A tu per tu con Francesca Maria Nespolo

 

Francesca Maria Nespolo, classe 1991, nata a Treviso, consegue la laurea magistrale in Scienze Filosofiche presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Dopo la laurea, si dedica al giornalismo scrivendo per il giornale Il Nuovo Terraglio come freelance, unendo l’amore per la scrittura con quello per l’esplorazione dei continenti. Attualmente vive a Phoenix con il suo compagno. Nomada rappresenta il suo esordio letterario.

 

 

Editore: Bookabook
Data di uscita: 10 settembre 2019
Pagine: 147
Prezzo: 5.99 € ebook ; 13.00 € cartaceo
Acquistalo subito: Nomada

Il treno TransEuropea non contemplava confini di sorta da Reykjavík fino a San Pietroburgo. Girava voce che nei favolosi anni del Novecento il mondo fosse salito a bordo di quel treno per qualcuno in particolare. Dicono che la sua storia fosse incredibile, che fosse nata su quel treno e che da lì non fosse mai scesa. Coccolata da chi si occupava di lei ogni giorno e affascinata dai racconti dei passeggeri che salivano e scendevano dal treno, Nomada è cresciuta fra storie e affetti, presentazioni e addii, in un piccolo universo ferroviario, metafora della vita, e del suo continuo incontrarsi, separarsi e, spesso, ritrovarsi.

 

 

Benvenuta Francesca nella nostra Stamberga, è un vero piacere fare la tua conoscenza e approfondire insieme il tuo romanzo.

 

  • Come è nata l’idea di Nomada?

Nomada è nata dalla mia insonnia. C’è stato un periodo in cui vivevo a Monaco di Baviera e finita
l’università sentivo una dannata pressione di dover decidere che strada prendere e che carriera
intraprendere, e più mi sforzavo a cercare queste risposte, più ansia mi saliva addosso. Fino a che
addormentarsi è diventata la mia sfida quotidiana. A quei tempi ancora non praticavo la
meditazione, per fortuna dico ora. Fino a che una notte, sdraiata sul materasso, mi si formata nella
mente la figura di Nomada e per gioco ho cominciato a delineare una storia dietro questo
personaggio di fantasia. Mi sono alzata, con fatica sono andata in salotto, dove in mezz’ora ho
buttato giù il primo capitolo. I giorni seguenti ho continuato a scrivere la storia nel mio tempo
libero, come passatempo, finché non si trasformato in un racconto vero e proprio.

 

 

  • C’è un episodio che ti si è delineato prima degli altri?

Ci sono paragrafi che mi sono affiorati con molta più naturalezza di altri, e altri che mi sono quasi
sforzata a tirare fuori. Il finale, per esempio, è venuto da sé molto prima che avessi concluso
l’elaborazione della trama, come se non ci potesse essere un’alternativa e la storia non avesse
potuto che concludersi in quel modo.

 

 

  • Chi è il tuo personaggio preferito? Hai qualcosa in comune con lei/lui?

Sono molto affezionata al personaggio di Magdalena, che forse, ancora più di Nomada, mi
sorprende essere solo frutto della mia fantasia e che trovo più reale degli altri. Di avere in comune
qualcosa con il personaggio non direi, ma sicuramente nel descriverlo mi tornava sempre in mente
una figura materna molto familiare. Penso che sia molto più naturale dare forma a un personaggio al
quale non ci senta vicini, proprio grazie a quella distanza da una possibile auto-raffigurazione. Io
almeno, ho sempre trovato più complicato “mettermi in parole” di come potrei farlo con qualcun
altro. Tornado a Magdalena, mi commuove molto la sua bellezza e le sue maniere rozze e
pragmatiche, che la fanno sembrare saggia e ingenua contemporaneamente.

 

 

  • Descrivici Nomada con tre aggettivi.

Nella mia mente la protagonista è intelligente, estroversa e intraprendente.

 

 

  • La tua storia è molto particolare, cosa ne pensi se dovessi viaggiare sempre come Nomada?

Per me il suo viaggiare non è proprio un modo tangibile di farlo, semplicemente perché non scende
mai e quindi il costante movimento fa semplicemente da cornice alla storia. Se fosse viaggiare nel
modo comune d’intendere, allora scenderebbe a esplorare, invece, rimandando sempre sul treno,
rimanda ad un concetto di alienazione dall’ambiente che sta al di fuori del treno. Comunque sia,
dato che mi trovo a viaggiare quasi sempre mi viene facile immaginarlo. Faticoso, come stile di vita
e anche molto nostalgico, ma sicuramente molto ricco e complesso.

 

 

  • Immaginando che Nomada scenda dal treno, in quale città o paese potrebbe mettere radici?

Non mi sono mai soffermata a pensarci a essere sincera. Credo che solo poterlo immaginare
ribalterebbe la trama del romanzo, quindi non posso rispondere.
Invece quale meta sceglierebbe la protagonista per un ipotetico viaggio?
Di nuovo, mi trovate senza risposte. Non c’è meta, e questo dire è proprio il messaggio del
romanzo.

 

 

  • Se dovessi associare una canzone al tuo romanzo quale sceglieresti?

Direi “Adam lives in Theory” cantata da Lauryn Hill.

 

 

  • Hai incontrato difficoltà nella stesura del romanzo?

Quasi tutto il tempo della stesura. Quando guardo la copertina, mi torna sempre in mente come sia
stato un parto digerire e proiettare fuori di me quest’opera. Credo che, almeno in grandi linee, uno
scrittore incontri tre sfide: portare in vita personaggi credibili, esprimere idee originali e sviluppare
una trama fluida. Per me la difficoltà maggiore è stata la terza, quella della trama. Farla scorrere
elegante, e renderla più ricca possibile è stato ciò che mi ha impegnato di più.

 

 

  • C’è qualche curiosità che non hai scritto nel romanzo e vuoi condividere con i lettori?

Ho tagliato tantissimo durante la rivisita della romanzo e il processo di editing, ma niente che fosse
rilevante.

 

 

  • Cosa significa per te la scrittura?

Significa carriera, prima di tutto. Per me come individuo, è un modo per liberarmi dalla mia
creatività, e come animale sociale, un mezzo per condividere i miei pensieri con i lettori e
contribuire alla coscienza collettiva.

 

 

  • Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Per ora continuare a scrivere, attività che svolgo ogni giorno come giornalista in Nuova Zelanda.
Ho altri libri in cantiere a cui sto lavorando.

 

 

Ti ringrazio per il tempo che ci hai dedicato, è stato un vero piacere conoscerti!

 

 

 

 

May the Force be with you!
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