Le signore in nero di Madeleine St John | Recensione di Deborah

 

Magda era una continentale, ecco il problema, un’europea, cosa che loro erano ben contente di non essere. Almeno Mrs Williams lo era senza farne mistero. «Santo cielo», esclamò. «Non potrei sopportare di andarmene in giro conciata così.» Miss Jacobs sembrava indignata più del solito, quasi offesa, come se avesse appena visto un ragno nella sua tazza di tè. Fay Baines la trovava disgustosa, veramente disgustosa, il suo modo di camminare e tutto il resto, ma a casa, davanti allo specchio, si chiedeva con interesse che tipo di trucco usava e come se lo applicava, perché Magda doveva avere quarant’anni se non di più e – bisognava concederglielo – era assolutamente strepitosa. Sì, bisognava concederglielo.

 

Editore: Garzanti Libri
Data di uscita: 6 giugno 2019
Pagine: 192
Prezzo: 16.00 €
Acquistalo subito: Le signore in nero

Sydney 1950. Sui manichini spiccano le gonne a balze e i corpetti arricchiti degli accessori più preziosi. Ma Goode’s non sono solo i più grandi magazzini della città, dove trovare l’abito all’ultima moda. Per quattro donne che lavorano sono anche l’unica occasione di indipendenza. Mentre con le loro eleganti divise di colore nero consigliano le clienti su tessuti e modelli, nel loro intimo coltivano sogni di libertà, di un ruolo diverso da quello di figlia, moglie e madre. Lesley sogna di continuare a studiare, anche se il padre non ne vuole sentir parlare. Poi c’è Patty che solo sul lavoro sente di valere qualcosa, mentre a casa il marito la tratta come fosse trasparente. Anche per Fay andare al grande magazzino ogni mattina significa sentirsi meno sola. A sorvergliarle come una madre c’è Magda: le sprona a inseguire i loro desideri e a trovare il proprio stile nel vestire, a coltivare l’idea che una donna possa raggiungere qualsiasi obiettivo. Per tutte è in arrivo un tempo di grandi cambiamenti e opportunità inaspettate. Tra un party, un nuovo vestito e nuove consapevolezze, Lesley, Patty, Fay e Magda vivranno il momento magico in cui si decide chi si vuole essere davvero.

 

Il weekend è alle porte, si prospettano due giorni caldi e densi, la settimana è trascorsa in un lampo così come la mia lettura di Le signore in nero, il primo romanzo di Madeleine St John ad essere pubblicato in Italia. Appena mi sono imbattuta in questa storia sono rimasta subito molto colpita, ovviamente non solo dalla meravigliosa copertina, mi ha catturata la trama, le tematiche e l’affascinante #throwback agli anni ’50.

 

Patty, Fay e Miss Jacobs (il cui nome di battesimo era un segreto per tutti) arrivavano all’ingresso per i dipendenti di Goode’s alle nove meno venti del mattino, se non che Fay di tanto in tanto era in ritardo e non faceva niente per nasconderlo, in disordine e impaurita com’era. Salivano con l’a- scensore apposito in cima all’edificio, dove si trovavano i locali destinati ai dipendenti e all’amministrazione, e si dirigevano verso lo spogliatoio, oltre la contabilità, per indossare i grembiuli neri appesi negli armadietti dove li avevano lasciati la sera prima dopo essersi cambiate per andare a casa.

 

Il nostro viaggio tra carta e inchiostro ci fa approdare sulle coste australiane, più precisamente a Sidney nel 1950. Amo davvero follemente quel periodo, e di conseguenza non posso non adorare romanzi come Le signore in nero, che riportano a galla gli usi, i costumi e le tradizioni di quegli anni colorati e spensierati. Le protagoniste del romanzo sono quattro donne, quattro commesse di Goode’s, i più importanti grandi magazzini della città; ogni giorno varcano le porte di cristallo, calzano il loro formale abito nero e iniziano a soddisfare le più svariate richieste in campo abbigliamento delle donne australiane, portanto con sé i tra un camerino e l’altro i loro sogni, le loro paure e le loro ambizioni. La voce di Madaleine St John è forte e avvolgente, con ironia e divertimento ricostruisce molte problematiche affrontate dalle donne in quegli anni del dopoguerra, in momento in cui essere una donna non era per niente semplice, essendo un periodo storico sospeso tra l’oscurità dellle tradizioni e dei pregiudizi del passato e la luminosa voglia di innovazione e cambiamento. Le stesse protagoniste ci immergono nei loro dilemmi ma sportattuto nei loro sogni: desiderano indipendenza, affermazione e considerazione, sognano di poter inseguire i propri desideri per diventare chi vogliono essere. Madaleine St John con scioltezza e semplciità affronta molte tematiche interessanti e attuali, nel suo piccolo “pollaio” vengono covate emozioni e soprattutto la voglia di libertà.

 

Alle nove del mattino del terzo lunedì di dicembre le porte di vetro e mogano dei Grandi magazzini Goode’s si aprirono per lasciar passare una fiumana di signore mattiniere, determinate a proseguire la loro campagna acquisti in vista del Natale. Dai pendii boscosi del salubre North Shore agli affascinanti stucchi degli Eastern Suburbs, dalla signorilità fuori moda dei Western alla terra incognita dei Southern, le signore avevano viaggiato su treni, autobus, tram o persino taxi per raggiungere finalmente questo scenario di frenetica attività.

