Let’s talk about: Gli inadottabili di Hana Tooke (Rizzoli)

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Oggi parliamo de “Gli inadottabili” di Hana Tooke, la storia di cinque coraggiosi orfani destinati ad entrarvi nel cuore. 

Data di uscita: 1 Settembre

Acquistalo subito: Gli inadottabili

Editore: Rizzoli
Illustrazione: Ayesha L. Rubio
Traduzione: Giuliana De Biase
Età: Da 10 anni
Genere: Narrativa per bambini e ragazzi

Prezzo: € 17,00
Pagine: 416

Amsterdam, 1892. All’orfanotrofio del Piccolo Tulipano arrivano cinque neonati abbandonati nelle maniere più diverse, chi in una cesta a forma di bara, chi dentro un secchio per il carbone. Tutti modi comunque inaccettabili per la direttrice, l’arcigna e puntigliosa signora Gassbeek. Milou, Dita, Oval, Finny e Sem diventano presto gli “inadottabili”, casi disperati di cui la direttrice non riesce a liberarsi. Loro, però, sono uniti come fratelli e hanno trovato nell’amicizia la forza di resistere. Una speranza sembra profilarsi quando i ragazzi compiono dodici anni e un commerciante di zucchero, un certo signor Rotman, propone di prenderli con sé. Indossa abiti eleganti, ma ha baffi che fremono e un sorriso sbagliato. Per i cinque amici è l’inizio di un’avventura che richiederà tanto ingegno quanto coraggio. In un paese incantevole, tra i canali di Amsterdam e i mulini a vento del vasto polder, la loro fuga sarà costellata di atmosfere da brividi, messaggi segreti e colpi di scena.

Amsterdam, fine 1800. Al Piccolo Tupilano, l’orfanotrofio gestito dalla signora Gassbeek, i bambini vanno e vengono, ma alcuni sono destinati a rimanere più a lungo degli altri. Cinque piccoli orfani ormai troppo cresciuti, infatti, si ritrovano puntualmente ad essere rifiutati dalle famiglie di passaggio per il loro aspetto, caratteristiche a cui molti potenziali genitori danno peso e poco importa che dietro la facciata ci sia una personcina intelligente e vivace, moltissimi scelgono di adottare soltanto i bambini più carini.

Milou, Dita, Oval, Finny e Sem diventano così gli inadottabili, coloro che ormai ai dodici anni di età si ritrovano a mandare avanti il Piccolo Tulipano, seguendo gli ordini della perfida direttrice per evitare di incappare nelle sue ire. Quando i Fortuyn giungono all’orfanotrofio passano al microscopio i cinque bambini. Il mutismo di Finny, i tratti di Oval, le braccia lunghissime di Sem, le sei dita di Dita e l’aspetto di Milou terrorizzano la coppia, spingendola a scegliere un bambino più piccolo che corrisponda alle aspettative della società, uno che non abbia difetti o abilità sconvenienti, che si limiti ad ubbidire e seguire le regole.

Illustrazione di Ayesha L. Rubio

Se solo i Fortuyn fossero andati oltre l’aspetto si sarebbero resi conto che ogni bambino ha delle doti eccezionali per la loro giovane età. Oval è un bravissimo artista, Milou è un’abile narratrice, Dita è perspicace, una piccola matematica e un ingegnere capace di creare cose con degli scarti, Sem è un sarto eccezionale e Finny nonostante non riesca a parlare comunica con i suoi gesti e con i dolci che prepara per i suoi amici, la sua unica e vera famiglia.

Ciò nonostante per Milou il Piccolo Tulipano è un luogo di passaggio, un limbo dove attendere la ricomparsa dei suoi genitori perché, come spiega nelle sue innumerevoli teorie, è stata lasciata lì per caso ed è per questo motivo che non può lasciare l’orfanotrofio, ma la signora Gassbeek ha altri piani, spinge lei e gli altri con le spalle al muro e se non verranno adottati dovranno lasciare l’orfanotrofio. Dopotutto sono le adozioni a rimpinguare le tasche della direttrice, poco importa dove finiranno i bambini ciò che conta è il compenso.

Un piccolo incidente però manda tutto a rotoli. Milou, Dita, Oval, Finny e Sem per la prima volta si ritrovano a vivere fuori dal Piccolo Tulipano sopravvivendo con le proprie forze. Evitando sguardi indiscreti e domande proveranno a compiere l’impossibile. L’inizio di un’avventura alla ricerca di qualcosa che chiunque dovrebbe avere, qualcosa che sembrava perduta ma che in realtà era proprio lì, dietro l’angolo ad aspettare: una famiglia.

In un certo senso mi ha ricordato Una serie di sfortunati eventi per le atmosfere che si respirano al suo interno in cui, anche quando sembra di perdere la speranza si scopre che ne resta sempre un briciolo sospeso nell’aria, un filo così sottile da sembrare fragile ma che resiste a qualunque peso, un lume nel buio che rischiara l’oscurità.

Gli inadottabili sono tutti coloro che non piacciono al primo sguardo, quelli che sembrano strani, quelli che sembrano sconvenienti, in poche parole quelli che sono unici.

«Sotto le stelle ti ho trovata. Sotto la luna ti ho perduta».

 

 

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Rizzoli per la copia omaggio.

 

 

 

May the Force be with you!
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