BLOG TOUR: Tutta la verità su Ruth Malone di Emma Flint (Piemme)

Instagram: @brivididicarta | @lastambergadinchiostro

In occasione del blog tour dedicato al romanzo di Emma Flint,“Tutta la verità su Ruth Malone”, oggi vi parlo de La sottile linea tra vittima e carnefice.

12 Febbraio

Acquistalo subito: Tutta la verità su Ruth Malone

Editore: Piemme
Traduzione: V. Februari
Genere: Thriller

Prezzo: € 18,50
Pagine: 333

New York, una torrida estate del ’65. Capelli cotonati rosso fuoco, pantaloni Capri, sigaretta tra le labbra: Ruth Malone, divorziata e giovane madre di due bambini, è la Marilyn del quartiere. Le piace bere, uscire, avere uomini diversi, specie ora che ha dato il benservito al marito Frank, con cui è in guerra per la custodia dei bambini. Cindy e Frank Jr. sono i suoi piccoli tesori, i capelli che pettina ogni mattina e le bocche che sfama ogni giorno, stando attenta che mangino abbastanza verdura.
Ma poi, un mattino, Ruth non li trova più nei loro lettini. La polizia arriva e subito qualcosa non quadra: trovano le bottiglie di bourbon vuote, i bigliettini d’amore di troppi uomini in una valigetta sotto il letto, e Ruth troppo truccata, troppo bella. Le vicine scuotono il capo: il Queens intero sembra traboccare di pettegolezzi e mezzi sussurri, “madre distratta”, “l’ha fatto apposta”.
Pian piano Ruth si accorge che la “verità” degli altri – senza prove a suffragarla, solo illazioni – le si sta chiudendo sopra come il coperchio di una bara. Solo Pete Wonicke, giornalista in cerca di storie, cercherà di guardare oltre le apparenze, innamorandosi di questa donna sbagliata, che pagherà la propria imperfezione nel modo più terribile. 
Il percorso che stiamo tracciando per questo blog tour ci permette di ampliare la mente e parlare di argomenti veramente interessanti per poter comprendere e respirare l’atmosfera carica di tensione presente nel romanzo “Tutta la verità su Ruth Malone” di Emma Flint. 

Ieri la mia partner in crime vi ha parlato del male che a volte affonda le sue radici talmente in profondità da non riuscire a scorgerne la fine. Che si annidi fuori o dentro casa il male non fa distinzioni quando si tratta di inghiottire le sue vittime, il che ci porta a fare una riflessione successiva, a domandarsi in base a quali fattori un predatore scelga la sua preda. In psicologia si chiama “vittimologia” ed è una disciplina che studia il rapporto fra predatore e preda, includendo tutto, anche i risvolti che quel “legame” ha portato con sè, le vite che ha distrutto e il trauma che resta una volta catturato il criminale. 

Nel mondo reale la vittimologia è una delle chiavi per la comprensione dei processi mentali del serial killer, senza di essa saremmo ciechi, grazie a questa importante analisi infatti possiamo capire che quando un omicida sceglie la sua vittima cerca quasi sempre di identificarla con chi gli ha fatto del male, con coloro che odia oppure con tutti quelli che è convinto possano nuocere a lui e ad altri. 

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Nella mente distorta di un assassino tutto questo ragionamento è normale, infatti i killer seriali sono spesso molto intelligenti ed è proprio questa loro risposta eccessiva agli stimoli che li porta ad impazzire mettendo in atto le loro fantasie erotiche e sadiche. La visione del mondo di un killer risulta spesso distorta, piena di tanti orrori che solo lui sembra percepire e vedere, ma non parlo solo di illusioni derivanti da schizofrenia paranoide, ma di vere e proprie falle nel nostro sistema sociale che per lui sono tanto evidenti da non capire come mai nessun altro le vede.

Il punto di partenza, il centro di gravità di tutte queste paranoie, risiede quasi sempre nel passato di chi commette gli omicidi, che sia un evento traumatico o un abuso, perchè è proprio questo il fatto, molto spesso chi uccide è stato una vittima a sua volta, magari non di un altro omicida ma della vita e di tutto ciò che comporta.

Spesso non ce ne rendiamo conto ma a volte un nostro comportamento può trasformare qualcuno in maniera radicale, facendo scoppiare in lui una eruzione d’odio che porta alla nascita del male, l’origine del sadismo e della violenza. Non serve molto, a volte basta un atto di bullismo ripetuto più e più volte a far germogliare il seme dell’odio in una persona e anche se sembra che possa impiegare una vita a crescere, da quel fatto può scaturire la più tremenda furia omicida.

Chi uccide tende sempre a cercare in qualche modo di riparare a ciò che ha subito in prima persona, la vittima di bullismo diventerà un giustiziere e comincerà ad uccidere chi ritiene pericoloso, chi è stato abusato sessualmente diventerà uno stupratore sadico ed incontrollabile e chi invece è stato abbandonato da una madre finirà per odiare le donne e ucciderle brutalmente.
In fondo Criminal Minds insegna.

Detto questo vi invito a scoprire la vera storia di Ruth Malone nel romanzo di Emma Flint.
Buona lettura.

 

Non perdetevi tutte le tappe del blog tour!

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Piemme per la copia omaggio.

 

May the Force be with you!
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