I tacchini non ringraziano di Andrea Camilleri | Recensione di Deborah

 

Era il più grosso lepro che avessi mai visto, doveva essere stato molto vecchio. Stava disteso sulla schiena nell’immobilità della morte, le zampe come rattrappite, gli occhi chiusi. Mi chinai, l’afferrai per le due zampe posteriori. E in quel momento il lepro aprì gli occhi, si contorse, scalciò, mi sfuggì dalle mani, tornò a mettersi sulle quattro zampe e partì come un fulmine, lasciandomi a bocca aperta.

 

I tacchini non ringraziano di Andrea Camilleri

Editore: Salani Editore
Data di uscita: 19 novembre 2018
Pagine: 196
Prezzo: 15.90 €

Lo zoo personale di Andrea Camilleri è fatto di animali e di storie che entreranno nella nostra vita per sempre. Sono ritratti en plein air: impossibile leggerli e vederli senza sentire dentro qualcosa di fortissimo, perché sono pieni di affetto, confondono il confine tra la coscienza umana e quella degli animali e sono sempre a favore di questi ultimi, nel senso di un’armonia della vita solo nel rispetto di tutte le specie viventi. Cani, gatti, cardellini, ma anche volpi, serpenti e tigri sono descritti come portatori di uno spirito ricco di amore e di intelligenza, molto più complesso e profondo di quanto pensiamo: una ‘magaria’ inesauribile. Ciascuno di loro sembra comprendere la logica degli uomini, che di volta in volta sfrutta a suo favore o prova a sconfiggere con varie strategie, sempre vincenti: dalla dignità dei tacchini al canto riconoscente di un cardellino, dall’astuzia di un lepro alla commovente compostezza di un gatto innamorato, dalla mite bellezza di una capra alla puntualità discreta di un serpente. Allo stesso tempo Camilleri ci ricorda che forse il mondo è diventato troppo brutto perché la bellezza degli animali abbia diritto a esistere.

 

 

Sembra iniziato da poco il mese più colorato e festoso dell’anno ed invece siamo quasi alla metà, tra una manciata di giorni è Natale! Sono davvero felice, l’atmosfera delle feste, presepi, alberi di natale e lucine riescono sempre a mettermi di buon umore. Avevo un piccolo progetto, quello di affrontare una lettura a tema anche se credo che non riuscirò in questo intento…dicembre mi sta riservando delle belle sorprese librose, ed una di queste è stata la lettura di I tacchini non ringraziano di Andrea Camilleri.

 

Dunque era vero quello che si diceva sul suo conto! Aghi l’aveva azzannato! Corsi a prendere una scopa dalla cucina e, brandendola, mi precipitai in soccorso del poveretto. Spalancai la porta. L’uomo non piangeva, come avevo creduto, ma rideva a crepapelle. Aghi gli saltellava incontro abbaiando festoso.

 

I tacchini non ringraziano è il primissimo romanzo che leggo di Andrea Camilleri, ed è stata davvero una bellissima scoperta! Mi é piaciuto molto il suo stile di scrittura, confidenziale, semplice ed incisivo, adatto al pubblico più giovane al quale è rivolta questa raccolta di racconti. Nonostante comunque sia indirizzata ai lettori più giovani la voce di Camilleri è davvero poetica e ricercata nella sua semplicità, è un’opera che può essere apprezzata dai lettori di ogni età. I tacchini non ringraziano è una raccolta di racconti che hanno come protagonisti gli animali, animali che in qualche modo sono entrati a contatto con l’autore, in modo più approfondito oppure di sfuggita. Sono stata molto contenta di aver letto un’altra opera di racconti, come forse sapete già, non mi sono cimentata spesso in questa tipologia di lettura, anzi la mia scoperta del genere è davvero recentissima e, caso vuole, anche nell’altro caso i racconti erano popolati da animali.

 

Perché, se gli americani quel giorno ringraziano i tacchini non hanno nessun motivo di ringraziare. E infatti, a memoria d’americano, non c’è mai stato un tacchino che, prima di essere ammazzato, abbia chiesto la parola per dichiarare, anche a nome dei suoi colleghi, di essere lieto d’immolarsi per contribuire alla felicità degli americani.

 

Quando gli animali sono i protagonisti di un romanzo io non riesco quasi mai a resistere, sono sempre stata appassionata e coltivo ancora oggi un grande amore per il mondo animale; da piccola ogni mio gioco aveva come protagonisti dinosauri ed animali, quindi ero abbasta sicura che con I tacchini non ringraziano cadevo in una botte di ferro. In questi racconti conosciamo diversi animali, ad esempio il cardellino, la rana, il gatto, la tigre, i tacchini, il cane, ed altri; tutti vivono esperienze, alcune positive e altre negative, a stretto contatto con l’uomo. Una cosa che mi ha molto colpita e che emerge da tutti gli animali protagonisti è il forte senso di umanità, mi sono sembrati molti più umani ed empatici loro rispetto alla nostra specie. Credo fortemente che le verie bestie che popolano la Terra siamo noi e solo noi. Queste storie regalano a noi lettori tanti spunti di riflessione, sottolinano la bellezza e la diversità della vita.

 

I maiali, che fino a quel momento se ne erano stati immobili e in silenzio a guardarci, cominciarono a fare, all’unisono, degli strilli acutissimi, come se li stessero scannando. Ci assordavano. Non grugnivano, strillavano da fermi a più non posso. A me sembrò subito che ci guardassero male e che non fossero animati da intenzioni amichevoli.

 

Mi ha colpito molto il racconto con protagonisti i tacchini, come affrontano in silenzio il loro destino di morte, ignari del fatto che la mano che li nutriva è pronta per ucciderli, anzi ha avuto sempre questo obbiettivo. Mi è piaciuto in modo particolare il racconto con protagonista Aghi, il cane da buca; dolcissimo e docile è stato considerato pericoloso a causa della sua natura teorica, ed invece era proprio tutto il contrario. Il cane è un animale che mi sta molto a cuore da sempre, amo i cani e non credo riuscirei a vivere al meglio senza un’amico a quattro zampe al mio fianco; a questo proposito molte razze vengono ingiustamente bollate come agressive, è una cosa che detesto! Mi ha affascinato inoltre il racconto con protagonista la tigre, come sia stata capace di folgorare e far innamorare con la sua bellezza un essere umano, e come poter dare torto all’uomo?I tacchini non ringraziano è una lettura molto piacevole, semplice e diretta aiuta a rispolverare un senso di affinità ed umanità nei confronti degli animali e della vita che potrebbe essere sopito. Una lettura che sono sicura può essere apprezzata da grandi e piccini.

 

 

 

May the Force be with you!
Precedente Vincoli. Alle origini di Holt di Kent Haruf | Recensione di Deborah Successivo Un libro per due: L'assemblea dei morti di Tomás Bárbulo (Marsilio)