Un libro per due: La casa sul lago di Joe Clifford (Leone Editore)

Per Un libro per due io e Sara di Bookspedia abbiamo scelto il romanzo di Joe Clifford, “La casa sul lago”, edito da Leone Editore e tradotto da Emma Lenzi.

Data di uscita: 11 Febbraio

Acquistalo subito: La casa sul lago

Editore: Leone Editore
Collana: Mistéria
Traduzione: Emma Lenzi
Genere: Thriller

Prezzo: € 15,90
Pagine: 360

In una notte di tempesta, Tracy Somerset sta vagando per i corridoi di un supermercato con suo figlio Logan addormentato sulla spalla, quando incontra Greg, un uomo gentile e affascinante, che l’aiuta con il bambino e le offre un caffè. Greg si è appena trasferito lì, nella cittadina di Covenant, e sta costruendo una casa sul lago Shallow. Tra i due scatta subito la scintilla e Tracy, dopo il suo divorzio burrascoso, pensa di avere finalmente la possibilità di ricominciare. Ma quello che Tracy ancora non sa è che su Greg pende un sospetto terribile: l’uomo, infatti, è stato accusato di aver ucciso sua moglie April. E, quando una ragazza viene trovata morta poca distanza da casa sua, Tracy deve iniziare a chiedersi chi sia veramente l’uomo di cui si sta innamorando.

Mi piace tuffarmi in atmosfere grottesche e scoprire le insidie che si celano in alcuni luoghi perché non riesco a resistere alla possibilità di fare luce su misteri così radicati nel tempo da mettere a dura prova i personaggi che popolano le pagine della storia di cui vi parlo oggi: La casa sul lago, la mia lettura condivisa con Sara.

La vita di Tracy Somerset viene stravolta dall’incontro con Greg Norman, un uomo affascinante e misterioso che l’aiuta mentre sta attraversando un momento difficile. Sembra quasi la scena di un film, i due che si incontrano, si innamorano e vivono per sempre felici e contenti. Ma non è questo il tipo di storia, non per Tracy che sta ancora cercando di mettere insieme la sua vita dopo il tradimento di Brett, suo marito. Tuttavia basta quel breve istante per assaporare un piacevole e fugace attimo di felicità, uno dei primi dopo la nascita di suo figlio Logan.

Shallow Lake è un luogo suggestivo, basta avvicinarsi per sentire quel brivido che corre lungo la schiena, presagio del fatto che qui accadono cose strane, che l’oscurità si annida vicino alle sue rive quasi come se sapesse che tutto ciò che accade in questo posto è causa di queste oscure vibrazioni. La quiete di Covenant viene interrotta dopo vent’anni e lo sceriffo Dwayne Sobczak sa bene cosa significa, una casa sul lago in costruzione riporta alla memoria un triste passato, un evento che a distanza di anni continua a perseguitarlo e a minare la sua pace interiore, qualcosa che sembra impossibile lasciarsi dietro come un’ombra che segue ciò a cui è attaccata, un’entità così problematica da piombare in un momento delicato: Greg Norman.

Greg Norman è il comune denominatore di molte cose. Il suo passato lo rende il capro espiatorio perfetto per qualsiasi cosa. Quando viene ritrovato il cadavere di una ragazza nei pressi della sua futura dimora viene subito additato come potenziale assassino, ogni accusa ricade su di lui e poco importa che in passato sia stato assolto per l’omicidio di sua moglie, per chiunque è colpevole fino alla fine. Anche per una come Tracy diventa difficile affrontare il presente soprattutto quando la polizia viene a bussare alla sua porta per domandargli di quel piacevole incontro distruggendo così l’immagine idilliaca che si era costruita.

Da qui la storia prende una piega decisamente interessante perché al centro non ci sono più Greg e Tracy ma l’intera comunità di Covenant, messa sotto la lente d’ingrandimento per i lettori e trasformata quasi in un ammasso di cavie da studiare, ognuna con i suoi comportamenti strani, le sue fobie e i suoi rituali, mettendo in luce tutto ciò che il passato cela alla vista quando si entra con nonchalance a Covenant. Guardandosi attorno si notano piccole discrepanze, strane figure che cominciano a muoversi in maniera sospetta, come il dottor Meshulum Bakshir o lo zio Bob, personaggi così caratterizzanti da fare in modo che difficilmente passino inosservati.

Il mix di tutti questi elementi crea una comunità viva, basata su fondamenta traballanti fatte di segreti e dicerie, rancori mal celati e piccoli gesti di odio che rendono palese che l’aria che si respira qui non è sana, che la follia della colpa è già dilagata e che gli elementi più impensabili sono collegati gli uni agli altri nel tessere un’intricata matassa che rende un po’ tutti colpevoli, anche perché non è solo chi compie l’atto ad essere un assassino, anche chi sa e tace è colpevole.

Da una parte questo insieme è intrigante ma in alcuni punti può risultare un po’ dispersivo, Joe Clifford attinge al suo passato per creare una storia cupa: dalla sua esperienza in una clinica di riabilitazione nascono personaggi distrutti e fragili le cui cicatrici sono profonde e altri che invece hanno saputo nascondersi così bene, ma è nello scavare nel passato che certe maschere finiscono per frantumarsi e nel farlo arriva quel finale che tronca di netto ogni certezza. Lo stile di Joe Clifford, infatti, si è rivelato vincente, è riuscito a rendere tridimensionali i suoi personaggi e vivide le loro esperienze in un thriller accattivante dai luoghi tetri e al tempo stesso suggestivi.

“La casa sul lago” è quel luogo infestato sulla bocca di tutti, dove ogni fantasma è una diceria di paese, un tetro ricettacolo di oscuri pensieri che portano un passato doloroso nel presente, distruggendo la vita di chi vi abita.

«La mente può essere una serva meravigliosa e una padrona brutale».

 

 

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Leone Editore per la copia omaggio.

 

 

May the Force be with you!
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