The Whispering room: Hanami. Il vento dei ciliegi di Manuela De Angelis

Ricordati che qualsiasi momento è buono per cominciare. Apprendi dagli audaci, dai forti, da chi non accetta compromessi, da chi vivrà malgrado tutto. Alzati e guarda il sole nelle mattine e respira la luce dell’alba. Tu sei la parte della forza della tua vita. Adesso svegliati, combatti, cammina, deciditi e trionferai nella vita; Non pensare mai al destino, perché il destino è il pretesto dei falliti.
(Pablo Neruda)

 

Editore: GoWare
Data di uscita: 13 Novembre

Prezzo: € 12,99
Pagine: 228
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Acquistalo subito: Hanami. Il vento dei ciliegi

“Eccomi. Mi chiamo Christian, vivo a Parigi e ho diciassette anni. E una depressione da stress post-traumatico per la morte di mio fratello Nicholas, che si è ammazzato a soli quattordici anni. Sono già passati otto mesi, ma io non ne sono ancora fuori.”Questo è il diario di Christian, e della sua disperata voglia di ricominciare a vivere. Sarà Imeko, una giovane scrittrice giapponese, in Francia per la presentazione del suo romanzo, a dargli l’opportunità di trovare una via d’uscita, un barlume di speranza. Le loro vite si incroceranno per un breve tratto, in una strana relazione fatta di amicizia e di sesso, grazie alla quale entrambi troveranno le risposte, la forza per sfuggire al dolore e rinascere in una nuova dimensione.

 

 

  • Come è nata l’idea di Il vento dei ciliegi?

L’idea di scrivere questo romanzo mi è venuta dalle suggestioni suscitate in me dal film “The reader. A voce alta”, del regista Stephen Daldry, a sua volta tratto dal romanzo dello scrittore Bernhard Schlink. Non ho letto il libro, ma il film mi è piaciuto davvero molto. Al di là delle tematiche trattate relative alla Germania post bellica, quello che mi ha colpito del film è la storia d’amore, il rapporto che lega i due protagonisti, così diversi per età ed esperienze di vita. In particolare mi è sembrata interessante la narrazione di un rapporto sentimentale, che include però anche la sfera sessuale, tra un ragazzo di diciassette anni e una donna adulta. Nella pellicola gli universi di solitudine dei due protagonisti si incontrano e ciascuno trova nell’altro un insperato compagno di viaggio, che regala compagnia e attimi di gioia. Nel mio romanzo ho voluto in qualche modo riprendere questo tema, anche se la protagonista femminile della mia storia è una giovane donna che non ha ancora compiuto trent’anni, dunque meno matura del personaggio del film. L’altro filone di ispirazione del romanzo è, per così dire, autobiografico, soprattutto nel difficile e ineludibile tentativo di confrontarsi col tema della perdita, della morte delle persone che amiamo, e dello stato di depressione e difficoltà di vivere che ne possono derivare. Christian, il ragazzo protagonista di Hanami, perde suo fratello Nicholas, suicida a soli quattordici anni, e deve imparare a sopravvivere a quella morte. Poi ci sono anche i temi della forza creativa e insieme curativa della scrittura, e dei sogni che costruisce. C’è l’amore, che riempie la vita, anche quando non è corrisposto. E infine c’è il tentativo di descrivere il filo sottile, evanescente, forse nemmeno reale, che unisce il mondo delle nostre emozioni con quello dell’aldilà. Al di là della vita…quel non-posto opaco e confuso, dove collochiamo gli spiriti di chi ci ha lasciato e vorremmo disperatamente ritrovare.

 

  • C’è un episodio che le si è delineato prima degli altri?

