Una vita da libraio di Shaun Bythell | Recensione di Deborah

 

Nel periodo in cui lavorai in un negozio di libri usati – un luogo che, finché non ci si lavora, è facile immaginare come una specie di paradiso dove affascinanti gentiluomini d’età scartabellano eternamente tra in-folio rilegati in pelle di vitello – mi colpì soprattutto la rarità delle persone davvero interessate ai libri.

george orwell, RICORDI DI LIBRERIA.

 

Editore: Einaudi
Data di uscita: 06 marzo 2018
Pagine: 394
Prezzo: 19.00 €
Acquistalo subito: Una vita da libraio

Un paesino di provincia sulla costa scozzese e una deliziosa libreria dell’usato. Centomila volumi spalmati su oltre un chilometro e mezzo di scaffali, in un susseguirsi di stanze e stanze zeppe di erudizione, sogni e avventure. Un paradiso per gli amanti dei libri? Be’, piú o meno… Dal cliente che entra per complimentarsi dell’esposizione in vetrina, senza accorgersi che le pentole servono a raccogliere la perdita d’acqua dal tetto, alla vecchietta che chiama periodicamente chiedendo i titoli piú assurdi, alle mille, tenere vicende di quanti decidono di disfarsi dei libri di una vita. The Book Shop, la libreria che Shaun Bythell contro ogni buonsenso ha deciso di prendere in gestione, è diventata un crocevia di storie e il cuore di Wigtown, villaggio scozzese di poche anime. Con puntuta ironia, Shaun racconta i battibecchi quotidiani con la sua unica impiegata perennemente in tuta da sci, e le battaglie, tutte perse, contro Amazon. La sua è l’esistenza dolce e amara di un libraio che non intende mollare. Con l’anticipo dell’edizione italiana, Shaun sta finalmente ricostruendo il tetto della sua libreria.

 

Una vita da libraio è stata la lettura che ho amato di più in questi ultimi mesi, desideravo tanto leggere questo romanzo e quando mi sono persa tra le righe scritte da Shaun Bythell non volevo proprio finisse la magia del suo racconto. Il romanzo è davvero particolare, una piccola ma grande perla, si tratta di un diario giornaliero scritto realmente dall’autore durante i suoi giorni di lavoro. Pronti a rimanere affascinati da una grande libreria?

 

Ennesima giornataccia, partita male e continuata peggio. Vero le nove e dieci ha squillato il telefono: “Che razza di disastro! Con quale coraggio lei va dicendo di essere un libraio, per poi mettere in circolazione robaccia del genere…” Il tizio all’altro capo del filo è andato avanti con questo tono per parecchi minuti. Da ulteriori indagini è emerso che aveva ordinato un volume non da noi, ma da una libreria con un nome simile al nostro (capita, come disse saggiamente Tom Jones) e siccome la copia ricevuta era in cattive condizioni, non era per niente contento.

 

Shaun Bythell ha sempre avuto la passione per i libri, decise di rilevare la libreria The Book Shop (di cui vediamo l’ingresso) nella cittadina scozzese di Wingtown, nella regione del Galloway. Wingtonw è considerata “la città del libro” proprio per la presenza di numero considerevole di librerie e attività dedicate alla letteratura. In poche frasi organizzerei all’istante un viaggio alla scoperta della Scozia e di questa magica cittadina dipinta come un paradiso per i lettori. Prima o poi cercherò realmente di realizzare questo obbiettivo perché Una vita da librario è riuscito a ritagliarsi un posto speciale per me, è entrato in quella cerchia ristretta di libri che riescono a rimanere sempre a cuore e che non vedo l’ora di rileggere. Spiegare il perché questo romanzo mi abbia suscitato queste emozioni è davvero complicato, mi ha colpito tantissimo la sua autenticità, la simpatia e l’ironia con cui è stato scritto. Sogno di varcare la soglia del The Book Shop, perdermi nelle numerose stanze della libreria tra mille mila titoli diversi, sfogliare e ammirare edizioni antiche di romanzi e chiedere a Shaun di consigliarmi un libro da acquistare.

