Inku Stories #18: Gyo. Odore di morte di Junji Ito (Star Comics)

È martedì e comincia a sentirsi un certo odorino, è GYO. Odore di morte di Junji Ito, pubblicato da Edizioni Star Comics nella collana Umami, con la traduzione di Manuela Capriati.

Pagine: 416

Acquistalo subito: Gyo. Odore di morte

Editore: Edizioni Star Comics
Collana: Umami
Traduzione: Manuela Capriati

Data di uscita: 7 Novembre
Prezzo: € 18,00

La vacanza al mare di Tadashi e Kaori si trasforma gradualmente in un incubo quando, anticipati dal loro tanfo nauseabondo, inquietanti pesci putrescenti dotati di zampe emergono dal mare e prendono a vagare per le spiagge. Il ritorno a Tokyo non basta a liberare i due fidanzati dalla stomachevole persecuzione, in quanto ben presto le orride creature prendono a diffondersi anche per la terraferma, fino a iniziare una ributtante invasione della metropoli. Quale indicibile segreto nascondono? E quali scioccanti conseguenze causerà la loro proliferazione? Pescando a piene mani dalla tradizione del cinema thriller – dai classici hitchcockiani ai b-movie – il maestro Junji Ito ci regala un cinefumetto di rara e grottesca creatività, visionario e incalzante. Ancora una volta il vero disgusto, ìl vero marciume, è quello insito nei modelli economico-sociali contemporanei, in una pervasiva obsolescenza che ci rende “intubati” e ci condurrà ineluttabilmente verso la tecno-apocalisse.

Non gli bastava tormentarci con spirali o brevi racconti dell’orrore, il maestro del sovrannaturale e del grottesco colpisce ancora con “Gyo. Odore di morte“, dove il terrore questa volta viene direttamente dal mare.

Quando si parla di fine del mondo o apocalisse si pensa immediatamente agli zombi, morti viventi che continuano a moltiplicarsi man mano che mordono altri sopravvissuti, un’infezione inarrestabile che si propaga di morso in morso, ma per Junji Ito sarebbe stato troppo semplice farci vedere una semplice apocalisse zombi con tutti i cliché letterari e cinematografici che ci sono, il maestro si supera ancora una volta regalando ai lettori una storia unica nel suo genere, a metà fra la fantascienza e l’horror.

Quello che continua a colpirmi di questo mangaka è la sua capacità di dare una spiegazione a tutto, anche alle situazioni più assurde o perverse, facendo sentire al lettore quella sensazione che fa pensare che quello che si legge potrebbe diventare vero, se aggiungiamo il fatto che i suoi disegni sono incredibilmente realistici abbiamo una combinazione fatale che riesce a stendere anche i lettori dallo stomaco più forte.

Come vi ho detto, il terrore viene dal mare e colpisce proprio quando Tadashi e Kaori sono in vacanza ad Okinawa. Quella che doveva essere un’occasione perfetta per la coppia di trascorrere un po’ di tempo insieme e sistemare i loro problemi si trasforma in un’incubo senza fine, dove l’odore di morte aleggia su tutta l’isola e porta a galla qualcosa di incomprensibile: pesci “mutati”, ibridi con della zampe strane, le quali permettono loro di spostarsi anche sulla terraferma. Ma non solo i pesci, anche squali, balene, ogni animale marino sembra essere dotato di queste particolari zampe ed è così che l’impossibile diventa possibile.

Nessuno sa come sia iniziata, Kaori è l’unica a sentire il forte odore emanato dalle creature marine, un’odore nauseabondo che le resta impresso nella mente e la porta ad impazzire, finendo per litigare con il fidanzato, il quale è ignaro di ciò che sta arrivando. Comincia tutto con un pesce curioso che perseguita Kaori, ma subito dopo quello che sembrava surreale diventa reale e Tadashi si rende conto che non è un’allucinazione della ragazza. Quel pesce ha qualcosa di strano, è veloce, letale e al tempo stesso, pur avendolo ucciso, in qualche modo ritorna a tormentare i due, da morto.

La situazione precipita. In seguito all’attacco alla coppia, un gigantesco squalo fa la sua comparsa, anche lui mutato, ma ugualmente pericoloso, divora le persone a riva e si spinge fino alla casa dello zio di Tadashi, cercando di divorare entrambi senza successo. Questi due eventi daranno inizio ad un’invasione di creature marine su tutta l’isola. Ogni strada pullula di pesci con le zampe, di qualsiasi specie e dimensione, dai predatori alle prede, ma c’è una cosa che accomuna tutti quanti: la morte.

Source: Google.

La situazione degenera sempre di più, dall’isola di Okinawa i pesci si spostano anche sul resto del Giappone, arrivando fino a Tokyo, dove continuano a mietere vittime e a mutare. Tuttavia quello che portano con sè non è solo la morte, ma anche la mutazione, infatti poco a poco iniziano ad infettare anche le persone scatenando una vera e propria apocalisse, dove il forte odore della morte contamina tutto diffondendo il germe che causa le mutazioni.

Ma quale sarà l’origine di tutto questo? Per rispondere a questa domanda dovete assolutamente leggere questo tankobon, in cui pagina dopo pagina Junji Ito costruisce una storia dalla quale è impossibile staccare gli occhi.

In aggiunta agli orrori della storia principale, il maestro ci delizia con altre due brevi storie, la prima intitolata “La tragica storia della colonna portante”, dove il protagonista rimane incastrato sotto il peso di una colonna portante della casa che ha costruito, ma il come ci sia finito resta un mistero. Successivamente i livelli di inquietudine raggiungono l’apice con “Il mistero della faglia Amigara”, una storiella semplice in vero stile Ito, dove da una faglia emersa a causa di un terremoto sul dorso di un monte si notano delle cavità dalla sagoma umana, tutte diverse proprio come le persone vere. Così, uno dopo l’altro i visitatori trovano ognuno la propria fessura e quasi come un richiamo sentono il bisogno di entrarci dentro, ma una volta fatto resta soltanto l’orrore di ciò che accade dopo.

Source: Google.

In questo volume c’è una gran dose di ansia e inquietudine, ingredienti ai quali ormai Ito ci ha abituati e che nelle sue mani diventano orrori senza pari. Dalle spirali ai pesci con le zampe continua a tormentarci con le sue visioni, incubi ad occhi aperti dai quali è impossibile fuggire.

L’odore della morte diventa a tutti gli effetti un’arma di sterminio di massa, il simbolo della fine di tutte le specie, il diffondersi di un morbo inarrestabile e capace di stravolgere completamente il senso stesso di vita e morte.

Tirando le somme, anche questa volta Junji Ito ha colto nel segno non vedo l’ora di proseguire con le altre uscite in arrivo questo mese, fra cui il secondo volume de “Lo squalificato”, “Dissolving classroom” e “Remina”.

“Nell’arco di un mese Tokyo è diventata una città fantasma…

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⚜ Reazione post lettura: 
Ansia. Semplice ansia. Per un po’ le spiagge e le località di mare saranno off limits.

⚜ Pagine lette: 416
⚜ Da consumarsi preferibilmente: Con calma, ma è impossibile, una volta aperto questo tankobon si divora in breve tempo, doh!

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Star Comics per la copia omaggio.

 

May the Force be with you!
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