INK’S CORNER: Ho trovato il mio posto nel mondo di Jenny Jordahl

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Oggi parliamo del meraviglioso fumetto di Jenny Jordahl, Ho trovato il mio posto nel mondo, in uscita proprio questo giovedì per Edizioni Sonda con la traduzione di Alice Tonzig.

Data di uscita: 29 Aprile

Acquistalo subito: Ho trovato il mio posto nel mondo

Editore: Sonda
Genere: Fumetto
Storia: Jenny Jordahl
Illustrazione: Jenny Jordahl
Traduzione:  Alice Tonzig

Prezzo: € 18,00
Pagine: 208

La dolce e timida Janne si rifugia nel cibo per colmare il vuoto che sente dentro: la sua migliore amica la ignora e i ragazzi la prendono in giro.
Ma neanche rifiutare il cibo è una soluzione. Solo quando troverà il suo posto nel mondo, tornerà finalmente a volersi bene.

Impossibile non riconoscersi in Janne, perché tutti, prima o poi, ci siamo sentiti sbagliati in mezzo agli altri.
Il tratto di Jenny Jordahl è talmente potente che spesso le pagine non hanno bisogno del testo: capiamo subito come si sente Janne, semplicemente guardandola.

Quello di oggi è fumetto che racconta un’amara verità in maniera diretta, ponendo il lettore di fronte a tematiche importanti come il bullismo e i disturbi alimentari, due argomenti che conosciamo fin troppo bene ma che raccontati da Jenny Jordahl riescono a bucare la dimensione di carta e in poco tempo si ripensa a tutte quelle volte cui ci siamo sentiti inadeguati, ci siamo messi da parte perché non rientravamo negli “standard” imposti dalla società.

Queste sono tematiche davvero importanti, non solo attuali, ma addirittura urgenti, quanti sono infatti i ragazzi che non riescono a smettere di pensare di non essere abbastanza così come sono, di dover cambiare e di dover diventare qualcosa di differente per essere accettati dagli altri, questo perché proprio a causa degli sguardi di tutti gli altri ci si sente diversi, a disagio con la pelle, non conformi a quello che è il normale, sembra quasi di essere alieni sul proprio pianeta.

Questo fumetto affronta queste dure tematiche attraverso un disegno fresco ed espressivo, capace di comunicare in maniera eccellente il malessere della protagonista, di rendere tangibile una problematica difficile e che affligge più persone di quante immaginiamo. Le tavole sono ricche di colore ma allo stesso tempo anche di spazi vuoti che accentuano le dimensioni di qualsiasi cosa, proprio per restare in tema con l’argomento trattato, facendo sì che la storia di Janne non sia solo un semplice racconto ma anche una testimonianza tangibile della sua sofferenza.

Janne è una bambina che fatica a trovare il suo posto nel mondo, pensa di non avere nessuna capacità particolare, di essere solo un oggetto che occupa spazio, uno spartitraffico abbandonato a se stesso e spostato lì dove occorre riempire un buco. I suoi stessi genitori non vedono altro che una bambina in sovrappeso quando la guardano, si domandano il perché la loro figlia sia così, quando sia successo il fatto che l’ha resa quello che non vorrebbero che fosse.

Da parte loro le provano tutte, un po’ per vergogna e un po’ pensando di fare il suo bene, si provano diete, esercizi improvvisati, per Janne è diverso c’è sempre quell’ombra dietro di lei che la spinge a fare l’opposto di ciò che vorrebbe, a soffocare il malessere con il cibo.

Vedendo gli scarsi risultati i suoi genitori si spingono versi l’ultima spiaggia, cercano di convincerla a dimagrire pagandola per ogni chilo perso. Così facendo però non fanno altro che alimentare i disturbi di Janne, trasformano il suo demone del cibo, facendolo diventare l’esatto opposto di ciò che era prima. Se un tempo Janne avrebbe soffocato la sua rabbia mangiando un bombolone adesso invece sfoga questo sentimento gettando via il cibo, privandosene, togliendosi ogni energia pur di diventare così come il mondo la vuole.

Purtroppo come accade sempre in questi casi quando si arriva all’obiettivo non basta più ormai, quella voce, quell’ombra è diventata così forte da prendere il sopravvento su ogni singola decisione di Janne, è come se un demone si fosse impossessato di lei, risucchiandole ogni singola goccia di linfa vitale, succhiando via ogni cosa positiva e lasciando solo uno scheletro fatto di tristezza e rimpianti.

Nessuno si domanda il vero motivo per cui Janne è cambiata così tanto in così poco tempo, la sua presenza ingombrante sembra quasi svanire dalla mente di tutti, quando perde peso oltre a diventare un fantasma sociale inizia veramente a svanire persino la sua personalità, lasciando il posto a quell’orribile demone che la segue in ogni momento.

Per quanto tenti di contrastare quella voce, di adeguarsi a ciò che il mondo vuole per lei non ci riesce, ogni tentativo è vano, come gettare monete in fondo a un burrone sperando che si avveri un desiderio quando invece la fontana si trova dalla parte opposta. Solo quando diventa davvero evidente il suo malessere Janne scopre che non è la sola a sentirsi così, ci sono altre persone oppresse come lei, magari non da una fame insaziabile o da una voce ipnotica, bensì persone che vengono derise per i loro interessi, per il loro aspetto fisico o per qualche loro apparente difetto. 

Alla fine di questo viaggio Janne impara a lasciarsi un grosso peso dietro le spalle, nonostante durante il tragitto il suo bagaglio si sia arricchito di un’orribile esperienza che l’aiutata però a capire il suo vero valore, la sua unicità e la sua importanza in un mondo fatto di pregiudizi e apparenze.

 

 

 

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Edizioni Sonda per la copia omaggio.

 

 

 

 

May the Force be with you!
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