 

Dopo pranzo ho portato in negozio le otto scatole di libri sul trasporto ferroviario che ho comprato giovedì a Glasgow. Mentre le impilavo nell’ingresso, un tizio che era riuscito a piazzarsi in modo tale da obbligarmi a chiedere permesso ogni volta che gli passavo accanto con una delle scatole mi ha chiesto: “Ma lì dentro ci sono altri libri?” come se avesse appena scoperto chissà quale segreto. Quando gli ho detto di sì ha cominciato a ridere di gusto, tanto a lungo da mettermi a disagio,

 

Una vita da libraio come dicevamo è un romanzo scritto sotto forma di diario, Shaun Bythell proprietario del The Book Shop decise di iniziare a tenere per iscritto cosa succedeva quando qualcuno entrava in negozio. Ogni giorno noi lettori ci ritroviamo nella familiarità della libreria ma non sappiamo chi di lì a poco varcherà la soglia, siamo di fronte a nuove scoperte, nuove persone che portano con sé un mondo tutto loro. In modo ironico e davvero super divertente, il romanzo ci pone di fronte a diversi personaggi, la maggior parte meteore di passaggio nel mondo libroso, altri invece sono clienti abituali della libreria. Leggere di come la gente si esprime e si comporta è sempre interessante, fa riflettere sulle proprie abitudini. Conosciamo elementi di ogni genere, ogni nuova giornata che inizia e finisce porta con sé divertimento e risate per il lettore, è un libro che mette sicuramente il buon umore.
Ho adorato i protagonisti e le loro particolarità, sapere che sono persone vere in carne e ossa e non solo di carta ed inchiostro è molto strano, strano nel senso buono.Pensare di varcare la soglia del negozio e conoscere veramente le persone che hanno raccontato e scritto la storia è davvero meraviglioso.

 

Oggi pomeriggio un cliente mi ha chiesto dove teniamo i “libri di poesie illustrati”. Gli ho spiegato che non abbiamo una sezione specifica e che avrebbe dovuto spulciare quella di Poesia. È riemerso due ore dopo tutto contento, con una pila di libri per almeno duecento sterline: mi ha spiegato che aveva appena iniziato una collezione e aveva deciso di specializzarsi in quell’ambito perché gli sembrava interessante. Credevo che le persone così si fossero estinte. Mi è quasi venuto da abbracciarlo.

 

Una vita da libraio mostra cosa si cela dietro il paradiso della libreria, le difficoltà con le quali i librai devono combattere tutti i giorni. Attualmente è davvero difficile trovare in giro librerie indipendenti, purtroppo sono state messe in ginocchio dai colossi commerciali e specialmente da Amazon. Shaun ogni giorno ci mostra l’incasso quotidiano, gli ordini che riceve online e quelli che riesce ad evadere, sicuramente riuscire a gestire un negozio con poco è davvero difficile. Purtroppo con tutta la tecnologia e il consumismo stiamo perdendo sempre più luoghi magici e particolari dove perderci alla ricerca di qualcosa che non si era previsto.
Inoltre capire il giro dei libri nel mercato dell’usato è molto affascinante, credo che sia emozionante recarsi a visionare una collezione da uno sconosciuto che la vuole vendere, è come un salto nel buio e chissà che non si possa trovare qualche insolita rarità.

 

Una cliente mi ha chiesto di aiutarla a trovare un regalo di Natale per ciascuna delle sue quattro figlie, ma oltre a non dirmi quanto voleva spendere non ha saputo raccontarmi nulle dei loro interessi; e io che non avevo la minima idea di cosa suggerire alla signora, però le ero molto riconoscente per aver pensato di comprare i regali di Natala in una libreria dell’usato.  Alla fine le ho consigliato Philip Pullman e C. S. Lewis, due autori che sembrano piacere molto al grande pubblico.

 

Una vita da libraio è uno di quei romanzi che andrebbero letti, sono sicura che vi riserverà grandi sorprese, emozioni, spunti di riflessione e tanti momenti di divertimento, proprio come è successo a me. Il romanzo contiene una miriade di ottimi consigli di lettura, è proprio come se fosse una libreria di carta e inchiostro, oltre che una narrazione. Si tratta di uno scorcio diverso nel mondo dei libri, un insieme di storie intrecciate che hanno come riferimento il The Book Shop, una lettura davvero imperdibile.

 

 

 

 

May the Force be with you!
Precedente Let’s talk about: Le sere di Gerard Reve (Iperborea) Successivo Review Party: Il cielo è tutto nostro di Luke Allnutt (Longanesi)