Recensione: X-0 Manowar – Volume 1 – Soldato (Valiant)

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Titolo originale: X-0 Manowar
Autore:  Matt Kindt, Tomás Giorello
Editore: Star Comics Valiant
Data di uscita:  9 Maggio 2018
Prezzo: € 8,90
Pagine: 112 (colori)

Nato sotto l’oppressione dell’Impero Romano, Aric di Dacia è stato rapito dagli alieni, ed è riuscito a fuggire per tornare sulla Terra, ritrovandosi nella modernità. Ma tutto questo è successo tanto tempo fa. Ora, lontano da casa in uno strano mondo primitivo, Aric ha cominciato una nuova vita. Libero dal proprio passato, lontano dalla guerra e dalla violenza. Senza più armatura. Ancora per poco…

Bentornati sulla Stamberga, oggi vi parlo di “X-0 Manowar – Soldato”, di Matt Kindt e Tomás Giorello, pubblicato in Italia da Star Comics e Valiant.

Devo dire che prima di leggere questi albi non conoscevo molto bene Aric di Dacia e l’armatura X-0 Manowar, ne avevo saputo qualcosa solo quando, leggendo Divinity III – Eroi dello Stalinverso, mi ero imbattuto in uno spezzone riguardante questo formidabile guerriero.
Appena l’ho letto me ne sono innamorato, la storia di Aric è intensa e ricca di suspense e azione, un mix stravolgente che mi ha fatto davvero apprezzare questo eroe. La cosa che più mi ha colpito è il continuo paragone dell’antica società romana con quella aliena del pianeta Gorin, un mondo che ospita tre diverse razze in guerra fra loro, gli Azur, i Bruciati e i Cadmium, ognuna delle quali brama di comandare sulle altre.

La scena iniziale di questo primo volume l’ho trovata bellissima, Aric lavora nei campi mentre una parata militare degli Azur sfila dietro di lui riportandogli alla mente i vecchi metodi di reclutamento dell’esercito romano, ben sapendo che sarebbe stato arruolato anche lui, che lo volesse o meno. Gli oppressori di turno sono i Cadmium, una razza tecnologicamente avanzata che dispone delle macchine più straordinarie fra quelle esistenti sul pianeta, sono capaci di modificare geneticamente esseri viventi, solitamente Bruciati o Azur, per renderli più adatti ai lavori che devono svolgere e non hanno pietà per i loro nemici.

Aric si trova sul pianeta Gorin dopo essere stato rapito dagli alieni, a secoli di distanza dalla fine dell’impero romano, confinato ai limiti dello spazio profondo dalla sua testardaggine. Ha deciso che non avrebbe mai più usato la sua armatura, l’ha seppellita e dimenticata ma la guerra è qualcosa di incontrollabile, un flagello eterno che si scatena su tutti coloro che ne sono coinvolti, e Aric si ritrova a dover scendere a compressi con il suo orgoglio.

Per proteggere la sua donna, Shon, si lascia portare via dall’esercito Azur, fermamente intenzionato a combattere per far si che non le accada nulla sebbene questa sia una guerra che non lo riguarda. Prima di lasciare la sua casa stacca un pezzo dalla sua armatura forgiando un anello che possa aiutarlo in battaglia e qui inizia, poco a poco, il suo lento strisciare che lo riporterà dentro quella macchina da guerra che ha tanto odiato.

La sua armatura lo ha reso forte, quasi invincibile e gli ha donato una longevità ai limiti della vita eterna che hanno permesso ad Aric di attraversare i secoli come se fossero istanti, gli ha concesso la capacità di parlare lingue diverse dalla sua senza conoscerle e di volare nello spazio siderale senza morire. Con la sua arma Aric di Terrah, sa essere più potente di qualsiasi esercito, ma non questa volta, ora vuole combattere versando sangue per salvare un popolo che non è il suo, donando la pace ad un pianeta che non l’ha mai conosciuta.

Procedendo con la lettura assistiamo alla brutalità dei Cadmium, coloro che vivono nello splendore della loro cittadella senza curarsi della miseria che li circonda, ma ben presto scopriamo che la guerra non è altro che un circolo vizioso, un loop che si ripete come una cantilena stonata e assillante, qualcosa da cui è impossibile fuggire.

Matt Kindt è stato fenomenale, devo dirlo, così come tutti i disegnatori che si sono susseguiti nei vari capitoli, infatti èstato capace di rendere alla perfezione il concetto di guerra, un cerchio infinito dove causa ed effetto si ripetono senza sosta per portare sempre qualcuno a sentirsi in dovere di spodestare qualcun’altro, si, perchè le guerre in realtà non si combattono mai solo per salvare qualcuno, ma per il potere.

Il potere dei Cadmium fa gola a tutti, tecnologie tanto strabilianti da lasciare a bocca aperta e nemmeno chi era schiavo di queste invenzioni può sfuggire al loro fascino e neppure a quello del potere che portano con sé.
Il percorso di Aric è qualcosa di unico, sembra quasi una discesa nell’inferno più cupo per poi tornare a rivedere le stelle, un percorso fatto di sangue e cadaveri e ovviamente di tradimenti, dove nessuno è capace di gestire una massa di persone che si odiano a vicenda e che senza veli mostra la brutalità di chi conosce bene gli orrori della guerra.

Quando ho scelto questa serie l’ho fatto più che altro perchè ero incuriosito dalla natura di Aric e volevo sapere di più su questo misterioso guerriero e quando ho letto questo volume ho trovato proprio ciò che mi aspettavo, una storia estremamente coinvolgente che mi ha fatto riflettere su ciò che stavo leggendo.

Ovviamente anche se questa è la seconda serie su Aric di Dacia non c’è di che preoccuparsi se non si conosce il personaggio e il suo universo, infatti in ogni volume è possibile trovare delle pagine extra con moltissimi approfondimenti su X-0 Manowar e tutto ciò che lo riguarda.

Ora tocca a voi, andate a leggere questa perla del fumetto e fatemi sapere cosa ne pensate!

Buona lettura!

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Fumetti Simili: Divinity III
⚜ Reazione post lettura: Senza parole!
⚜ Pagine lette: 112
⚜ Da consumarsi preferibilmente: In viaggio verso un pianeta alieno.

 

 

Disclaimer: Si ringrazia l’ufficio stampa di Edizioni Star Comics per la copia omaggio.

May the Force be with you!
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