La ragazza nella torre di Katherine Arden | Recensione di Deborah

 

Era tarda notte e una fanciulla cavalcava uno stallone baio attraverso la foresta. La foreste non aveva nome. Era lontana da Mosca, distante da qualunque cosa, l’unico rumore che si udiva era il suono del silenzio e il raschiare dei rami ghiacciati. Era quasi mezzanotte. Un’ora stregata, magica, di una notte su cui incombevano il gelo, la tempesta e uno sterminato cielo pallido. Eppure la fanciulla e il suo stallone sfrecciavano tra gli alberi, instancabili.

 

Editore: Fanucci Editore
Data di uscita: 7 novembre 2019
Pagine: 336
Prezzo: 18.00 €
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Orfana e sola, costretta ad abbandonare il suo villaggio, Vasja dovrà rassegnarsi a trascorrere la vita in un convento o a permettere alla sorella maggiore di darla in sposa a un principe moscovita. Entrambe le strade la condannano a una vita in una torre, tagliata fuori dal vasto mondo che invece desidera esplorare. Così sceglie una terza via: travestendosi da ragazzo cavalca attraverso il bosco per sfuggire a un destino che altri hanno scritto per lei. A Mosca, intanto, la corte imperiale è scossa da lotte di potere e tumulti. Nelle campagne alcuni banditi razziano i campi, bruciano i villaggi e rapiscono le fanciulle. Dopo essere partiti per sconfiggere i briganti, il Gran principe e i suoi boiardi si imbattono in un giovane uomo in groppa a un magnifico destriero. Solo Sasa, un monaco guerriero, capisce che il “ragazzo” altri non è che sua sorella, creduta morta dopo la fuga dal suo villaggio in seguito all’accusa di stregoneria. Ma quando Vasja dà prova del suo valore in battaglia, cavalcando con una destrezza eccezionale e con un’inspiegabile forza, Sasa realizza che dovrà a tutti i costi mantenere il segreto della sua vera identità, per salvare la vita dell’unica persona in grado di fronteggiare le forze oscure che minacciano di distruggere l’impero…

 

L’inverno è arrivato, nonostante non ci siano più le stagioni di una volta il freddo accarezza tutto con il suo tocco. Negli anni la mia propensione verso le stagioni si è modificata drasticamente, prima adoravo le estati, il sole e il caldo, da qualche anno invece non vedo l’ora che arrivi l’inverno e la neve ad avvolgere tutto con il suo gelido abbraccio candido. Amo profondamente il calore di questo periodo, la sensazione di tepore, benessere e accoglienza che provo rientrando a casa dopo una passeggiata; per me l’inverno è il periodo più caloroso dell’anno, il periodo perfetto per la lettura di La ragazza nella torre, il secondo volume della serie La notte dell’inverno di Katherine Arden.

 

A quest’ora sua sorella Vasilisa avrebbe dovuto essere sposata con uno dei seri e onesti vicini di suo padre, e avrebbe dovuto avere un bambino da accudire. Certamente non sarebbe dovuta andare in giro cavalcando per tutta la Rus’ con un gruppo di banditi alle calcagna. Quello davanti a lui non poteva essere Vasja, ma solo un ragazzo che le assomigliava molto.

 

Ricordo di aver letto il primo volume della serie, L’orso e l’usignolo, la scorsa primavera, leggere il proseguo in questo periodo ha regalato al libro quel tocco in più per immergersi nelle gelide atmosfere fiabesche della Russia medioevale. La lettura di La ragazza nella torre mi ha fatto tirare un lungo e profondo sospiro di sollievo; nell’ultimo mese sono incappata con la precisione di un malvagio cecchino in libri che non mi sono piaciuti e che ho faticato ad ultimare, leggere non mi regalava il solito piacere anzi, era diventato un compito tedioso. Il romanzo della Arden ha portato una sferzata di aria fresca nel mio periodo no, il proseguo dell’avventura di Vasja ha reso di nuovo la lettura un piccolo e grande piacere, è tornata ad essere la mia via di fuga sicura dalla realtà. Appena ho appreso la notizia dell’uscita del secondo volume di La notte dell’inverno non stavo più nella pelle, non vedevo l’ora di ritrovare Vasja, Morozko, le atmosfere fiabesche e le appassionanti leggende della mitologia russa. La Arden ha dato vita ad una saga fantasy appassionante e super interessante, mi ha fatto ricordare le emozioni di alcune letture di questo genere provate quando ero una ragazzina di fronte a storie affascinanti, ambientazioni curate nei dettagli e un velo di romanticismo che fino alla fine non si poteva essere certi se fosse vero o era tutto frutto della propria immaginazione. La ragazza nella torre è un romanzo genuino, un romanzo in cui si ha il piacere di trovare sentimenti profondi e misteriosi, inspiegabili anche agli occhi degli stessi protagonisti che li vivono.

