Cattive abitudini di Jim Nisbet | Recensione di Deborah

 

Ripensò alla famosa frase secondo cui la vita è qualcosa che ti succede mentre sei impegnato in altri progetti. Banerjhee dubitava che a lui fosse andata proprio così. Aveva sposato la donna che amava. Dopo un po’ avevano avuto un figlio. Dopo un po’ il figlio era cresciuto, ed era cresciuto bene. Tutto questo era stato più o meno pianificato. Dopo un po’ era venuto quel soffio al cuore. Dopo un po’ la carriera di Benerjhee era andata in pezzi, o più precisamente era stata mandata in pezzi. E dopo un po’ era arrivata quella sera. Non pianificata. Proprio per niente.

 

Editore: Fanucci Editore
Data di uscita: 18 marzo 2010
Pagine: 157
Prezzo: 14.00 €

Banerjee Rolf, un brillante ed equilibrato scienziato indiano americano, vive una vita tranquilla con sua moglie, curando il giardino e dedicandosi nel tempo libero alla sua passione, l’astronomia. Ma è l’uomo sbagliato al momento sbagliato: perde il lavoro cbe svolgeva nel laboratorio di un’industria farmaceutica che ha contribuito a fondare e far decollare, e finisce per farsi coinvolgere nei loschi traffici del suo vicino di casa, Toby Pride, un uomo poco raccomandabile e dedito al commercio di droga, e della sua fidanzata, una tossica senza speranza. Ben presto la vita di Rolf cambia radicalmente: il suo mondo va letteralmente in pezzi, ed è proprio lui a finire nei guai con la giustizia.

 

Della serie che ogni tanto qualche “sola” letteraria bisogna pur prenderla, ecco la mia delusione numero due del 2020 in ambito di lettura: Cattive abitudini di Jim Nisbet.
Avevo acquistato questo romanzo diversi anni fa al Libraccio guidata dal Fato: ho trovato casualmente la mia copia mentre sbirciavo senza meta tra gli scaffali; sono stata colpita molto dalla copertina in relazione alla trama; avevo da poco terminato la visione di Breaking Bad, il romanzo di Nisbet contiene contemporaneamente un trafficante di droga e un brillante scienziato. Insomma, sulla carta erano presenti in quel momento tutti i numeri per poter essere una lettura interessante, purtroppo per me non si è rivelato così.

Chissà, forse se mi fossi tuffata subito in Cattive abitudini e avessi cavalcato l’onda dell’entusiasmo che mi ha portata all’acquisto forse avrei anche apprezzato il romanzo, almeno un pochino di più. Alla fine è proprio vero “Con i se e con i ma non si fa la storia”, è impossibile sapere se in altre condizioni sarebbe andata diversamente, quindi niente crucci!

Nonostante lo stile di scrittura di Jim Nisbet mi è tutto sommato piaciuto con la sua semplicità e immediatezza, non posso dire la stessa cosa della vicenda. L’autore in poco più di centocinquanta pagine ci racconta una storia di vita vera, la quotidianità di personaggi semplici con esistenze quasi banali in balia del destino. B’è questo lo siamo tutti. Comunque, per tutta la durata dell’intero romanzo non succede quasi nulla, incontriamo un solo evento di impatto durante la lettura che scivola via nell’arco di poche pagine lasciando di nuovo piatta la linea di Cattive abitudini. Ho trovato la vicenda piatta, noiosa e poco coinvolgente. All’inizio questo senso di normalità che sarebbe stato interrotto da un momento all’altro mi piaceva e incuriosiva, a lungo andare la sensazione di essere sempre in attesa della venuta di una catastrofe ha fatto crollare il mio interesse e la mia attenzione ancor prima dell’evento cruciale. Lo sconvolgimento della tranquilla e monotona vita del protagonista non ha fatto presa su di me, mi è sembrata una soluzione molto prevedibile e anche il dopo lo è stato altrettanto. Non so se ormai inconsciamente la lettura era già irrecuperabile oppure se il troppo immobilismo abbia quasi banalizzato ai miei occhi l’accadimento, sta di fatto che Cattive abitudini non mi ha proprio convinta.

Facciamo però un tuffo nella vicenda. Banerjee Rolf è uno scienziato, trascorre una vita placida e tranquilla insieme alla moglie prendendosi cura del giardino e dedicandosi all’astronomia, purtroppo BJ è stato licenziato anni fa dal lavoro che amava e non è più riuscito a rimettersi in moto. La moglie è la sua ragione di vita e felicità, per questo non fa quasi una piega quando lei gli comunica che presto si sarebbero trasferiti a Chicago per avvicinarsi al figlio, nonostante Banerjee non desidera abbandonare le sue colture e la California. BJ viene spesso coinvolto in chiacchiere e discussioni a lui sgradite dai vicini, Toby ed Esme, una coppia decisamente sopra le righe che probabilmente si occupa di traffico di droga. Sarà proprio un invito accettato controvoglia per una birra a casa dei due a sconvolgere per sempre la vita del tranquillo BJ, una serata, una manciata di ore e tutte le deboli certezze su cui si basava la sua esistenza sono crollate come una torre.

Cattive abitudini è un romanzo che vorrebbe spingere il lettore a riflettere sull’11 settembre, infatti questo terribile fatto viene menzionato più e più volte così come un accenno alla situazione politica; a me è caduta l’attenzione su questo argomento unicamente perché viene citato svariate volte dai personaggi. Il romanzo pone molto l’accento sul Fato, sull’imprevedibilità dal futuro e sulla precarietà delle certezze su cui si basano le nostre vite. Uno spunto di riflessione a dir poco interessante se il romanzo fosse riuscito a coinvolgermi di più, peccato!

 

 

 

 

 

May the Force be with you!
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