Review Tour: Estremi rimedi di Thomas Hardy (Fazi Editore)

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Proseguiamo con il review tour di Estremi rimedi, esordio di Thomas Hardy, autore inglese che mi ha colpita per il suo stile. Nel mio articolo di oggi approfondisco un po’ il romanzo con la mia tappa intitolata “Tale padre, tale figlia – Le delusioni d’amore dei Graye”.

Data di uscita: 26 Settembre

Acquistalo subito: Estremi rimedi

Editore: Fazi Editore
Collana: Le Strade
Traduzione: Chiara Vatteroni
Genere: Letteratura vittoriana

Prezzo: € 18,00
Pagine: 542

Estremi rimedi è il romanzo d’esordio di Thomas Hardy, in cui già si dispiegano tutti gli elementi che faranno la fortuna del suo autore: l’ispirazione gotica, un intreccio impeccabile, la magistrale caratterizzazione dei personaggi. Protagonista di questa storia è la giovane Cytherea Graye: rimasta orfana, la ragazza decide di trasferirsi con il fratello Owen in un’altra città, per trovare una casa e un lavoro e ripartire da zero. Qui, i due conoscono Edward Springrove, un collega di Owen, di cui Cytherea si innamora. Dopo vari tentativi andati a vuoto, la ricerca di un lavoro va a buon fine, e la protagonista viene assunta come dama di compagnia presso una ricca signora, Miss Aldclyffe, il cui passato, si scoprirà poi, è legato romanticamente a quello della famiglia Graye. Tra le due donne si stabilisce un rapporto a metà strada fra l’affetto, la protezione, la devozione e la gratitudine reciproca. Proprio durante il soggiorno in casa della signora, Cytherea viene a sapere che non lontano da lì vive la famiglia del suo amato Edward, che però è già promesso a un’altra donna. Delusa e sconcertata, la protagonista decide di dimenticarlo: è a questo punto che entra in scena Manston, personaggio misterioso inspiegabilmente protetto e spalleggiato da Miss Adclyffe, il quale intraprende nei confronti della ragazza un lungo e bizzarro corteggiamento.

Ci sono moltissimi autori che mi piacerebbe approfondire, quello di oggi era uno dei tanti, ma soltanto quest’anno sono finalmente riuscita ad avvicinarmi quel tanto che bastava per farmi una mia idea su una delle pietre miliari della letteratura inglese. Il mio primo approccio con Thomas Hardy dunque riguarda il suo esordio, Estremi rimedi, pubblicato per la prima volta nel 1871 e la cui ristampa è uscita ieri per Fazi Editore con la traduzione di Chiara Vatteroni.

Questo romanzo getta le basi per quella che in futuro diventerà una struttura ben salda, quella già apprezzata da innumerevoli lettori che riescono a riconoscere nella sua prosa o nei suoi versi la sua firma, il suo stile e la sua impronta suggestiva. Per me invece è la prima volta e non sarà di certo l’ultima; con la sua abilità nel suscitare forti immagini Thomas Hardy mi ha colpita, nonostante il suo stile descrittivo che a volte rischia quasi di soffocare la narrazione, ha saputo creare la giusta atmosfera in cui è anche il mistero a farsi largo nella storia così come il destino crudele che si intromette nelle vite dei Graye e anche i luoghi non fanno da sfondo, ma in qualche modo si animano.

In tutto questo sono i Graye protagonisti, una famiglia che raccoglie i cocci di un lutto ed è costretta a migrare altrove per sopravvivere, sperare in qualcosa di meglio, una possibilità per dimenticare le sfortune del passato e guardare verso un futuro più radioso. Cytherea e Owen Graye ripartono da zero, lui con Edward Springrove, il suo collega mentre lei diventa la dama di compagnia di Miss Aldclyffe. Sembra che qualcosa di più grande e oscuro si aggiri attorno ai Graye, Cytherea trova l’amore in Edward, ma questo le sfugge, migra proprio come aveva fatto già la sua famiglia, altrove, e il suo cuore spezzato trova rifugio nel lavoro, al servizio di Miss Aldclyffe, donna interessante, legata alla sua famiglia più di quanto avrebbe potuto immaginare. 

Il destino è crudele. Gioca con le vite dei personaggi che pur nutrendo speranze nel domani si ritrovano inermi ad affrontare temibili burrasche in quel quieto male di vivere che li porta ad intrecciarsi ad altre vite, a scegliere una strada più lunga e sofferta. Per Cytherea sposare Aneas Manston, un personaggio oscuro, è quella montagna difficile da scalare. Edward Springrove, il suo vero e unico amore appartiene ad un’altra e lei è costretta a convivere con un finale che sembrerebbe già essere scritto, qualcosa che piomba come un macigno e schiaccia chiunque abbia ancora la forza di rialzarsi. 

Il che ci porta a noi, a “Tale padre, tale figlia – Le delusioni d’amore dei Graye”: Ambrose e Cytherea Graye. L’eredità di un padre che fino all’ultimo non è riuscito a riunirsi con il suo vero amore, ma ha dovuto accettare il suo destino, quello di intraprendere la strada più lunga ma non sfiorare la vera felicità, che è un po’ il tema alla base su cui a quanto ho capito si snodano le storie di Hardy: fronteggiare qualcosa di così grande e ostile che prosciuga ogni cosa fino alla morte. È questo ciò che viene tramandato a Cytherea, assaporare un sentimento così nobile e travolgente e poi vederlo scomparire proprio come in passato era toccato a suo padre con Miss Aldclyffe, a cui lui non seppe rinunciarvi quando la perdette e che fino ai suoi ultimi giorni l’ha tormentato proprio come fanno i rimpianti nei cuori degli infelici. 

Tuttavia, nonostante il destino avverso, Cytherea cambia le carte in tavola e diviene padrona di quel libro già scritto e lo riscrive, distaccandosi da suo padre e vivendo, per quanto sembrasse impossibile, momenti di beatitudine. A volte percorrere la strada più lunga non significa allontanarsi dalla meta, tra tempeste e raggi di sole, si assapora la migliore delle gioie.

Questo è in libro che come detto mi ha colpita per lo stile, la voce di Hardy è irresistibile quando si tratta di mettere in scena i suoi personaggi e le loro travagliate storie, un motivo in più per recuperare altri romanzi, racconti e versi di un autore che seduce il suo lettore con storie travagliate e intense in cui sono gli estremi rimedi l’unico modo per superare i limiti e assaporare il lieto fine.

«Le belle cose del mondo ci diventano più preziose quando eludono la nostra ricerca; ma per certi caratteri la fuga è l’unico evento che renderà eterno e permanente un amore passeggero».

 

 

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Fazi Editore per la copia omaggio.

 

 

 

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