Cheap Thrills #3: Il culto di Chucky di Don Mancini

“Era una maschera che portavo per guardare nello specchio, per convivere con me stessa.”

Cult of Chucky

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Titolo originale Cult of Chucky
Regia: Don Mancini
Paese: USA
Genere: Horror
Durata: 90 minuti
Cast: Fiona Dourif, Jennifer Tilly, Brad Dourif, Zak Santiago, Alex Vincent

Rinchiusa in un manicomio criminale da quattro anni, Nica Pierce è erroneamente convinta di essere stata lei – e non la bambola stregata Chucky – ad avere assassinato tutta la sua famiglia. Quando il suo psichiatra introduce un nuovo “strumento” terapeutico per facilitare le sessioni di gruppo dei suoi pazienti (una bambola dal volto innocente e sorridente), una serie di inspiegabili morti iniziano a tormentare la struttura.

Bentornati, lettori. Ho appena finito di vedere “Il culto di Chucy” di Don Mancini ed eccomi qui a condividere le mie impressioni dopo la visione del film.

Ricordo che quando ero piccola guardavo insieme a mia madre film horror e nonostante dopo avessi paura e non riuscissi a dormire, non potevo farne a meno.

“La bambola assassina” è stato forse uno dei primi film che ho visto e mi ricordo quanto poi fossi inquietata all’idea di andare nei negozi di giocattoli e trovarmi davanti un bambolotto posseduto.

Per me questo film è stato un viaggio nel passato e nonostante sia una versione moderna dei film che ricordavo, ho apprezzato rivedere un vecchio personaggio rimesso a nuovo. Chucky è completamente cambiato da come lo ricordavo, si vede subito che la bambola è diversa, è più inquietante e malefica.

La storia si addice al contesto, un istituto psichiatrico è il terreno perfetto per una bambola con sete di sangue. Nessuno crederà mai agli ospiti della struttura perché la maggior parte soffrono di disturbi mentali in grado di giocare loro brutti scherzi, questo è almeno quello che pensano gli infermieri e il direttore stesso.

Nica Pierce è fermamente convinta di aver sterminato la sua famiglia. Nessuno crederebbe mai che una bambola sia stata in grado di compiere un tale atto ed è per questa ragione che la ragazza viene ricoverata in manicomio, dove però i suoi incubi non hanno fine.

Chucky, la bambola posseduta dal serial killer Charles Lee Ray, ha un solo obiettivo in mente ed è quello di possedere Nica affinchè possano commettere delitti a destra e a manca senza mai farsi catturare. Il suo piano perfetto riesce nel suo intento. Non solo provoca caos e distruzione, ma riesce a prendersi ciò che vuole, insinuando il seme del male negli ospiti dell’istituto.

Uno dopo l’altro i pazienti cadono come tessere del domino eppure nessuno riesce a individuare la fonte del male, si pensa a suicidi e non riuscendo a dimostrare che è Chucky il vero colpevole, Nica si ritrova intrappolata in una spirale di morte che raggiunge il suo culmine con l’omicidio finale.

Nonostante i piccoli cambiamenti apportati a Chucky è stato piacevole ritrovare la sua ironia, quel suo modo di essere rozzo e sboccato anche quando sta per mietere vittime.

Sicuramente di tutti i film apprezzo quelli vecchi, ma non mi è dispiaciuta questa versione moderna della bambola assassina. Tutto sommato è un film breve, scorre in maniera veloce ed è più crudo di Final Destination (parlo soprattutto delle morti).

Lo consiglio a coloro come distrazione pomeridiana con cui passare qualche ora in famiglia o amici, ma di certo non aspettatevi il film dell’anno.

Don Mancini però riesce a rendere intrigante questo settimo capitolo, senza strafare e senza usare troppi cliché, ormai usati e abusati nel cinema dell’orrore.

Mi è tornata la voglia di rivedermeli tutti, questo significa che forse presto ci saranno altri articoli del “Cheap Thrills”, il mio angolino dedicato all’horror.

Ci vediamo al prossimo appuntamento con Cheap Thrills.

May the Force be with you!
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