Un libro per due: Gli scomparsi di Alessia Tripaldi (Rizzoli)

Per Un libro per due io e Sara di Bookspedia questa volta abbiamo scelto un thriller psicologico, sto parlando de “Gli scomparsi” di Alessia Tripaldi, edito da Rizzoli.

Data di uscita: 7 Luglio 2020

Acquistalo subito: Gli scomparsi

Editore: Rizzoli
Genere: Thriller psicologico

Prezzo: € 19,00
Pagine: 400

Un cadavere mutilato emerge da un tumulo di sterpaglie. Un ragazzo scalzo e magro dice di chiamarsi Leone e che quello è il corpo di suo padre, con cui ha sempre vissuto nei boschi. Quale segreto si nasconde tra le montagne impenetrabili del Centro Italia? La risposta spetta al commissario Lucia Pacinotti. «Un’altra sigaretta e poi vado» è la frase che ripete tra sé mentre è appostata in macchina cercando il coraggio di bussare alla porta del suo vecchio compagno di università, Marco Lombroso. Nonostante la frattura improvvisa che li ha separati anni prima, lui è l’unico che può aiutarla a dipanare il mistero del “ragazzo dei boschi”. Ciò che Lucia non sa è che bussando a quella porta costringerà Marco a riaprire anche il vecchio baule ereditato dal suo avo, Cesare Lombroso. Tra le pagine dell’Atlante dei criminali, nei pattern che collegano i crimini più efferati della Storia, si cela la verità, ma per trovarla è necessario addentrarsi nei fitti boschi delle montagne e in quelli ancora più intricati dell’ossessione per il male.

È da un po’ di tempo che non parlo di thriller qui sul blog e non potevo scegliere compagna migliore di Sara per inaugurare il 2021 con un nuovo articolo di Un libro per due. Il protagonista di oggi quindi appartiene al genere che adoro ma con una componente un po’ più psicologica, si tratta de “Gli scomparsi” di Alessia Tripaldi, uscito l’anno scorso per Rizzoli, un buon esordio che nonostante la lentezza in alcuni punti risulta molto accattivante nel raccontare e proporre al lettore la criminologia attraverso un caso complesso che fa risaltare l’importanza di questo ramo di studio.

Luoghi quasi spettrali fanno da cornice alla prima indagine di Marco Lombroso, un uomo che si è ritrovato a fare i conti con l’importanza del suo stesso cognome dato che il suo avo, Cesare, era il padre della criminologia moderna; la sua ombra lo stringe quasi come se fosse un cappio, Marco non ha mai finito gli studi di Criminologia e sente il peso del suo sangue, infatti ha scelto di allontanarsi il più possibile dalle orme del suo trisavolo e ha ripiegato su un lavoro totalmente differente nella speranza di riempire un vuoto incolmabile. 

Nel tentativo quasi disperato di colmare il vuoto lasciato da questa sua mancanza si rifugia nei piaceri fugaci e carnali perdendo totalmente la bussola, un errore dietro l’altro lo porta fra le braccia di una donna sposata, ma a ristabilire in un certo senso il suo equilibro è una sua vecchia conoscenza: Lucia Pacinotti, la sua ex compagna di corso ora commissario della polizia che cerca in Marco le risposte per un caso complesso, qualcosa che da sola non riesce ad analizzare perché è consapevole che all’appello mancano molti pezzi di questo intricato puzzle.

Nel momento in cui Leone entra a far parte di questo caso le tessere del mosaico iniziano a diventare più visibili, si vede l’insieme ma non l’immagine completa, sono molti i lati oscuri che cela il ragazzino e la morte del presunto padre non fa che mettere in luce il suo passato travagliato. Si rifiuta di parlare, non vuole che si scavi dentro di lui e come se non bastasse al minimo tocco diventa quasi un animale selvaggio. Nonostante Marco cerchi di starne fuori è impossibile resistere a quel richiamo, sa bene che il suo punto di vista può dare una svolta alle indagini. Riesce a vedere oltre le apparenze e a forare il velo, tutto ciò che si cela dietro di esso non è altro che la verità nascosta nei boschi, qualcosa di doloroso e scomodo seppellito sotto il fogliame, invisibile ad occhio nudo e così importante da essere il tassello centrale di questo enigma.

Aiutato in qualche modo dal suo avo, Marco intraprenderà un viaggio oscuro alla scoperta del suo io interiore, quello che da sempre brama la verità, lo stesso istinto che lo aveva spinto a tentare la strada del criminologo ma che, in quel caso, non si era rivelato sufficiente per portarlo a termine. Questo suo istinto inizia però a risvegliarsi nel momento in cui parla con Leone, quando inizia a scavare nell’Atlante Criminale del suo antenato riscopre quella passione che li lega saldamente, riscopre quel pezzo mancante della sua esistenza, quello che combacia perfettamente con quel vuoto che ha sempre tentato di colmare in maniera sbagliata.

Ho trovato affascinante la parte riguardante gli studi di Lombroso e Jung, una full immersion nel mondo della criminologia, un tuffo attraverso la mente criminale e tutti i meccanismi perversi e contorti che spingono gli esseri umani a commettere un crimine, ma non solo, anche la riscoperta di un istinto a lungo sopito che suscita la curiosità non solo di Marco ma anche del lettore che lo segue, così come la figura dell’Angelo Custode che mi era totalmente sconosciuta e che in questo caso si è rivelata la giusta intuizione per dare una svolta al caso.

Gli scomparsi è una storia cruda, una lenta discesa nell’oscurità, una ricerca minuziosa che in un modo o nell’altro porta fuori gli orrori che si celano fra i boschi.

«La mia idea è che le menti criminali non siano altro che questo: l’espressione psicotica del lato ombra».

 

 

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Rizzoli per la copia omaggio.

 

 

May the Force be with you!
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