Central Park di Guillaume Musso | Recensione di Anaëlle

A cura di Anaëlle

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“Nell’esistenza ci sono momenti in cui si apre una porta e in cui la nostra vita si proietta verso la luce. Rari momenti in cui qualcosa, dentro di noi, si dischiude. Si fluttua in assenza di gravità, si corre su un’autostrada senza limiti di velocità. Le scelte diventano chiare, le risposte sostituiscono le domande, la paura lascia il posto all’amore.
Bisogna averli conosciuti, quei momenti lì.
Raramente durano”.

 

Dettagli:

  • Titolo originale: Central Park
  • Genere:  Giallo, Thriller, Horror
  • Editore: Bompiani
  • Collana: Bompiani VINTAGE
  • Pagine: 300
  • Prezzo cartaceo: € 13,00
  • Prezzo e-book (amazon): € 3,49

Il Libro – Trama:

New York. Otto del mattino. Alice, una giovane poliziotta di Parigi, e Gabriel, pianista jazz americano, si svegliano ammanettati tra loro su una panchina di Central Park. Non si conoscono e non ricordano nulla del loro incontro. La sera prima, Alice era a una festa sugli Champs-Elysées con i suoi amici, mentre Gabriel era in un pub di Dublino a suonare. Impossibile? Eppure… Dopo lo stupore iniziale le domande sono inevitabili: come sono finiti in una situazione simile? Da dove arriva il sangue di cui è macchiata la camicetta di Alice? Perché dalla sua pistola manca un proiettile? Per capire cosa sta succedendo e riannodare i fili delle loro vite, Alice e Gabriel non possono fare altro che agire in coppia. La verità che scopriranno finirà per sconvolgere le loro vite.

Recensione:

A fare compagnia a me e a Snowy, è questo il nome della tazzina adorabile che uso per bere del buon thè, è niente poco di meno che un autore francese. Confesso che se non fosse stato per il consiglio di mia sorella probabilmente non avrei mai conosciuto Guillaume Musso. Central Park dunque è il mio rito di iniziazione all’autore del quale non vedo l’ora di leggere altre opere, come ad esempio “La ragazza di Brooklyn”, già presente sul mio kindle: Howard Firecraft. Ahimè! Purtroppo anche io non resisto dal dare un nome ad ogni cosa, pian piano vi svelerò i nomi degli oggetti che uso ed ai quali sono affezionata da anni.

Ad ogni modo veniamo al libro. La storia si apre come sopra descritto nella trama. Alice e Gabriel si ritrovano ammanettati l’uno all’altra a New York senza ricordare nulla. Gli ultimi ricordi risalgono alla sera prima quando Alice era a una festa sugli Champs-Elysées mentre Gabriel a suonare in un pub a Dublino. Com’è quindi possibile che due sconosciuti, provenienti da due città diverse europee, si ritrovino a Central Park, ammanettati ad una panchina? Chi sono?

Alice Schäffer, poliziotta francese, e Gabriel Keyne, pianista di jazz americano, sembrano non avere nulla in comune, a parte il black-out che li ha riportati ad un brutto risveglio. Inutile aggiungere che l’una non si fidi dell’altro. A rendere la situazione ancora più confusa dei numeri, una serie di indizi da decifrare, ma la storia non è finita lì. La ferita di Gabriel e il proiettile mancante della Glock 22 di Alice farebbero propendere i due a pensare che la donna abbia arrestato il musicista perché è un criminale, ma niente sembrerebbe confermare questa teoria. Non resta che proseguire e sperare che i ricordi tornino a galla. Le domande continuano ad aumentare e spetta ai nostri protagonisti darsi manforte e rispondere ai quesiti, riportando a galla ricordi talvolta dolorosi ed incontrollabili. Lavorare di squadra diventa essenziale.

Central Park quindi può essere descritto come un viaggio, un lungo ed estenuante percorso, alla scoperta della verità. In questo Musso è stato brillante, il coinvolgimento è stato tale da non permettermi di staccare gli occhi dalle pagine. Il suo stile mi ha rapita, questo thriller dalle sfumature contemporanee non sarà perfetto ma è ben costruito ed è difficile annoiarsi leggendolo. Ho amato la suspense e il mistero che ha saputo ben dosare pagina per pagine così come le citazioni che precedono i capitoli, quali fossero un riassunto di quello che si sta per leggere.

La storia di Alice Schäffer non è delle più felici. Sulle sue spalle grava la perdita di due persone a lei care ed è per questo che tende allontanare chiunque per non restare ferita. D’altro canto, Gabriel, è tutto l’opposto. Per quasi tutta la durata del romanzo è un grosso punto interrogativo, verso la fine i nodi vengono sciolti e il suo personaggio finalmente è a “fuoco”. La sua cura per la storia con i suoi rispettivi intrecci rendono Musso un altro pilastro della narrativa contemporanea da tenere certamente d’occhio. Il suo stile si distingue dagli altri, è pulito e senza troppe macchinazioni. Sa come scrivere e rendere un’opera buona senza dover strafare e questo l’ho molto apprezzato. Una piccola nota alla copertina, spesso non la si fa, ma anche l’occhio vuole la sua parte e devo dire che questa non mi è dispiaciuta.

Non so se è una mia impressione ma mi è parso che abbia dato maggiore cura ad Alice piuttosto che a Gabriel, avrei evitato le smancerie finali perché non sono amante del genere. Avrebbe –a mio parere- continuato sul filo inziale con la stessa intensità che ha regalato maggiori emozioni. L’ho preferito più “giallista” per tutta la durata del romanzo che scrittore da libro “rosa” verso la fine. È questo forte contrasto che un po’ pesa a chi ama il genere thriller e che rende l’effetto sorpresa finale un po’ scontanto. Questo non significa che non mi sia piaciuto. Tolto questo piccolo sassolino nella scarpa, è un romanzo che rileggerei volentieri.

 

Stamberga - Voto 4

 

Note sull’autore – Guillaume Musso:

Nato ad Antibes, 4 giugno 1974, è un romanziere francese, professore di scienze economiche e sociali al Centro Internazionale di Valbonne. Skidamarink (2001) è il suo primo romanzo, con uno stile che mescola enigmi e complotti tra Arturo Pérez-Reverte e Dan Brown. Nel 2004 L’uomo che credeva di non avere più tempo diventa un best-seller tradotto in più di venti lingue e che ha avuto un adattamento cinematografico. Con Central Park si conferma grande scrittore di thriller dal respiro internazionale.

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