Inku Stories #31: Che cosa sono gli Ajin? – Ajin. Demi human #1

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Questo è un lunedì che è partito nel migliore dei modi, con “Ajin. Demi Human”, serie di Tsuina Miura Gamon Sakurai, pubblicata da Edizioni Star Comics con la traduzione di Luigi Boccasile.

Pagine: 227

Acquistalo subito: Ajin. Demi human #1

Editore: Edizioni Star Comics
Collana: Point Break 185
Genere: Horror
Traduzione: Luigi Boccasile

Data di uscita: 7/5/15
Prezzo: € 5,90

Sono passati diciassette anni da quando, su un campo di battaglia in Africa, per la prima volta fece la sua comparsa un essere umano immortale… Da allora, anche se raramente, sono apparsi altri esemplari di questa nuova e misteriosa forma di vita che non può morire in alcun modo. La gente ha cominciato a chiamarli ajin, ovvero “semi-umani”. Poco prima delle vacanze estive, un liceale giapponese di ritorno da scuola rimane coinvolto in un incidente e muore all’istante. Incredibilmente la vittima torna in vita, e a chi riuscirà a catturarla viene promessa un’enorme ricompensa… Comincia così la fuga del ragazzo dall’intero genere umano!

Dopo due giornate magnifiche, quasi primaverili, oggi arriva la pioggia. Le nuove nascondono fino all’ultimo raggio di sole e i colori si spengono, per un momento sembra quasi di essere catapultati all’interno del manga di cui vi parlerò oggi, dove il bianco e il nero fanno a pugni per prevalere l’uno sull’altro, creando però uno strano effetto dinamico, che richiama in tutto e per tutto l’atmosfera che si respira all’interno del tankobon, una cruda lotta alla sopravvivenza che in questo primo volume è soltanto l’antipasto di una serie promettente.

Si intitola “Ajin. Demi Human” ed è lo specchio di una realtà distorta, dove esseri immortali soprannominati ajin, ovvero “semi-umani”, hanno fatto la loro prima comparsa diciassette anni fa, questa contaminazione però ha portato al verificarsi di strani eventi, morti che sembrano accidentali ma che hanno un’impronta assolutamente sovrannaturale. Ad attirare l’attenzione mediatica e soprattutto quella del governo è l’abilità di questi esseri di non poter morire, di riuscire a rigenerarsi e di conseguenza di essere inarrestabili. La ricerca scientifica in corso è quindi un modo per comprendere queste creature e trovare i loro limiti, sempre che ce ne siano, attraverso una delle poche cavie che il ministero della salute è riuscito a contenere.

In una società come quella descritta in questa serie un giovane liceale, Kei Nagai, scopre di essere un ajin, diventando così il bersaglio di una caccia infinita che vede anche i suoi compagni di classe trasformarsi in cacciatori, sempre alla ricerca della sua testa per ottenere una lauta ricompensa. Nessun posto è sicuro e nessun volto, persino quello più familiare, è un volto fidato, bisogna iniziare a prendere le distanze da tutti, amici e nemici perchè è proprio nel momento in cui si abbassa la guardia che si rischia di essere catturati. In questo vicolo cieco Kei riallaccia i rapporti con un vecchio amico d’infanzia, Kai, ragazzino emarginato e dal quale sua madre lo ha sempre cercato di allontanare, ma che in questa situazione si rivela essere l’unico faro in grado di donargli un briciolo di speranza. 

Kei Nagai, l’uomo del momento, diventa un fuggitivo alla ricerca di un luogo sicuro nel quale poter elaborare la situazione, ma non appena prova soltanto a visualizzare il quadro generale qualcuno puntualmente lo interrompe, sfumando i suoi pensieri e catapultandolo ancora una volta in una fuga disperata, una corsa ad ostacoli contro il tempo e la morte.

Poco a poco la visuale di Kei su questa situazione diventa sempre più ampia, ingloba anche dettagli che da prima non riusciva bene a scorgere e durante la sua fuga viene a scoprire interessanti rivelazioni sulla natura degli ajin. 

La sceneggiatura di Tsuina Miura segue una struttura lineare, un susseguirsi di eventi, di causa ed effetto che sebbene possa dare l’impressione di creare dei bivi all’interno della storia in realtà la trasforma in immenso viale dritto e senza svincoli, una realtà in cui l’unica possibilità accettabile per sopravvivere è la morte e non dal punto di vista convenzionale, ma da uno totalmente astratto e folle, ovvero quello secondo cui per guarire da una gamba rotta bisogna tagliarsi  la gola e “rinascere”. 

Senza ombra di dubbio è questa la calamita che attrae i lettori verso questo manga, ma non nel senso che è bello veder morire il protagonista o quelli come lui più volte, ma perchè c’è una nuova variabile in gioco, sul campo di battaglia volano gli shinigami, ma invece di uccidere salvano le persone. Quindi che cosa sono gli ajin? Bella domanda, per me, almeno per ora, è ancora un mistero, ma quel che è sicuro è che non sono esseri umani comuni, sembrano quasi essere delle crudeli divinità scese sulla Terra per uccidere i loro simili o peggio per auto infliggersi il più atroce dei dolori.

Un altro fattore interessante è che al momento della loro morte gli ajin sentono tutto il dolore, e lo ricordano come se fosse vivido nella loro mente, rendendo la loro salvezza una tortura infinita, in un certo senso è come fuggire dalla prigione per poi gettarsi nella propria gabbia personale.

E infine ci sono i disegni, le meravigliose tavole di Gamon Sakurai, dettagliate e precise, capaci di trasporre la complessità della storia in immagini, quasi come se fosse un film, traducendo le azioni e gli orrori immaginati da Miura in realtà. È un duo che funziona e che dimostra coesione ed organizzazione, due qualità che non possono mancare in un manga che deve raccontare qualcosa di così particolare e misterioso senza raccontare troppo ma allo stesso tempo senza lasciare troppo tempo in sospeso le domande dei lettori.

Quindi questo primo volume di “Ajin. Demi Human” è un tortuoso viaggio dalla vita alla morte e ritorno, un’atroce tortura che sembra non avere fine.

⚜ Manga simili: Tokyo Ghoul
⚜ Reazione post lettura:
Devo verificare se per caso non sono un Ajin.

⚜ Pagine lette: 227
⚜ Da consumarsi preferibilmente: Al buio, con nient’altro che una torcia in mano, muahahahah!

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Star Comics per la copia omaggio.

 

May the Force be with you!
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