Review Party: Morte apparente di Barbara Abel (Leone Editore)

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Da oggi potete trovare in libreria il nuovo romanzo di Barbara Abel, “Morte apparente”, edito da Leone Editore e tradotto da Giulia Mellini.

Data di uscita: 1 Ottobre

Acquistalo subito: Morte apparente

Editore: Leone Editore
Collana: Mistéria
Genere: Thriller
Traduzione: Giulia Mellini

Prezzo: € 14,90
Pagine: 432

Jeanne è in coma da quattro anni a causa di un brutto incidente. I familiari temono che i medici stiano per arrendersi e staccare le macchine che la tengono in vita. Tuttavia, una scoperta raccapricciante cambia le carte in tavola: Jeanne è stata stuprata durante la degenza, e ora è incinta. La famiglia Mercier deve decidere se mettere a repentaglio la vita della figlia facendole portare a termine la gravidanza, o farle abortire il frutto di quell’atto osceno, andando tuttavia contro i precetti religiosi cui sono tanto devoti. I suoi genitori e suo marito hanno dieci giorni per decidere cosa fare, ma prendere questa decisione riporta a galla problemi passati, sospetti, e conflitti familiari. Vengono a galla tradimenti e bugie, che porteranno uno dei protagonisti a compiere gesti estremi, e le vite di tutti saranno irrimediabilmente sconvolte.

È finalmente arrivato il mio mese preferito e con lui tutte le sfumature dell’autunno che più mi regalano ispirazione e bellezza, il caldo colore delle foglie contrapposto ai giorni che si fanno sempre più bui e corti. C’è sempre stata una sorta di bellezza nella decadenza di un mese che chiude le danze con un giorno d’orrore. Questa è l’atmosfera perfetta per dedicarsi a letture più tetre, che fanno dell’orrore il loro ingrediente segreto per regalarmi qualche piacevole momento da brivido.

Questo è il caso del romanzo Barbara Abel, autrice che ho imparato ad apprezzare dall’anno scorso, quando leggendo “Alice” mi sono resa conto che è in grado di raccontare storie difficili con una vividezza tale da renderle tangibili. Questa volta non è da meno, con il suo ultimo lavoro portato in Italia da Leone Editore si dimostra all’altezza delle aspettative, permette a chi legge di sbirciare tra le mura di una famiglia a pezzi, distrutta dal tragico incidente della figlia più piccola, Jeanne. Per quattro lunghi anni è rimasta in coma senza una via d’uscita, ignara dei cambiamenti del mondo e della vita dei suoi cari.

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Un letto d’ospedale è la sua prigione, la sua mente è relegata in un mondo lontano da quello fisico, scandito dai continui suoni emessi dai macchinari che però non fanno ben sperare sul suo futuro. Bisogna prendere una decisione difficile, i suoi genitori sono costretti a scegliere se staccare la spina o lasciarla vivere in quel limbo vegetativo. Durante la sua degenza succede qualcosa di orribile, il suo corpo viene violato da qualcuno che ancora non ha mostrato il suo volto, un vile essere umano spinto dalla sua perversione ad abusare di chi non ha difese, di colei che giaceva inerme davanti a lui.

I Mercier devono prendere una decisione ancora più difficile quando vengono a conoscenza dello stupro e della gravidanza della figlia. Devono scegliere chi far sopravvivere o spegnere per sempre entrambe le vite. Non c’è modo di elaborare una notizia così dolorosa, non quando si vive una situazione già di per se difficile. Il coma di Jeanne ha messo in luce le fragilità della sua famiglia e come se non bastasse, il suo matrimonio. Jeanne è ancora sposata con un attore di teatro, un uomo che non nasconde il peso della condizione di sua moglie e le tentazioni che sente quando incrocia lo sguardo della sua collega, si sente intrappolato in quel “nella buona e nella cattiva sorte” eppure prima dell’incidente il rapporto fra i due era già complicato, questa situazione non ha fatto altro che rendere tutto più difficile.

Da una parte la sua famiglia lotta con il desiderio di avere la speranza di riabbracciare Jeanne, dall’altra invece si aggrappa alla realtà, mettendo tutti in condizione di valutare di prendere quella decisione irreversibile che però potrebbe risparmiare alla povera donna ulteriori sofferenze. È chiaro che è nella famiglia la penna di Barbara Abel affonda la sua punta, raccontando il suo lato oscuro ed accentuandone l’aspetto psicologico, cosa che ho già ho potuto apprezzare nella sua opera precedente.

L’autrice non si nasconde dietro le tende o negli angoli bui spiando i suoi personaggi, in questo caso entra nelle loro teste, li analizza da capo a piedi e ci mostra tutte le loro debolezze, i segreti che si celano nei meandri del loro subconscio e anche le loro ossessioni, le loro paure e i loro peccati, proprio come nel caso del marito di Jeanne, distrutto dal desiderio e dalla lussuria e allo stesso tempo incatenato ad una fragile promessa. Per non parlare degli scheletri negli armadi della famiglia di Jeanne, così piena di segreti e bugie da far crollare il significato stesso della parola famiglia e infine la stessa Jeanne che nel suo cuore ormai non vede più via d’uscita da una vita infelice.

Una morte apparente è un gesto estremo che si traduce nella più lenta e dolorosa delle agonie, una condizione che rende chiunque schiavo del dubbio e vittima dei sentimenti.

«La vita è appesa a un filo».

 

 

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Leone Editore per la copia omaggio.

 

 

 

May the Force be with you!
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