Chiamami col tuo nome di André Aciman | Recensione di Deborah

 

Ma ne ho commessi eccome. Di errori, voglio dire. A ciascuno di noi capita un periodo di “traviamento”: quando nella vita cambiamo strada e non troviamo più la diritta via. L’ha fatto anche Dante.  Qualcuno si ravvede, qualcuno finge di ravvedersi, qualcuno non torna più indietro, altri rinunciano ancor prima di cominciare  e altri ancora, per paura di smarrirsi, si ritrovano in eterno a vivere la vita sbagliata.

 

Editore: Guanda Editore
Data di uscita: 2 maggio 2019
Pagine: 280
Prezzo: 12.00 €

Vent’anni fa, un’estate in Riviera, una di quelle estati che segnano la vita per sempre. Elio ha diciassette anni, e per lui sono appena iniziate le vacanze nella splendida villa di famiglia nel Ponente ligure. Figlio di un professore universitario, musicista sensibile, decisamente colto per la sua età, il ragazzo aspetta come ogni anno “l’ospite dell’estate, l’ennesima scocciatura”: uno studente in arrivo da New York per lavorare alla sua tesi di post dottorato. Ma Oliver, il giovane americano, conquista tutti con la sua bellezza e i modi disinvolti. Anche Elio ne è irretito. I due condividono, oltre alle origini ebraiche, molte passioni: discutono di film, libri, fanno passeggiate e corse in bici. E tra loro nasce un desiderio inesorabile quanto inatteso, vissuto fino in fondo, dalla sofferenza all’estasi. “Chiamami col tuo nome” è la storia di un paradiso scoperto e già perduto, una meditazione proustiana sul tempo e sul desiderio, una domanda che resta aperta finché Elio e Oliver si ritroveranno un giorno a confessare a se stessi che “questa cosa che quasi non fu mai ancora ci tenta”.

 

Dicono: “non c’è due senza il tre, e il quattro vien da sé”, b’è anche per me è arrivato il quarto libro no di questo assurdo 2020. Ho iniziato la lettura di Chiamami col tuo nome tra dubbi e speranze, dubbi perchè infondo sapevo che si trattava di un libro poco affine alle mie corde, speranze invece perchè appunto serbavo la speranza che il romanzo mi riservasse una sorpresa. Purtroppo nel mio caso il mio istinto ha avuto ragione, il romanzo di Aciman non mi ha proprio convinta.

Una sola parola, uno sguardo, ed ero in paradiso. Dopo tutto, forse non era poi tanto difficile essere così felici. Non dovevo fare altro che trovare in me la fonte della felicità e non dipendere da altri per i successivi rifornimenti.

 

È già dalla fine del 2019 che non ho più molta affinità con i romance, anzi sono mesi che non sono più attratta da questo genere di letture come accadeva ogni tanto per staccare un po’ la spina con qualcosa di leggero e romantico. Nel contesto dei romanzi romantici le storie d’amore MM non sono proprio il mio genere; ci mancherebbe, non è assolutamente una questione di discriminazione quanto di gusti personali. Infatti il mio istinto purtroppo non ha sbagliato. Dico purtroppo perché mi sarebbe piaciuto essere sorpresa e apprezzare il romanzo, più che altro per avvicinarmi ad un genere che consIdero off limits per me, invece bisogna accettare che esistono gusti e limiti personali anche per quanto riguarda la lettura. In passato avevo sentito nominare il romanzo, solo nominare però, non mi sono mai informata in modo approfondito per i motivi che ho condiviso sopra. Perché mi sono avvicinata proprio adesso a questa sotira? In realtà tutto è avvenuto in modo imprevedibile, semplicemente ho ricevuto Chimami col tuo nome in regalo a Natale da una delle mie migliori amiche. Ovviamente è soprattutto per questo motivo che mi dispiace davvero che io e Chimami col tuo nome siamo risultati incompatibili.

Il romanzo è diviso in quattro parti, ogni parte possiamo dire che corrisponde ad un capitolo; non mi sono trovata molto bene con questa struttura perché personalmente preferisco terminare la mia sessione di lettura con la chiusura del capitolo che sto leggendo, questo non è un problema grave ma più una mia piccola paturnia da lettrice. Comunque ho capito che io e Chimami col tuo nome siamo davvero incompatibili quando mi sono resa conto che la parte che mi è piaciuta di più è l’ultima, quella senza dubbio più distruttiva per la storia d’amore tra Elio e Oliver.

 

Ti aspettano tempi durissimi. Non preoccuparti, il momento arriverà. Almeno spero. E quando meno te lo aspetti. La natura è molto astuta, sa sempre scovare i nostri punti deboli. Ricordati una cosa: io sono qui. Adesso magari non vuoi provare niente. Forse non hai mai desiderato provare qualcosa. E forse non è con me che vorrai parlare di queste cose. Ma certo qualcosa hai provato.

 

Chiamami col tuo nome è un romanzo molto statico, durante la lettura sono stata colpita da una forte sensazione di immobilità, mi trascinavo pagina dopo pagina nella speranza di trovare un punto o un senso alla vicenda. La prima e l’ultima parte per me sono state le più scorrevoli, il corpo centrale del romanzo invece mi ha un po’ annoiata, infondo durante l’intero arco temporale non è successo quasi nulla ai protagonisti; mi è sembrato che anche loro stessi si trascinassero giorno dopo giorno verso l’inevitabile fine del periodo insieme. Inoltre nel mezzo del romanzo ho incontrato una scena che mi ha creato molti problemi, la scena della pesca mi ha reso molto ma molto difficile proseguire la lettura. Visto il genere del romanzo ero piuttosto preparata ad incontrare scene esplicite di sesso tra i due protagonisti, non ero però preparata ad imbattermi in una scena a mio parere davvero inutile e disgustosa. Questa scena mi ha trasmesso un forte senso di disgusto e lo avrebbe fatto anche se avesse avuto luogo in una relazione FM; sì, l’autore ha ottenuto lo scopo di colpire e disorientare il lettore ma ho davvero molti dubbi che questa scelta sia stata vincente, anzi per me proprio non lo è stata.

Nonostante tutto, Chiamami col tuo nome è un romanzo molto complesso ed è scritto veramente bene. Aciman con le sue parole rende reali, quasi tangibili, i sentimenti e le emozioni; riesce a trasmettere ai lettori il tormento, la frenesia, la passione e l’ossessione sperimentata da Elio in modo forte e coinvolgente. Mi è piaciuto molto entrare nella testa di Elio, cercare di capire i suoi istinti e i suoi desideri, il tormento e la confusione, la preoccupazione di non essere corrisposto e di essere sopraffatto da qualcosa di più grande e incontrollabile. Mi è piaciuta molto l’incertezza che caratterizza la prima parte del romanzo, il fatto che tutto questo desiderio e tutto questo sentimento siano puramente platonici e spingano il protagonista a camminare, per così dire, sul filo del rasoio, lo ho trovato molto affascinante. Dal momento in cui tutto questo è diventato concreto la storia non è più riuscita a coinvolgermi, specialmente da quando il desiderio e la passione di Elio verso Oliver si sono trasformati in pura ossessione. Chiamami col tuo nome purtroppo non si è rivelato una lettura adatta a me.

 

 

 

 

May the Force be with you!
Precedente #proiettilidicarta: L’ultima donna di Jacqueline Druga (Leone Editore) Successivo Paper Corn: Offline di César Rodrigues (2020)