 

Non aveva né spada né lancia, che certamente non sapeva usare, e nemmeno sguainò il pugnale che portava alla cintura, troppo corto per il duello a cavallo.
Ma aveva il suo stallone: un’arma che valeva cinque uomini. Vasja non doveva far altro che starsene attaccata al dorso dell’animale e dirigerlo verso la vittima successiva. I calci di Solovej abbattevano i nemici scaraventandoli lontano; i suoi zoccoli spaccavano crani.

 

La ragazza nella torre è stata una lettura che mi è piaciuta moltissimo. Ho adorato lo stile di scrittura della Arden, fluido e appassionante, mi ha fatto viaggiare con la fantasia attraverso le gelide lande russe e le sue città medioevali. Mi ha intrigato molto proseguire questa avventura ambientata in luoghi lontani, spazio, tempo e cultura così diversi dai nostri; credo che la cultura e la mitologia russa siano un po’ di nicchia, un qualcosa in cui non è così facile imbattersi per caso se non si è degli appassionati. Scoprire, anche attraverso un romanzo fantasy, una piccola parte di una cultura per me davvero poco conosciuta è stata una bellissima esperienza; le leggende e le credenze popolari narrate dai personaggi mi hanno appassionata e affascinata tantissimo. Ovviamente la creatura che più mi ha affascinata è Morozko, demone della morte e signore dell’inverno, perché? Io amo l’inverno, come potrei non essere attratta dalla sua essenza? È la figura mitologica che è stata più approfondita essendo protagonista, in questo nuovo romanzo cogliamo più aspetti e nozioni, inoltre come si fa a non shippare Morozko e Vasja? Impossibile! Impossibile! Impossibile!

 

L’oscurità scese e trasformò il sacro suolo del monastero in un luogo pagano, pieno di ombre e strani e inusuali vocii. Il rintocco della campana annunciò l’inizio della povečerie, eppure neanche quel suono benedetto riuscì a placare le funeste e caotiche conseguenze della battaglia, né le preoccupazioni di Saša.

 

Alla fine della prima avventura abbiamo lasciato Vasja fuggire dal suo paese natale sul dorso di Solovej, dopo la sfida vinta contro l’Orso e la morte del padre e della matrigna. Vasja, accusata di stregoneria, era destinata ad essere rinchiusa in un convento oppure “salvata” da un uomo. Vasja non è una ragazza russa come tutte le altre, morirebbe in un convento o tra le braccia di un uomo, Vasja è uno spirito libero e indomito, una ragazza che desidera indipendenza e autonomia. I desideri di Vasja sembrano irrealizzabili in una Russia medioevale, una Russia in cui le donne erano sottomesse ai mariti e il loro compito era quello di mettere al mondo figli, a quale delle due scelte si sarebbe adattata la protagonista? Nessuna! Vasja, con l’appoggio del suo fidato Solovej e la protezione di Morozko, inizia a viaggiare per la Russia vestita da ragazzo abbandonando la propria identità di ragazza ribelle. La curiosità della protagonista di voler scoprire il mondo e le sue sfaccettature rende Vasja vulnerabile, vagare da sola attraverso un mondo di uomini è potenzialmente mortale per una ragazza che veste i panni di un ragazzo. Vasja verrà presto a contatto con la disperazione, la distruzione e la crudeltà umana, tanto che ne sarà quasi sopraffatta, verrà quasi sopraffatta da Mosca e il suo caos.

 

Il vento si era alzato improvvisamente, a Vasja sembrò che fossero rimasti da soli, circondati unicamente dalla neve, e che il trambusto cittadino fosse scomparso. Sotto un cielo illuminato dal chiarore della luna, c’erano solo lei e il demone del ghiaccio. Il vento sferzava violento e impetuoso intorno a loro, eppure la treccia dei suoi capelli non si muoveva.

 

La nuova avventura tra le lande russe è davvero coinvolgente e ricca di emozioni, la trama si intreccia e si complica rispetto al primo volume. Vasja ci porta con sé in un viaggio meraviglioso e spietato, ricco di adrenalina, emozioni e colpi di scena. L’ambientazione è uno dei punti forti di questo romanzo, sembra di essere immersi in atmosfere fiabesche, sempre in bilico tra realtà e leggenda, circondati da neve, freddo e ghiaccio. Katherine Arden crea un mondo fantastico ricco di dettagli, dalla storia emerge chiara la forte passione dell’autrice per la mitologia russa e il grande lavoro di informazione e ricerca compiuto per sviluppare la sua saga. Nel romanzo vengono utilizzati nomi e termini russi, sicuramente pensare di pronunciali correttamente è quasi impossibile ma a me è piaciuta molto questa immersione nella cultura russa: scoprire usi e oggetti tipici di quei territori e soprattutto l’esistenza di tanti nomi di persona oltre i classici Vladimir e Dimitri.

La ragazza nella torre è stata una lettura appassionante ed emozionante, un viaggio perfetto per chi ama le atmosfere fiabesche, l’inverno, il ghiaccio e la scoperta di una nuova cultura.

 

 

 

 

 

 

 

 

Desclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Fanucci Editore per la copia omaggio

 

May the Force be with you!
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