 

Patty è una commessa del reparto abiti da cocktail, il lavoro è la sua via di uscita da una vita familiare monotona che non le ha ancora dato la soddisfazione di diventare madre. Patty e il marito hanno provato ad avere un figlio, ma le loro interazioni sono state sempre ridotte ai minimi termini, e come tutti sappiamo un bambino non si fa certo da solo! Il marito di Patty è un gran lavoratore e divoratore di bistecche, quando rientra dal pub abbastanza ubriaco reclama a gra voce la sua fetta di carne prima di andare a dormire. L’uomo non ha la minima considerazione della donna con cui vive, di come sta, di quello che prova; è come se fossero due estranei che abitano insieme per convenienza. Patty invece vorrebbe ricevere attenzioni da suo marito, un rapporto sano e vivace, e desiderebbe molto diventare madre, ma ciò che la attende sono gironate e nottate di solitudine.
Fay, collega di Patty, lavora nel reparto di abiti da cocktail di Goode’s, è una donna che si aggira sui trent’anni e non ha ancora trovato la stabilità del matrimonio. Fay è terrorizzata dall’idea di essere troppo vecchia per essere presa in moglie, per cui con l’aiuto di una cara amica continua a partecipare a feste e ricevimenti nella speranza di trovare l’uomo giusto. Purtroppo però gli uomini con i quali Fay si intrattiene hanno un solo obbiettivo, e lei è risoluta a non assecondarli. Fay ultimamente è sempre più sconsolata, non ha più intenzione di partecipare ai party nei quali viene coinvolta per essere presentata inutilmente a tizi su tizi, sente che il suo orologio irrimediabilmente avanza spietato.

 

Basta che lavorino cinque minuti con Magda ed eccole che si mettono a comprare dei modelli esclusivi. Complimenti! Deve aver scialacquato l’intero stipendio. Basta con le supposizioni!” Sotto l’altro braccio Lisa teneva una scatola più piccola con un fiocco rosa. “Cioccolatini?” pensò Mr Ryder. “Non so che cosa altro potrebbe essere. Insomma: una ragazza, un vestito nuovo, una scatola di cioccolatini. E non era così che doveva essere?”

 

Lesley è una ragazza giovane che si è appena diplomata, nell’attesa di conoscere i risultati e prendere in mano il suo futuro ha deciso di provare a lavorare da Goode’s candidandosi come Lisa, per la posizione a tempo determiato di stagista. Lisa viene assunta per dare supporto durante il periodo di fuoco di Natale al reparto abiti da cocktail, con l’opportunità di aiutare anche Magda, la responsabile del prestigioso reparto degli abiti esclusivi. L’obbiettivo della ragazza è accantonare qualche risparmio in vista dell’università, i suoi voti a scuola sono sempre stati eccellenti e Lisa sogna di laurearsi, il padre invece è deciso ad ostacolare il suo desiderio perché non è necessario che una ragazza continui a studiare. Lisa, tenendo sempre di vista il suo obbiettivo, è emozionata all’idea di avere una nuova identità nella quale si rispecchia; il primo giorno varca con titubanza e timidezza le porte di cristallo dei magazzini, certa di essere poco più di una ragazzina che si affaccia in un nuovo mondo, ma si chiuderà la porta dietro di sé alla fine dell’esperienza da donna. Lisa è una ragazza carina che non cura particolarmente il suo modo di vestire e il trucco, è ancora un bruco che deve trasformarsi in farfalla e iniziare a vivere la propria vita, in questa importante metamorfosi riceverà il prezioso aiuto di Magda. Magda è la respondabile del reparto dedicato agli abiti esclusivi, se vuoi essere certa che nessun altra donna sia vestita uguale a te e il prezzo non è minimamente un problema quello è il posto giusto! Magda è una donna bellissima e molto curata, è invidiata e oggetto delle malelingue delle sue colleghe che lavorano nell’attiguo reparto abiti da cocktail.

Era impensabile che Magda indossasse l’abito nero di ordinanza mentre presiedeva il settore Modelli esclusivi. No, in questo campo (come in molti altri) era stato raggiunto un compromesso in base al quale Magda accettava di vestirsi di nero, ma alle sue condizioni. Aveva comprato un’intera collezione di abiti adatti allo scopo, che erano illuminati, per non dire migliorati, da piccole aggiunte di bianco – un colletto, dei polsini, o entrambe le cose – o persino, in un caso, da alcuni dettagli rosa pallido, che aveva scovato in quelle boutique costose di cui era cliente abituale e in cui godeva di uno sconto sovvenzionato da Goode’s.

 

Magda è emigrata dalla Slovenia, è approdata con difficoltà in Australia ed è riuscita ad inserisrsi perfettamente nel nuovo paese; è una donna piuttosto colta e sicuramente molto sensibile alle problematiche altrui, anche se a prima vista può sembrare il contrario. Magda è il personaggio che non ti aspetti, la St John la descrive in un modo e poi nella lettura si rivela completamente diversa (in positivo) da come la si è portati a immaginare. È un personaggio molto positivo, nonostante le malelingue e le continue critiche ricevute di sottecchi dalle colleghe, le spinge come una mamma chioccia ad inseguire i propri sogni e obbiettivi, mostrando loro che anche le donne possono arrivare dove vogliono. Le protagoniste sono così perfette in tutte le loro imperfezioni, leggere questo romanzo è come essere immersi in uno scorcio di vita vera, si ha la sensazione che sicuramente qualcuna in quegli anni ha vissuto ciò che le nostre amiche ci narrano.

Le signore in nero è un romanzo ironico e divertente che spinge a riflettere su molti aspetti dell’essere donna in un mondo che era, e possiamo dire è, ancora troppo maschile. La forza e l’imperfezione che caratterizza le protagoniste nate dalla penna di Madaleine St John, è un invito a non arrendersi, un invito a combattere per ciò che desideriamo perché abbiamo la forza e le capacità per arrivare dove vogliamo, sempre.

 

 

 

 

 

Desclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Garzanti Libri per la copia omaggio

 

May the Force be with you!
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