Il miliardario più ambito di Annika Martin | Recensione di Deborah

 

Sto introducendo di nascosto un cagnolino bianco di nome Smuckers in
un ospedale di Manhattan per portarlo a visitare la sua padrona, Bernadette
Locke. Grazie a un appuntamento fisso con un salone di lusso per animali sulla
Fifth Avenue, la cui titolare è una donna che ostenta il suo amore per i cani ma
che secondo me segretamente li odia, il pelo sul muso è stato asciugato col
phon facendolo assomigliare a un batuffolo bianco così gonfio che i suoi vivaci
occhi neri e il suo nasino sembrano essere sospesi in una nuvola.

 

Editore: Triskell Edizioni
Data di uscita: 11 settembre 2019
Pagine: 340
Prezzo: 5.99 €
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Lui è un potente CEO miliardario che ha trasformato l’azienda di famiglia in un impero. I soldi per lui non sono tutto, ma la società è la sua vita. Poi però quell’eccentrica di sua madre lascia tutto in eredità al proprio cagnolino. Sono Vicky, mentalista canina. Non proprio, ma è ciò che dice sempre la mia anziana stalker che vive nei dintorni. La signora inoltre quando viene a mancare, lascia tutti di stucco donando una multinazionale del valore di svariati miliardi al suo cane, Smuckers. Con me come suo portavoce. All’improvviso passo dal gestire il mio negozio su Etsy al sedere in un’elegante sala riunioni a Wall Street con Smuckers in grembo. Mentre il figlio della mia vicina, Henry Locke, detto anche lo scapolo più ambito di New York, mi guarda in cagnesco dall’altra parte del tavolo. Le voci su di lui dicono che sia un genio degli affari, che sia tanto bravo a letto quanto in sala riunioni. Bellissimo lo è di certo. Quasi pornografico in quel completo da settemila dollari. Ma… È arrogante e irritante. Si rifiuta di ascoltarmi quando insisto nel dirgli che non ho raggirato sua madre. Pensa di potermi maltrattare, comprare, controllare, addirittura sedurre. Henry avrà anche tutte le donne di Manhattan che pendono dalle sue labbra, ma io sono stufa di tizi ricchi e presuntuosi che pensano di possedere il mondo. Non riuscirà a sedurmi col suo sorrisetto malizioso. Il suo sorriso malizioso… devastante… è impossibile resistergli. Beh, chi ha bisogno di mutandine asciutte al giorno d’oggi?

 

Tingiamo di rosa la nostra giornata, partiamo alla scoperta di un nuovo romance! Il miliardario più ambito è una storia che mi ha subito incuriosita tantissimo, colpa dell’inusuale e simpatico ruolo di un protagonista canino, Smuckers. Avrei mai potuto resistere ad una storia romantica in cui un dolce cagnolino gioca un ruolo chiave? Assolutamente no! Me ne sono pentita? Assolutamente no! Il nuovo romanzo di Annika Martin è diventato il mio romance preferito tra quelli letti negli ultimi tempi. Anzi, vi dirò di più, è uno dei miei romance preferiti di sempre!

 Le ho risposto che avrei preferito fare l’addetta al gloryhole al centro massaggi Glory Daze, prima di approcciare Henry per chiedergli dei soldi. Il Glory Daze è un posto reale nella parte brutta del Bronx dove abitavamo prima di trovare questo bel lavoretto a lungo termine di pappagallo-e-apartment-sitting. Ed è proprio il genere di locale che sembra. Non chiederò mai nulla a Henry. Lui è proprio quel genere di ricco stronzo arrogante che cerco di evitare con tutta me stessa.

 

La storia scritta da Annika Martin mi ha letteralmente conquistata! Si tratta di una storia romantica, passionale, divertente, irriverente e a tratti anche misteriosa. Sicuramente non mi aspettavo di trovare tutti questi fattori in un romance, è stata una meravigliosa sorpresa. La trama di Il miliardario più ambito è davvero articolata, a mio parere una delle più intricate che ho incontrato in questo genere, infatti questo romanzo non è unicamente una storia di sesso come si è portati a pensare. Questo romanzo è la prova che anche il genere romance può regalare alle lettrici molto di più di una storia di lussuria, può trasformarsi in una lettura piacevole, leggera e frizzante, una lettura intrigante e passionale fondata su una solida struttura semplice. Lo stile di scrittura della Martin è fluido e super appassionante, sa come inchiodare le lettrici alle sue pagine, alternando momenti ironici e divertenti a quelli intimi, insidiosi e misteriosi; ho letteralmente divorato il romanzo in un paio di giorni! Spero tantissimo che approderanno in Italia altri romanzi di questa autrice, sicuramente non li perderò!

 

Perfetta. Proprio perfetta. Ogni parte di lei è perfetta. Tutto il suo look in stile bibliotecaria sexy, con quei grandi occhi castani dietro quegli occhiali da maestrina. I capelli lucenti legati in una graziosa coda di cavallo. Lo sguardo determinato, mentre stringe il cane tra le braccia, arrabbiata per la solitudine della mamma. I migliori responsabili dei casting a Hollywood non avrebbero saputo fare meglio. Così innocente e carina, con una divertente punta di umorismo.