Sicuramente fin da quando ho cominciato a pensare al romanzo avevo in testa l’episodio dell’incontro di Christian con Imi, la giovane scrittrice giapponese che diventerà la sua amica speciale e insieme la sua amante. Avevo davanti agli occhi il momento in cui Christian, nella penombra scura della sera, vede per la prima volta Imi, che fissa la finestra della sua stanza, vestita in jeans e felpa, col cappuccio in testa. Così, al buio, ancora sconvolto dai ricordi del suo recente lutto, Christian la scambia per il fantasma di suo fratello Nicholas. E da quel giorno “il ragazzo con la felpa e il cappuccio in testa” diventa la sua ossessione. Lo vede nel metrò, sugli autobus, senza mai però riuscire a guardarlo in faccia. Allora lo cerca, lo segue, fino al giorno in cui riesce finalmente ad agguantarlo per un braccio e a farlo voltare, scoprendo che in realtà si tratta di una ragazza, Imi, ossia Imeko Takada, che è a Parigi per la presentazione del suo romanzo.

 

  • A quale dei suoi personaggi è più legata?

Beh, sicuramente a Christian, anche perché come ho già detto, è lui che rispecchia i tratti autobiografici che ci sono nel libro. Ma adoro anche Imi, con la sua leggerezza, il suo candore, la sua disarmante forza e tranquillità. Lei è ispirata per molti aspetti a una ragazza giapponese Mai U., una studentessa di storia dell’arte che ho conosciuto qualche anno fa, vista la comune passione per il pittore Crivelli, e che ora è una delle mie più care amiche.

 

  • C’è qualche curiosità che non ha scritto nel romanzo e vuole condividere con i suoi lettori?

Allora…posso dire ai miei lettori che due dei personaggi del romanzo, e cioè Alain, lo psichiatra di Christian, affascinante e facoltoso medico di estrazione aristocratica, e Eli, la sua giovanissima moglie olandese, hacker di professione, che ricorda un po’ nei tratti la Lisbet di Millennium, sono in realtà i protagonisti di un altro romanzo che ho scritto in precedenza, “Un gioco pericoloso”. Si tratta di un thriller a sfondo erotico, dove si racconta appunto la storia dell’incontro di Alain ed Eli, e delle difficoltà della loro storia d’amore, vista la differenza di età e di estrazione sociale. Mi è piaciuto continuare a scrivere della vita di questi due personaggi a cui mi ero molto affezionata, e farla evolvere nel mio nuovo romanzo, Hanami appunto, di cui sono coprotagonisti.

 

  • Quale messaggio vorrebbe arrivasse a chi legge il suo libro?

Beh, vorrei che chi si riconosce, anche solo per pochi tratti in Christian e nella sua difficoltà di vivere, sappia che grazie all’amore, inteso in senso lato però, e cioè come amore per qualcuno, per qualcosa, per un’idea… si può riuscire a trovare la forza di cominciare una nuova vita, al di là del dolore, delle sofferenze che possono squassare l’esistenza. Come dice uno dei personaggi a Christian, solo l’amore può regalarti dei nuovi pensieri, può farti vedere di nuovo delle cose belle. Vorrei anche che chi legge il libro percepisca il messaggio che chiudersi in un’idea, per quanto la si ritenga giusta e incontrovertibile, è sempre sbagliato, limitante. Ci farà perdere sicuramente qualcosa, delle grandi opportunità, quando non ci sbarrerà del tutto la strada, come sarebbe successo a Christian se non avesse incontrato Imi. Bisogna sempre lasciare la porta aperta a tutte le possibilità, permettere a se stessi di valutare le situazioni da mille prospettive diverse senza dire: “Ah, no, mai, questo non è possibile, non lo posso credere, è assurdo, è sbagliato”, e cose simili.

 

  • Quali sono i suoi progetti per il futuro?

Sto pensando a un nuovo libro, sempre ambientato in Francia, a Parigi, la mia città di adozione. E ancora una volta la protagonista sarà il personaggio di un libro precedente, di Hanami appunto. Seguirò la vita di Noemié, la migliore amica di scuola di Christian, vi racconterò cosa succede nelle pagine successive ad Hanami, relativamente alla sua vita e alla realizzazione dei suoi progetti per il futuro.

 

 

 

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