Il giardiniere di Natasha Preston | Recensione di Sandy

“Si concentrò sullo spinner. Lo fece girare e quello gli sfuggì di mano, attraversò la stanza e andò a cozzare contro il vento. Tito aveva ragione. Sembrava proprio che volesse scappare di lì.”

IL ROMANZO

Prezzo: € 16,00

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Titolo: The Cellar
Editore: Piemme
Pagine: 324
Prezzo: € 16,00

 

A Long Thorpe non succede mai niente, finché la sedicenne Summer Robinson non scompare nel nulla e nonostante le ricerche risulta introvabile. Summer è imprigionata in una cantina allestita come una vera casa, con altre tre ragazze. Sono state tutte rapite da un uomo che si fa chiamare Clover.
 
Lily, Rose, Violet e Poppy sono i suoi fiori delicati e perfetti, la sua famiglia, e lui si prende cura di loro: cena con loro, compra loro vestiti, libri, dvd.
Ma per le ragazze quello è soltanto un orrore senza fine, a cui hanno iniziato a rassegnarsi.Tutte tranne Summer, perché lei sa che i fiori non possono sopravvivere a lungo lontano dal sole….

Let’s talk about “The Cellar”

 

“Oddio, vuole uccidermi. Sto per morire. Vuole uccidermi.”

Se vi ricordate bene questo romanzo è stato il protagonista di un blogtour, si tratta de “Il giardiniere” di Natasha Preston. Questo è un romanzo sul quale avevo riposto moltissime aspettative, dato il potenziale di Clover, un personaggio che a mio parere avrebbe potuto rendere questo romanzo un thriller perfetto più che un young adult a sfumature “dark”.

Era una notte estiva quando la sedicenne Summer Robinson scompare nel nulla, inghiottita dalle tenebre. A Long Thorpe le autorità si mobilitano per cercarla, ma di lei non rimane nessuna traccia. Chiunque l’abbia rapita si è curato di non lasciarsi dietro indizi che potessero ricondurre a lui. Comincia così l’incubo di Summer, che lentamente capisce di non avere altre speranze se non quelle di “collaborare” e rendersi innocua agli occhi del suo rapitore. Quando arriva nella tana di Clover, questo è il suo nome, si rende conto di non essere da sola. Altre tre ragazze vivono nel “giardino”, alimentando la psicosi dell’uomo di avere una famiglia perfetta su cui contare e con cui soddisfare i suoi istinti, di qualsiasi tipo.

“Non resisterò a lungo.”

Poppy, Violet e Rose sono le altre tre ragazze che vivono in prigionia chissà da quanto tempo, si tratta di ragazze di strada di cui nessuno si interesserebbe mai. A Summer viene affibbiato un nuovo nome, Lily. Nomi dei fiori che richiamano a qualcosa di positivo, ma come si sa, i fiori non durano in eterno, se non curati come si devono possono marcire in fretta o molto lentamente. Le ragazze, nonostante si dimostrino disponibili e cordiali, sono “morte” da tempo. Quel bagliore tipico della gioventù si è spento, ora la loro vita ruota attorno ai bisogni di Clover. Non si tratta soltanto di mantenere una casa ordinata o di preparare la cena, ma di soddisfare altri perversi bisogni in una stanzetta dalla quale, a turno, una a una, escono sempre più sconvolte.

Non è semplice accettare la sua nuova ed angosciante vita, Summer cerca in tutti i modi di mantenere la calma, ma quando una delle sue compagne muore, davanti ai suoi occhi, sente di aver perso il suo equilibrio, anzi, quel piccolo appiglio che la faceva sperare. Non sa come sia possibile che le altre non siano sconvolte quanto lei, forse il trauma ha fatto in modo che, ad un certo punto, non provassero più nulla, ma andassero avanti fino al giorno della loro morte. Fino a quanto può sopportare un essere umano prima di spezzarsi?

“Ero una ragazza grande ormai e, per quanto non mi piacesse dormire da sola, dovevo farlo.”

Natasha Preston getta le basi di un romanzo promettente, che con un po’ di lavoro sarebbe potuto diventare un thriller magnifico. Scegliere di dare voce a Clover, a mio parere, è stata una scelta più che azzeccata, l’ho trovata decisamente più interessante rispetto al punto di vista di Lewis o della stessa Summer. Con un personaggio dello spessore del “giardiniere” avrebbe potuto costruire non solo buon romanzo ma anche renderlo ancora più claustrofobico e agghiacciante.

“Il giardiniere” quindi si presenta come un gioco di specchi, dove si fatica a capire quale sia il riflesso giusto. Non bisogna giudicare mai un libro dalla copertina, soprattutto quando questa si rivela essere affascinante, ma si dice anche che l’apparenza inganna e che bisogna sempre prestare attenzione a ciò che si sceglie. Avrei voluto poter dire di essere pienamente soddisfatta dalla lettura, ma così non è stato, nonostante, come ho detto, le idee non manchino. Vediamo cosa ci riserverà il futuro.

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