Il mutilatore di Marco Paracchini | Recensione di Deborah

 

Marco Paracchini (Novara, 1976) si occupa di comunicazione audiovisiva dal 2005. Come regista e/o sceneggiatore ha firmato audiovisivi dall’entertainment all’edutainment. Dal 2006 ricopre il ruolo di docente presso l’Accademia di Belle Arti di Novara e, dal 2017, presso lo IED Milano.

Negli ultimi dieci anni ha narrato storie anche attraverso i libri: ha pubblicato due racconti con protagonista Sherlock Holmes, due saggi su James Bond, una guida su Tokyo e ha inventato due personaggi fictional: Quint Dekker, spia olandese e il profiler giapponese Kenzo Tanaka qui alla sua terza indagine.

 

Nessuna invenzione. Sei più complottista di me a quanto vedo. Lui è reale e si chiama Tanaka, Kenzo Tanaka. E adesso fermati che mi fumo la seconda sigaretta della giornata che non ce la faccio più. Sto smettendo, ma non è facile, soprattutto oggi.

 

Editore: Golem Edizioni
Data di uscita:  19 novembre 2020
Pagine: 160
Prezzo: 14.00 €

Tokyo, 2020. Sugli argini di un fiume viene trovata una valigia. Al suo interno c’è una ragazza fatta a pezzi. Questa scoperta raccapricciante si rivelerà ben presto essere il primo tassello di una serie di omicidi assurdi e incomprensibili. Chi si nasconde dietro a questi delitti? Il profiler Kenzo Tanaka, investigatore privato con grandi abilità deduttive, affiancherà ancora una volta l’ispettore Gamanote in una corsa contro il tempo per fermare l’artefice di questi orrendi delitti. La città di Tokyo fa da sfondo alle vicende narrate, ed emerge un lato di questa metropoli che non è quello luccicante degli appassionati di anime e manga. Il lato oscuro della città fa da contraltare alle anime nere che popolano le pagine del romanzo, in una vicenda in cui nessuno è come sembra e tutti nascondono terribili segreti.

 

Il mio 2020 si è chiuso con la lettura di un ottimo thriller e tra i primissimi libri letti nel 2021 ho incontrato un altro thriller davvero molto interessante. Il mutilatore di Marco Paracchini racconta una vicenda oscura e sanguinosa che ho divorato in un paio di giorni, sono rimasta piacevolmente intrappolata in questa spirale di morte con la meravigliosa città di Tokyo sullo sfondo.

In un periodo nel quale giustamente si fa fatica anche solo a uscire di casa mi rendo conto che viaggiare con la fantasia grazie ai libri è ancora più importante, sento in particolare di apprezzare ancora di più le immersioni in luoghi o città suggestive che prima o poi mi piacerebbe toccare davvero con mano. Nel caso de Il mutilatore mi è piaciuto molto scoprire alcuni scorci di Tokyo, ho apprezzato davvero tantissimo le note a piè pagina nelle quali l’autore lascia a noi lettori piccole delucidazioni su questa metropoli e sulla cultura giapponese

 

Quel corpo immerso in un liquido giallognolo era un fisico senza testa, una persona formata da braccia, gambe e tronco. Dico “formata” perché gli arti erano cuciti al tronco così come lo erano le mani alle braccia. In quel dannato laboratorio degli orrori c’era un corpo costruito con pezzi di donne diverse, ma senza testa!

 

Il mutilatore è la terza indagine del profiler giapponese Kenzo Tanaka, nel romanzo incontriamo alcuni riferimenti alle indagini precedenti ma niente paura, possiamo assistere tranquillamente il protagonista anche se dovesse essere la prima volta che lo incontriamo. Marco Paracchini dà vita a un thriller davvero interessante, non credo che mi sia mai capitato di leggere di un’indagine condotta nel Paese del Sol Levante, oltre a essere una vicenda davvero coinvolgente ho apprezzato molto Il mutilatore per i suoi scorci su una cultura che personalmente conosco davvero poco.

Lo stile di scrittura dell’autore è fluido e immediato, il lettore scivola velocemente di pagina in pagina per cercare di identificare al fianco di Tanaka e Gamanote il colpevole degli omicidi sanguinosi che stavano sconvolgendo Tokyo. Ci viene spiegato infatti che Tokyo ha un tasso di criminalità molto basso, come il Giappone in generale, qui infatti rispetto al resto del mondo ci sono stati pochissimi serial killer. Mi sono piaciuti molto i personaggi principali, Tanaka in particolare per la sua arguzia nello studiare e comprendere le persone, un’arte davvero affascinante.

 

 

Improvvisamente a Tokyo viene ritrovata una valigia contenente i resti di una giovane donna mutilata, questo è solo il primo degli orribili ritrovamenti che sconvolgeranno la città nei prossimi giorni. L’investigatore privato Kenzo Tanaka affiancherà l’ispettore Gamanote nella ricerca dell’artefice di questi sanguinosi delitti, purtroppo al ritrovamento della prima valigia seguiranno presto altri simili. le vittime sono tutti giovani donne apparentemente non collegate le une alle altre, forse l’unico tassello che le lega è un app di incontri. Possibile che agli speed date si nasconda il carnefice? Tanaka e Gamanote scaveranno in profondità nelle vite dei sospettati, ricostruendo pezzo dopo pezzo un sanguinoso puzzle di morte. Le vicende narrate sono molto crude e violente, come è giusto che sia in un buon thriller; la storia in generale ha saputo catturarmi e tenermi con il fiato sospeso, incentivandomi a leggere sempre di più per ricostruire insieme ai protagonisti la verità.

Il mutilatore è un romanzo crudo, violento e sanguinoso, un thriller che ci conduce in una Tokyo oscura e inaspettata, ricca di misteri e segreti che Marco Paracchini ci fa scoprire lentamente pagina dopo pagina.

 

 

 

 

 

Desclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Golem Edizioni per la copia omaggio

 

May the Force be with you!
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