 

Vicky è una mentalista canina. B’è non proprio, infondo chi mai si definirebbe una mentalista canina? La protagonista ha interpretato questo ruolo ad una fiera dove esponeva le sue creazioni per gli amici a quattro zampe, il destino ha voluto che la sua strada si incrociasse con quella di Bernadette, signora anziana proprietaria di un simpatico maltese, Smuckers. Che situazione dolce, viene da pensare. E invece no, Bernadette è proprio una stronza! Inizia a tormentare Vicky in modo ossessivo perché le legga costantemente il pensiero di Smuckers. La protagonista in un momento di difficoltà per l’anziana cede ed inizia così il loro strano rapporto che termina in una stanza di ospedale con Smuckers introdotto lì di nascosto per dar sollievo agli ultimi momenti di Bernadette. Vicky è ignara di chi sia in realtà la donna, le ha promesso che si sarebbe presa cura con amore del piccolo peloso. Vicky ancora non sa che presto il fato la farà scontrare con Henry Locke! Chi è Henry Locke? Uno dei dieci single più ambiti di New York! Un uomo bellissimo, affascinante, nonché CEO miliardario che ha trasformato le aziende di famiglia in un impero attivo in tutto il mondo. In altre parole, a detta di Vicky, un ricco stronzo da cui tenersi più alla larga possibile, visto il passato.

 

La stazione di polizia è un luogo famigliare che avrei preferito non rivedere mai più. Le sue superfici lucide e istituzionali, le sedute rigide, i rumori delle radiotrasmittenti lungo i corridoi, la distanza emotiva che mantengono i poliziotti e gli altri dello staff, tutto stranamente spartano e professionale anche se sei spaventatissima. E, ovviamente, la stanzetta in cui ti fanno attendere. Mi dico che questa volta è diverso, ma non lo sembra. Almeno ho Smuckers con me. Ha fatto pipì lungo la strada, ma non ha fatto la cacca. Mi posso ancora giocare la carta della pupù.

 

Vicky vive in un modesto appartamento di New York, al momento ha un negozio su Etsy in cui mette in vendita accessori per cani creati da lei; inoltre si prende cura di un pappagallo. La vita con la protagonista è stata estremamente dura in passato: è dovuta scappare, con la sua sorellina Carly, il più lontano possibile dai tossici artigli della madre e da una brutta faccenda che la ha trasformata in un caso mediatico nazionale. Vicky non ci racconta subito cosa è successo 7 anni fa, dobbiamo darle tempo, tempo di aprirci il suo cuore ferito; intravediamo però una storia di violenza e terrore inflittale da un ricco rampollo. Questo spiega l’odio di Vicky verso i ricchi e la tenacia con cui affronta la loro arroganza. Lo so, l’avere un passato difficile, una storia tragica alle spalle è un po’ un cliché per caratterizzare la protagonista di questo genere, vi assicuro però che in questo romanzo non sembra “la solita storia”, forse perché Vicky non è la solita ragazza sola e indifesa, sì è sola ma sa benissimo badare a sé stessa e alla sorella. Dopo l’esperienza che l’ha costretta ad abbandonare la vecchia vita è riuscita a garantire per lei e per Carly una vita serena nella grande metropoli, non è stato facile ma hanno trovato il loro equilibrio e la loro felicità. Equilibrio che è stato quasi spazzato via dal testamento di Bernadette che sceglie di affidare 51% delle società Locke a Smuckers, gestito dalla persona di Vicky. Improvvisamente la protagonista si ritrova catapultata nel mondo che tanto odia.

 

Passano novanta minuti. Poi due ore. Mi chiedo cosa ci faccio qui, ma ricordo a me stessa che non mi lascio sopraffare dalle persone ricche. Come quando Henry mi ha fatta trattenere e provato a bullizzarmi per farmi accettare dei soldi per andarmene. Mai più. Così resto seduta dritta sulla sedia. Stanca di fare domande, ma le faccio lo stesso, poi voto come vota lui.

 

Passare dal creare papillon con i glitter per i cani ad avere un ruolo chiave nel consiglio di amministrazione di una multinazionale è un cambiamento importante. Vicky affronta tutto questo con grande energia ed entusiasmo, è una nuova sfida ardua, specialmente perché tutti i membri importanti dell’azienda sono contro di lei, credendo che sia una truffatrice, una manipolatrice pronta a distruggere le vite di centinaia di lavoratori. La protagonista combatte duramente i tentavi di Henry Locke di portarle via con l’inganno ciò che ha ereditato attraverso Smuckers, il miliardario ha giurato di distruggerla, ma Vicky ha promesso a sé stessa che nessun riccone le avrebbe più fatto del male. Cosa può succedere a due persone che si detestano ma allo stesso tempo sono attratte l’uno dall’altro? Vicky odia l’effetto che Herny ha su di lei, perché è sbagliato e per tutta la vita ha evitato di frequentare persone del genere. Ma c’è qualcosa di diverso, qualcosa che li spinge l’uno verso l’altra…sarà forse amore?

Il milionario più ambito è diventato uno dei miei romance preferiti! Una storia appassionante che nel suo piccolo spinge a non arrendersi mai agli arroganti e ai prepotenti; le ingiustizie ci sono, e anche tantissime, ma bisogna sempre lottare per sé stessi e per ciò in cui si crede.

 

 

 

 

 

 

Desclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Triskell Edizioni per la copia omaggio

 

 

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