La ragazza che amava Audrey Hepburn di Rebecca Serle | Recensione di Deborah

 

Faccio un passo indietro. Li guardo, uno a uno. Sono seduti a un tavolo rotondo, esattamente al centro della sala. Audrey è rivolta verso l’ingresso del ristorante, il professor Conrad è alla sua destra e Robert alla sua sinistra. Accanto a Robert, dalla parte opposta rispetta a Audrey, c’è Tobias. Alla sua sinistra c’è Jessica e, tra i due, una sedia vuota. La mia.

 

Editore: Dea Planeta
Data di uscita: 29 gennaio 2019
Pagine: 256
Prezzo: 16.00 €
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Il suo fidanzato. La sua migliore amica. Un amatissimo ex professore. L’estraneo che chiama papà. E… Audrey Hepburn: i suo idolo, il suo modello. La donna a cui deve il nome e la cui grazia, intelligenza, ironia tutte sogniamo di possedere. Ecco i cinque invitati che Sabrina vorrebbe alla sua cena perfetta. Le stesse cinque persone, che, magicamente, si presentano davvero alla festa a sorpresa per i suoi trent’anni. Mentre gli antipasti vengono serviti, il vino versato e la conversazione attorno al tavolo prende quota, a poco a poco diventa chiaro che c’è una ragione precisa se ognuno di loro si trova lì. Una ragione che né Sabrina né tantomeno il lettore riescono lontanamente a immaginare. Bon appetit!

 

Quanto mi piacerebbe fare un viaggio, prendere e partire alla volta di un luogo lontano, volare in un altro continente e scoprire una realtà diversa. Oggi però viaggieremo con la fantasia, il nostro viaggio di carta e inchiostro ci fa approdare a New York! In questa città magica è ambientato un romanzo frizzante, colorato e davvero molto particolare, si tratta di La ragazza che amava Audrey Hepburn, nuova uscita scritta da Rebecca Serle, immergiamoci nelle luci e nel ritmo frenetico della città!

 

C’era questo gioco che facevamo sempre, io e Tobias. Descrivi la tua vita adesso, in questo preciso istante, usando solo cinque parole. Lui me lo chiedeva di continuo. Sotto la doccia, appena mi svegliavo. A volta via sms o con un’e-mail. Una domenica pomeriggio piovosa a casa sua, nel tentativo di farmi confessare se volevo mangiare pizza o cinese. Una volta nel bel mezzo di un litigio.

 

Sabrina è una giovane donna che ha appena raggiunto il traguardo dei trent’anni: ha un lavoro malpagato, non è ancora riuscita a sbarcare il lunario e fare carriera, è single, ha una migliare amica, Jessica, con cui non riesce quasi mai a vedersi. Raggiunti i trenta è normale riflettere e guardarsi intorno; il mondo ti vorrebbe responsabile, forte di una solida stabilità economica, con un anello al dito o prossima alle nozze e, perché no, in dolce attesa. Questa realtà non è per niente facile da raggiungere, ma soprattutto e più importante, non è detto che una donna debba desiderarla. Sabrina era molto felice della vita che condivideva con Tobias, il suo fidanzato; erano spesso al verde, non avevano seriamente preso in considerazione l’idea di “mettere su famiglia” ma erano felici ed innamorati, quando non litigavano.
Nel giorno di questo compleanno importante è giunto per Sabrina il momento di riflettere, crescere, perdonare, lasciare andare e tornare ad essere serana. L’occasione di tirare le somme, mettere un punto e ricominciare le viene regalata tramite una bizzarra e surreale cena.

 

Mangiamo gli antipasti in silenzio. Jessica continua a pescare dal mio piatto con la forchetta, un’abitudine di quando abitavamo insieme di cui non sentivo la mancanza. Ha sempre avuto una predilezione tutta particolare per quello che era nel mio piatto: un vizio nato nelle trincee delle mense universitarie.

 

Sabrina e Jessica hanno sempre avuto la tradizione di uscire a cena insieme a festeggiare i rispettivi compleanni, anche se ultimamente per l’amica, divenuta mamma da pochi mesi, risulta difficile riuscire a staccarsi dalla famiglia. Qualche anno prima Sabrina stilò una lista di cinque invitati per una propria utopica cena di compleanno, e magicamente per i suoi trent’anni l’impossibile si realizza. Sabrina invita la sua migliore amica Jessica, dal momento che ultimmente si sono allontanate molto e tra loro non c’è più la complicità di una volta; il suo fidanzato Tobias,da cui si è separata con così tante questioni in sospeso; il defunto padre che abbandonò lei e sua madre quando era ancora molto piccola; il professore universitario a cui era molto legata e Audrey Hepburn, il suo idolo e modello da cui prendere esempio.
Sarebbe a dir poco meraviglioso se si potesse davvero avere l’occasione di organizzare una cena con cinque persone a prescindere da ogni cosa, voi chi scegliereste? Io sono nostalgica e sentimentale, sceglierei ad occhi chiusi di trascorrere un’ultima serata con le mie nonne e mio nonno che non posso più abbracciare, inviterei il mio migliore amico a quattro zampe, Rex, che ho dovuto lasciare andare dopo diciassette anni insieme, ed infine inviterei il mio ragazzo per condividere con lui la gioia di questa magica cena.

 

Per la prima volta da quando ci siamo seduti vorrei alzarmi e andare via. Valuto seriamente la possibilità di farlo. Ho anche bisogno di una sigaretta. Da quando io e Tobias ci siamo lasciati non faccio altro che provare a smettere, ma non sono mai riuscita a resistere a lungo. Non sono una fumatrice incallita, ma quando sono nervosa faccio fatica a cavarmela senza una sigaretta.

 

La voce di Rebbecca Serle inizia a dare vita ad un’atmosfera insolita e surreale, in cui sembra proprio di essere di fronte ad una normale cena conviviale. La narrazione si alterna tra passato e presente, riviviamo insieme ai commensali episodi del passato di Sabrina; costuiamo tassello dopo tassello, la sua amicizia con Jessica, gli anni di college, il lavoro, il grande amore con Tobias, il dolore e la solitudine. La storia della protagonista accende nel lettore la curiosità di sapere quali sono stati gli eventi e i rislvolti successivi, lasciando talvolta di stucco; lo stile di scrittura di Rebecca Serle è frizzante ed accattivante, sa benissimo come tenerci incollati al suo romanzo. Sabrina avrà tempo fino a mezzanotte per chiarire le questioni in sospeso con i propri cari, con l’aiuto del suo saggio professore e dell’esperienza della diva Audrey Hepburn. Una compagnia insolita per una situazione assolutamente straordinaria.

 

La verità è che non conosco, almeno non del tutto, la ragione per cui ho scelto di includerla nella mia lista degli invitata. Se non per il fatto che i suoi film significano molto per me: mi legano a Tobias, ma anche a mio padre. Oltre all’orologio da taschino, una delle poche cose sue che possedevo era una vecchia raccolta di film: Sciarada, Colazione da Tiffany e Sabrina.

 

La ragazza che amava Audrey Hepburn è un romanzo leggero e frizzante, regala spunti di riflessione  e tanto ma tanto buon umore. Una lettura che regala una piacevole fuga dalla quotidianità di tutti i giorni, tra realtà e un pizzico di magia.

 

 

 

 

 

Desclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa Dea Planeta per la copia omaggio

 

May the Force be with you!
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