla da fare, Harry Potter sa come affascinare, catturare e imprigionare tra le sue pagine in ogni momento e a ogni età; non c’è un periodo perfetto per leggere o rileggere un libro della saga perché è sempre il momento giusto. Riflettendo, credo che leggerei Harry Potter con ogni stato d’animo: saprebbe come tirarmi su di morale in un momento difficile; riuscirebbe a rendere ancora più caldo e avvolgente un momento di felicità; spazzerebbe via in un lampo un momento di noia; potrebbe essere la cura ideale contro il blocco del lettore.

Visto che anche quest’anno non ho ricevuto la mia lettera per Hogwarts, sono tornata comunque nella scuola di magia e stregoneria il primo settembre; iniziare una rilettura di Harry Potter a settembre è stata una bellissima esperienza. Settembre è come se fosse un secondo capodanno, tutto inizia a scorrere veloce e impetuoso dopo un periodo di calma e torpore, ritornare alla vita di tutti i giorni non è sempre così facile ma con la giusta compagnia tutto diventa più gradevole. Harry Potter e il prigioniero di Azkaban è uno dei miei libri preferiti dell’intera saga, forse dico così con tutti, sicuramente lo sono i primi quattro volumi tra i quali proprio mi è difficile scegliere un preferito. La terza avventura mi sta particolarmente a cuore perché introduce per la prima volta il personaggio di Sirius Black, Sirius infatti è il mio personaggio adulto preferito e ogni volta che penso a lui mi dispiace tanto per la sorte che la Rowling ha deciso di riservagli. Sono davvero convinta che questo personaggio meritasse di più, più spazio e soprattutto un epilogo molto diverso.

 

 

In questo volume ho avuto meno difficoltà a confrontarmi con la nuova traduzione, io sono piuttosto tradizionalista ma ammetto che alcuni termini sono resi molto meglio in questa versione. Una cosa però non la sopporto proprio: la gestione dei nomi. Non capisco perché i nomi di alcuni personaggi vengono tradotti e alcuni vengono invece lasciati in inglese, mi sembra però che la maggior parte sia lasciata in lingue originale. Questa scelta non mi piace proprio per niente! Mi rifiuto categoricamente di leggerli non tradotti, se per anni e anni una persona si è chiamata Mela non inizierò a chiamarla Pera! La continuità dei nomi di persona per me è una cosa fondamentale, mi dispiace molto che in questo modo è venuto a meno il tentativo di riprodurre nella nostra lingua i particolari richiami dietro ogni nome.

Traduzioni a parte è stata una grande emozione ritornare a Hogwarts, partecipare alle lezioni di cura delle creature magiche, attendere con ansia le partite di Quiddich, vedere gli orribili dissennatori e utilizzare insieme a Hermione la giratempo. Harry Potter e il prigioniero di Azkaban illustrato da Jim Kay sa essere un’esperienza di lettura ancora più immersiva e sa benissimo come regalare ancora più emozioni.

 

 

 

 

May the Force be with you!
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