Let’s talk about: 1219 Anno Domini di Natalino Faletti (Leone Editore)

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Cominciamo la settimana con il racconto di Natalino Faletti, “1219. Anno Domini”, debutto dell’autore con Leone Editore. 

Data di uscita: 20 Giugno

Acquistalo subito: Anno Domini

Editore: Leone Editore
Collana: Orme
Genere: Romanzo storico

Prezzo: € 9,90
Pagine: 144

Ambientato nel 1219, nel pieno di un Medioevo fantastico e veritiero, questo romanzo breve narra l’ascesa dei Dal Bosco, che da umili contadini si elevano al rango di abili commercianti e, infine, marchesi di Rutignano grazie ai prestiti concessi a nobili di rilievo e ai vertici della Chiesa. L’epopea familiare, segnata dalla misteriosa sparizione di Lapo, figlio del marchese, è narrata da Francesco, enigmatico segretario del capofamiglia e personaggio avvolto nell’ombra.

Di storie di assenze, o meglio, di spettri, entità che si aggirano tra le pagine di un romanzo breve e diventano una presenza fissa, l’equazione attorno alla quale – volente o nolente-, ruotano le vite dei personaggi che lo popolano. È questo il caso di “1219 Anno Domini”, un racconto ambientato in un Medioevo che nonostante i secoli di distanza, nella sua descrizione, ricorda qualcosa del nostro presente, il malcontento, la rabbia e la sfiducia in un sistema che non funziona, dove persino la fede è in crisi. Credere infatti non porta più alcun “sollievo”, si teme molto di più il presente che il giudizio universale.

In questo ambiente teso il segretario del marchese Orso Rutignano, Francesco, ci offre uno squarcio nella vita di una famiglia frammentata e di tutti coloro che la circondano per arrivare al macigno che incurva l’esistenza di un uomo e la presenza soffocante di un nobile che con il terrore tenta di cancellare gli orrori commessi. Colui che ha scelto di accantonare il cognome Dal Bosco per cancellare il passato diventa una parte delicata di un ingranaggio che mostra le sue crepe quando la figura di Lapo invade i ricordi, trascinando chi legge in squarci di vita dove i personaggi diventano altre parti del meccanismo che nonostante gli alti e bassi continua, a fatica, a funzionare.

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Scritto in prima persona, 1219 Anno Domini è un breve racconto che come una lente d’ingrandimento dilata il tempo, i dettagli si scorgono nelle pieghe, laddove nessuno si sofferma a guardare. Questo particolare rende la lettura intrigante, un modo per osservare un “simbolo” da un punto di vista diverso, quello di colui che svolge i compiti, si “cela” dietro le quinte, ma osserva, scruta dietro la maschera e fa emergere le sfumature che non si colgono, non subito almeno.

Il fascino di questo volumetto però non era intenso abbastanza da rapirmi come avrei voluto, mancava giusto quel pizzico di emozione in più, quella scintilla che ogni tanto veniva meno e mi lasciava con la voglia di quel qualcosa che però non potevo avere in quel momento. Eppure senza ombra di dubbio c’è qualcosa di intrigante nello stile di Faletti, lo dimostra il fatto che nonostante le imperfezioni sa evocare immagini e sensazioni, far breccia nell’animo, tirando fuori il meglio dalla sua storia, il che mi ha incuriosita al punto tale che vorrei vederlo all’opera con qualcosa di più esteso, un romanzo che dia sfogo alla sua abilità da narratore e mi permetta di vedere quelle scintille accendersi e divampare creando un fuoco sempre più grande.

1219 Anno Domini è la crepa che continua a sbriciolarsi, lo specchio di un mondo che continua a commettere gli stessi errori, a schierarsi con i vincitori e mai con i vinti. 

«Il silenzio e il buio rendono più acuta ogni sensazione.»

 

 

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Leone Editore per la copia omaggio.

 

 

 

May the Force be with you!
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