INK’S CORNER: Le Black Holes di Borja González (Mondadori)

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Disegni e colori accattivanti rendono il nuovo graphic novel di Oscar Ink una tentazione alla quale non si può resistere. Il protagonista di oggi, infatti, è “Le Black Holes” di Borja González, disponibile in tutte le librerie e fumetterie a partire da questo 19 maggio.

Data di uscita: 19 Maggio

Acquistalo subito: Le black holes

Editore: Mondadori
Collana: Oscar Ink
Traduzione: Francesco Satta

Prezzo: € 20,00
Pagine: 128

Nella meraviglia onirica di una palette cromatica inconfondibile, due storie parallele si intrecciano e inseguono in un racconto di sogni e desideri giovanili. 1856: Teresa, giovane aristocratica, è più interessata a scrivere poesie horror d’avanguardia che a fare un buon matrimonio. 2016: tre adolescenti stanno mettendo su un gruppo punk chiamato Le Black Holes. Hanno tutto ciò che serve: look, grinta, istinto… e una totale mancanza di talento musicale. Non appena iniziano a provare, però, strani eventi si manifestano. Il loro mondo e quello di Teresa collidono, e le tre ragazze vengono inseguite dall’eco di qualcosa che è successo 160 anni prima.

Il tempo si riduce a uno specchio. Da una parte riflette il passato (1856) mentre dall’altra il presente, il 2016. Ad unire queste due realtà sono le protagoniste femminili, giovani fanciulle con un forte desiderio di uscire fuori dagli schemi, diventare qualcosa in più di quello che vorrebbe la società.

Esce oggi per Mondadori Le Black Holes di Borja González, un graphic novel che colpisce per le sue tavole dai colori piatti e onirici, che guidano il lettore attraverso un lungo sogno a fumetti, qualcosa che per la forte intensità emotiva del disegno ricorda in qualche modo le tavole di Sandoval, quella stessa carica ricca di pensieri estorti con una delicata violenza, una narrazione quasi filosofica sull’adolescenza e sul crescere, sulle passioni che alimentano i personaggi.

Le figure che popolano le tavole sono quasi grottesche, semplici a tal punto da non avere un volto, ma allo stesso tempo delicate e pure, ma immerse in un mondo fatto di peccati e tentazioni che continua a chiamarli a sé, un’irresistibile richiamo. Le linee semplici e pulite danno una forte idea di stilizzazione, ma allo stesso tempo la ricchezza di dettagli e riferimenti al periodo storico degli anni ‘80/’90 arricchisce in qualche modo le tavole, stesso discorso per l’800, che talvolta si illumina e sbiadisce non appena si torna al presente.

Una farfalla sbatte le ali tra una vignetta e l’altra. Sembra essere un eco che ricorda ciò che manca, qualcuno che dovrebbe essere lì ma che in quel mondo non c’è e al tempo stesso è uno spettatore silente della storia che stiamo leggendo, un compagno di viaggio che ci ricorda di non dare mai per scontato ciò che è sottinteso, perchè in un modo o nell’altro anche ciò che è nascosto alla vista ha la sua importanza e può cambiare l’esito di un’avventura.

Teresa nel 1856 si aggrappa ai suoi versi macabri per sopravvivere mentre nel 2016 tre adolescenti cercano di mettere in piedi una band punk-rock, Le Black Holes, pur non avendo un briciolo di talento. È qui che cominciano a verificarsi strani fenomeni, la realtà si trasforma e il passato collide con il presente, infestandolo con parole giunte da un’epoca lontana che si mescolano in quello che sembra un trip psichedelico a tinte piatte.

Una cosa che mi ha colpita è che tra le vignette l’autore porta alla luce temi importanti, come ad esempio il senso di inadeguatezza nel vivere la propria pelle, basti pensare alla ragazza con il costume da rettile o l’incertezza di un futuro quando non si ha idea di quale sia la strada giusta da percorrere. L’adolescenza dopotutto può essere vista dai giovani come il buco nero che risucchia e prosciuga tutte le energie, un periodo ricco di cambiamenti che li travolge e li porta a mettere in discussione ogni cosa, dalla più piccola alla più grande, ma è anche un tempo intenso che regala sia gioie che dispiaceri.

Borja González ha uno stile narrativo unico, fatto di poche parole, lunghi silenzi e immagini capaci di rapire l’occhio con la loro semplicità ma allo stesso anche con la loro efficacia visiva. Con la sua narrazione fatta di salti tra passato e presente a volte è facile perdere la bussola e confondere un’epoca con l’altra, ma probabilmente anche questo smarrimento fa parte del fumetto, può essere un altro modo per accentuare la peculiarità della storia, di questo continuo cambio di dimensione che finisce per appiattire tutto in un unico tempo in cui il passato ed il presente non sono così distanti come nella vita reale.

«Il cammino è più breve se sai dove vai».

 

 

 

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Mondadori per la copia omaggio.

 

 

 

 

May the Force be with you!
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