Let’s talk about: La porta del buio di Franco Limardi (Leone Editore)

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Salutiamo novembre con il romanzo di Franco LimardiLa porta del buio, pubblicato da Leone Editore nella collana che adoro, Mistéria.

Data di uscita: 31 Ottobre

Acquistalo subito: La porta del buio

Editore: Leone Editore
Collana: Mistéria
Genere: Thriller

Prezzo: € 14,90
Pagine: 478

Giorgio Brentani è un poliziotto in gamba ma da tempo presta il suo servizio seduto a una scrivania: la sua famiglia è morta in un incidente e l’episodio l’ha segnato profondamente. Tuttavia, davanti a una serie di omicidi truculenti e inspiegabili, il commissario capo Cacciatori gli chiede di tornare in campo. Le vittime vengono trovate appese a testa in giù, piene di ferite e sangue rappreso, circondate da parole antiche e misteriose disegnate con la vernice a formare un intreccio inquietante. Le indagini conducono Giorgio e il suo amico e ispettore Portinari in un vecchio orfanotrofio, chiuso da anni, che nasconde un segreto terribile. La verità sembra sempre più vicina, ma ogni passo verso la soluzione del caso è ostacolato da qualcuno di potente, che non vuole rivangare il passato e che, forse, è più pericoloso del colpevole stesso.

Saluto novembre a modo mio, con un thriller. In un certo senso si può dire che il mio è un venerdì nero, che chiude la mia thriller week con un titolo del catalogo di Leone Editore, “La porta del buio” di Franco Limardi, un romanzo che -lasciatemelo dire- ha superato le mie aspettative.

Se ripenso ai thriller che ho avuto la fortuna di leggere quest’anno mi trovo in difficoltà a decretare un vincitore, se ricordate anche le altre pubblicazioni della collana Mistéria mi avevano colpito, per un motivo o per un altro, la verità è che quando si tratta di thriller non riesco a trattenermi e di conseguenza inizio ad abbuffarmi. Questo mi ha permesso di intravedere, come posso dire, uno schema? Sì, una sorta di modus operandi tra le firme che arricchiscono i titoli della casa editrice: che ingranino lentamente oppure no il risultato è sempre lo stesso, assuefazione totale.

Questa volta non è stato diverso. Franco Limardi tesse una storia che si scopre punto dopo punto, dove per riuscire a vedere l’opera finale bisogna passare su tutte le cuciture, esplorando appieno la tela intessuta da immagini spezzate, distorte, che si formano nell’oscurità e che vengono rese in maniera vivida dallo stile dell’autore.

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Certe porte dovrebbero restare chiuse, lo pensiamo tutti noi. Riaprire il vaso di Pandora e fare i conti con il passato sono due cose che spaventano, liberare fantasmi o orrori comporta renderli reali e tangibili, donandogli la capacità di ferire gli altri ed è la consistenza che si dà a ciò che è stato a renderlo pericoloso o nel caso di questo romanzo a riportare alla luce gli antichi scheletri nascosti in un gigantesco armadio all’apparenza sfarzoso ma che al suo interno è assolutamente raccapricciante.

Le cicatrici del commissario Giorgio Brentani sono fresche, di quelle che non svaniscono mai del tutto, perdere la propria famiglia è qualcosa che segna nel profondo e innalza un muro per difendersi dal mondo esterno. Da un lavoro d’ufficio alienante torna sul campo per richiesta del suo capo, il commissario Cacciatori, ma vittima dopo vittima è chiaro che quelle ferite sono ancora fin troppo vivide per poter restare immune agli orrori che si riversano dinnanzi ai suoi occhi. Figure nell’oscurità si muovono indisturbate, cercano di trascinare a fondo il commissario, portandogli via fino all’ultima briciola di equilibrio, il quale – seppur precario – lo tiene in piedi.

Il nostro sipario si apre con l’omicidio della famiglia Gangemi, dove il colpevole si è accanito sulla figura maschile, il patriarca, mostrando “pietà” nei confronti degli altri, uccidendoli rapidamente e senza farli soffrire troppo, cosa che non si può dire per il padre di famiglia. Da questo caso cominciano a verificarsi anche altri omicidi, una catena che inizia con il sangue che reclama altro sangue.  È già successo in passato e continua a succedere anche nel presente.

L’oscurità forma e deforma gli orrori che vengono filtrati dagli occhi dell’innocenza e contrapposti a quelli di chi porta con sè un peso enorme sulle spalle, lo stesso che si riflette nello sguardo e che permette di accentuarne il contrasto e mentre il commissario Brentani cerca risposte nelle tenebre qualcuno continua a deviare il suo percorso. Nonostante il vaso di Pandora  sia stato aperto c’è ancora qualcuno che cerca di richiuderlo, sperando che una volta fatto tutto il male che ne è fuoriuscito si dissolva nel nulla e senza lasciare alcuna traccia. 

Senza ombra di dubbio questo è un thriller che va assaporato poco a poco, dandosi il tempo di assimilare la storia e di apprezzare il quadro che ne viene fuori, quello di una città, Roma, macchiata di nero, come gli schizzi di una triste pozza di catrame, dove il senso di parole antiche si perde nell’oscuro groviglio dell’ignoranza. 

Uno degli aspetti che mi ha particolarmente colpita, oltre la storia, è il modo di narrare di Limardi, che scava a fondo senza mai fermarsi, tirando fuori tutto da ogni situazione, arricchendola con uno stile ricercato ma incalzante, che rievoca immagini chiare nella mente di chi legge, facendolo sentire parte della scena. Che sia un tremolio della luce al neon o lo stato d’animo del suo commissario, Limardi ci regala una visione ampia di ogni singolo frammento che arricchisce la scena.

Possiamo immaginarlo come un chirurgo, preciso e pulito, capace di cogliere nel segno senza mai sbagliare, senza mai raccontare qualcosa di superfluo, ricordando a noi lettori che è proprio lui, l’autore ad avere la penna dalla parte del manico, e che con un semplice gesto è capace di catturarci senza lasciarci scampo.

“La porta del buio” è una storia filmata in Super 8, ma non una di quelle belle e rassicuranti, ma un vero e proprio incubo che riaffiora sulla superficie di un lago di sangue.

«Il sussurratore? Sì, è un altro modo di chiamare il diavolo, colui che sussurra alle orecchie degli uomini le lusinghe che poi li spingono a commettere azioni malvagie.»

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Leone Editore per la copia omaggio.

 

May the Force be with you!
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