Let’s talk about: Le belve di Manlio Castagna e Guido Sgardoli

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“Le belve” di Manlio Castagna e Guido Sgardoli è il golden ticket per il luna park degli orrori. Venite, giovani lettori, a vostro rischio e pericolo, le porte dell’ex sanatorio Boeri si aprono soltanto per voi.

Data di uscita: 12 Maggio

Acquistalo subito: Le belve

Editore: Piemme
Collana: Il battello a vapore
Genere: Horror, Mystery

Prezzo: € 16,50
Pagine: 256

Ci sono luoghi che diventano malvagi perché malvagie sono state le persone che ci hanno vissuto… In una sonnolenta provincia italiana. Tre banditi senza un piano. Ventuno ostaggi senza scampo. Ventiquattro ore di orrore puro. Questa è la storia di Lince, Poiana e Rospo, tre criminali dilettanti che fuggono da una rapina andata male. Di una classe di liceali di Ferrara sequestrati durante una gita in un ex ospedale abbandonato. Dell’ex sanatorio Boeri, che nasconde strati di storie maledette, sepolte nei suoi muri fatiscenti e nelle sue viscere oscure. Di una ragazza con un potere extrasensoriale che le permette di percepire il Male. Di un paese di provincia, Tresigallo, sospeso in una terra nebbiosa e silenziosa, e dei fatti occulti che brulicano sotto la sua superficie all’apparenza pacifica. Di animali e di uomini che certi fantasmi della mente e la ferocia dei loro aguzzini trasformano in belve.

Scricchiolii e sussurri, piccoli rumori, un cigolio inaspettato e… una gita scolastica all’ex sanatorio Boeri si trasforma in un brutto sogno ad occhi aperti. Il tempo si dilata e ventiquattro ore si diluiscono con il contagocce. Goccia dopo goccia, Giulia e la sua classe diventano i protagonisti di un vecchio film dell’orrore, uno dove niente sembra avere un senso e le immagini appaiono caotiche e disturbate, ma è lì nell’oscurità che poco a poco una brutta sensazione si fa largo nel cuore di Giulia, come se il suo corpo sapesse che in quel luogo vi è racchiuso qualcosa di più incomprensibile e macabro.

Le pareti ammuffite dell’ospedale raccontano storie sofferte a chi non vorrebbe ascoltare, mostrano immagini agghiaccianti a chi non vorrebbe vedere e producono inquietanti rumori che farebbero rabbrividire al più coraggioso degli eroi. Ciò che rievoca un luogo, a volte, non è soltanto una storia, in alcuni casi certi posti possiedono un’anima e in essa conservano una parte di chi li ha vissuti continuando a tormentare i vivi con il ricordo di tutti coloro che hanno sofferto troppo in vita per poter riposare in pace.

L’ex Sanatorio Enzo Boeri, ospedale di Tresigallo.

L’eco del passato e le storie dei fantasmi non sono solo chiacchiere, per una banda di criminali infatti il Boeri diventa un nascondiglio sicuro, ma al fato si sa nulla sfugge e così anche al Male, le vite dei protagonisti di questa storia si intrecciano e in 1440 minuti gli ingranaggi cominciano a ruotare, ad incastrarsi con forza e prepotenza, formando un meccanismo oscuro che si sfalda non appena si supera il confine tra la realtà e ciò che ancora sfugge alla comprensione.

A Tresigallo, la città Metafisica, accadono eventi inspiegabili, cose che la scienza non riesce a comprendere ancora e che i più superstiziosi legano alla sfera dell’occulto, ma tutto quello che viene raccontato trae ispirazione dalla realtà, perchè questo è un luogo che esiste veramente così come è reale la sua fama. L’ospedale infatti apre le sue porte per un tour dell’orrore nel suo Halloween Night Tour, ma leggendo Le belve l’esperienza, sebbene fittizia, per un momento mi ha intrappolata lì, in quelle 24 ore che non sembrano passare mai, lente e inesorabili che pagina dopo pagina portano lentamente ad un epilogo.

Se c’è una cosa certa è che il ricordo è una maledizione incisa sottopelle, una costante che porta sempre il suo carico di sventure, sia per chi lo evoca che per chi lo (ri)vive. Quando si trascende il confine fra ciò che è possibile e ciò che non può assolutamente esistere, ecco che in quel momento si accende il nostro sopito istinto di sopravvivenza, quella strana sensazione che ci aiuta a prendere una scelta piuttosto che un’altra, quel fremito in fondo alla schiena che porta la stessa Giulia a correre come non aveva mai fatto, soprattutto perchè essere inseguiti da un branco di gatti indemoniati (indemoniati per davvero) non è facile.

Castagna e Sgardoli trasformano Tresigallo nell’epicentro del Male in cui belve fameliche sono pronte a sbranare chiunque osi varcare la soglia dell’ex ospedale Boeri in una storia cupa, raccontata a due voci dove l’orrore incontra il mistero e “gli esseri umani li riconosci sull’orlo del precipizio”.

“Il Male resiste alla sua comprensione. Il Male non ha sempre una ragione, a volte è semplicemente un grumo nero che si forma in un certo spazio, in un cero tempo. I ricordi possono levarsi come una persecuzione. La memoria può diventare un castigo”.

 

 

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Piemme per la copia omaggio.

 

 

 

May the Force be with you!
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