The Whispering Room: Mu di Nunzio DI Sarno

 

Ricordati che qualsiasi momento è buono per cominciare. Apprendi dagli audaci, dai forti, da chi non accetta compromessi, da chi vivrà malgrado tutto. Alzati e guarda il sole nelle mattine e respira la luce dell’alba. Tu sei la parte della forza della tua vita. Adesso svegliati, combatti, cammina, deciditi e trionferai nella vita; Non pensare mai al destino, perché il destino è il pretesto dei falliti.
(Pablo Neruda)

 

Torna la nostra rubrica The Whisperingi Room, oggi conosceremo da vicino la racconta di poesie d’esordio di Nunzio Di Sarno, Mu. Siete pronti per saperne di più? Non perdetevi l’intervista con l’autore!

 

Editore: Oedipus
Data di uscita: 7 agosto 2020
Pagine: 108
Prezzo: 14.00 €

Le prime parole che troviamo ad aprire la raccolta di Nunzio Di Sarno sono quelle di un koan zen:
Un monaco chiese a Joshu: “Un cane ha la natura di Buddha?” Joshu rispose: “Mu”
Mu mantiene in sé gli opposti e spinge a trascenderli in uno slancio che scatta lontano dalla logica e dalla premeditazione. E quando pensi di averlo afferrato è proprio lì che ti scappa. Ci si può solo muovere insieme. Il koan ci mostra la strada che si fa traccia e mappa. Una mappa che si mantiene giusto per il passaggio e le luci che durano sono le realizzazioni, in balia dell’amore e l’amicizia, delle droghe, dell’alcool e delle meditazioni, della malattia, della morte e della disciplina, in seno alle
famiglie “vecchie, nuove e ritrovate”. In una parola la Vita. Che suona al passaggio del vento,
ma anche al ritmo sghembo di Monk e alle distorsioni secche dei Ramones. È un attimo e le gambe a croce schizzano nel Pogo. In una spinta continua alla trasformazione, che trova, nella trasfigurazione della mancanza e degli eccessi, le nuove forme. E come riporta “Manifesto” il suono è sempre operativo, tutto è vissuto! Niente spazio per l’ozio, gli ammiccamenti e le consolazioni di rito.
Come potrebbero le pose reggere al vortice degli Elementi? Il pensiero si produce nell’azione e all’azione riconduce sempre. E l’azione non può non essere politica. Qui il lettore non può restare sulla soglia a guardare, è chiamato ad aprirsi ed immergersi per sentire su di sé, sposando i ritmi per ritrovarsi a pezzi. Unico sentiero per accedere alle forme nuove.

 

 

#Bottaerisposta

 

 

  • Come è nata l’idea di Mu?

Mu è uno dei Koan più conosciuti della scuola Rinzai di zen giapponese.

È un concetto che contiene gli opposti, un sì e no condensati, ma allo stesso tempo è la spinta a trascenderli. Spinta che scaturisce dalla meditazione sulla domanda “Un cane ha la natura di Buddha?” e la risposta “Mu”.

La meditazione sul koan apre al discepolo la nuova via, una frattura che lo porta al satori. Il richiamo nel titolo e la citazione in apertura mostrano un sentiero e una dinamica che mi sono cari e che perseguo da tempo per quello che è nelle mie possibilità: immergersi nella dualità di corpo, parola e mente, sperimentando allo stesso tempo la trascendenza che non è allontanarsi ma scendere sempre più a fondo, per vivere ciò che di norma non è visto né sentito, se non raramente e dopo tempo nelle sue conseguenze.

Ciò è possibile stando dentro e fuori.

 

 

  • C’è una poesia che le si è delineata prima degli altri?

In verità non me ne ricordo.

 

 

  • Quale composizione reputa la più significativa?

Non credo ce ne sia una più significativa. Forse “Perché non mi faccio saltare il cervello con un colpo di pistola” contiene un po’ tutte le atmosfere che animano la raccolta, compreso il passaggio continuo tra i vari piani di vita e percezione di sé e del mondo.

 

 

  • Ci parli delle tematiche che tocca nella sua racconta.

Il filo conduttore di tutte le tematiche vitali presenti credo sia la ricerca interiore, che dal mio punto di vista è al tempo stesso psicologica, spirituale, filosofica e politica, e dire politica poi comprende tutti gli aspetti dell’esistenza comunitaria e sociale. Tutte le esperienze in cui spesso mi sono letteralmente fiondato a rotta di collo hanno questa tensione comune.

 

 

  • Se dovesse associare una canzone a Mu quale sceglierebbe?

Ne scelgo almeno 3: The soul of a man di Blid Willie Johnson; Chenrezig di Don Cherry; Waiting room dei Fugazi.

 

 

  • Cosa significa per lei la scrittura?

È un medium di conoscenza di sé e di trasformazione. La parola è traccia e strumento, sia per chi scrive che per chi legge. Sperando sempre che il miracolo si ripeta.

 

 

  • Quali sono i suoi progetti per il futuro?

Vorrei chiudere diverse raccolte ancora incomplete ed un lavoro su versi e immagini che sto portando avanti su alcuni siti da giugno, in modo intermittente. Spero che mi arrivi una buona proposta per la prossima raccolta, per cui ho avuto finora risposte positive sempre però da piccole case editrici, più o meno simili a quella di “Mu”, che nonostante la serietà hanno troppo spesso una distribuzione ed una promozione pessime.

Poi progetti scientifici in progress, legati alla laurea in psicologia clinica che ho conseguito da poco. Sperando che il mammut burocratico della nostra bella penisola non mi rallenti troppo.

 

#Conosciamol’autore

Nunzio Di Sarno nasce a Napoli, si laurea in lingue e letterature straniere con una tesi su Ginna e le connessioni tra astrattismo e spiritualismo. Ha lavorato come operatore sociale, mediatore culturale, insegnante di italiano L2, di sostegno e di inglese. Da alcuni anni risiede ed insegna a Firenze. Nel 2021si laurea in psicologia clinica e della riabilitazione con una tesi su
Yoga, Tai Chi e mindfulness come terapie complementari nella malattia di Parkinson.
Mu, pubblicata da Oèdipus edizioni nell’agosto 2020, è la sua raccolta d’esordio. Sue poesie ed articoli sono presenti su diversi siti e blog letterari.

 

 

 

 

 

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