Mare di Libri 2017: Un resoconto del festival dedicato ai giovani lettori

Mare di libri, il festival dedicato ai giovani lettori, si è concluso da qualche giorno e noi abbiamo partecipato all’evento al meglio delle nostre possibilità.

L’incontro con Leonardo Patrignani, autore di Time Deal.

Ma prima di scendere nei dettagli del festival vediamo esattamente di cosa stiamo parlando.

Mare di libri nasce da un’idea delle libraie della libreria dei ragazzi Viale dei Ciliegi 17 di Rimini.

Appassionate frequentatrici di festival ed eventi letterari, sognavano da tempo di realizzare un festival che fosse dedicato specificatamente ai ragazzi più grandi; hanno così ideato “Mare di Libri” e presentato il loro progetto a Beatrice Masini, editor Rizzoli, che ha condiviso il loro entusiasmo. Grazie alla collaborazione con la casa editrice Rizzoli “Mare di Libri” è diventata realtà.

Nel marzo 2008 è stata fondata l’Associazione Culturale Mare di Libri che gestisce completamente il Festival.

Ma la vera forza del Festival sono i volontari che vi lavorano, ragazzi delle scuole superiori e medie della provincia di Rimini.

Questo è in breve Mare di Libri, che a mio parere è una splendida iniziativa per tentare di avvicinare i ragazzi alla lettura e devo dire che vedere così tanti ragazzi impegnati nel rendere possibile questo evento è senza dubbio qualcosa di magnifico ed appagante, soprattutto perchè dimostra che non siamo ancora scivolati nel baratro di ignoranza e disinteresse creato dai social network (per fortuna).

Martyn Bedford firma un autografo

Lo staff manifesta un grande impegno nel lavoro che svolge, infatti ogni “squadra” di ragazzi ha un suo specifico compito da assolvere e lavorando assieme creano un meccanismo ben oliato, che funziona ormai da ben dieci edizioni.

Gli eventi proposti erano tutti interessantissimi e hanno coinvolto autori sia italiani che stranieri del calibro di Licia Troisi, Leonardo Patrignani, Martyn Bedford, Kenneth Oppel e Jennifer Donnely.

Avvicinare simili autori ai ragazzi e creare un confronto diretto con i loro autori preferiti è un’ottima scintilla per creare un dibattito interessante e coinvolgente, che aiuta i giovani lettori non solo a prendere fiducia in se stessi e aprirsi esprimendo la propria opinione o ascoltando quelle degli altri, ma che mostra loro che i grandi autori che di solito vediamo solo dietro le copertine dei libri non sono irraggiungibili ed eterei, ma persone reali e tangibili.

Personalmente ritengo che simili iniziative siano indispensabili al giorno d’oggi, perchè sembra sempre che la vita dipenda da quanti like si ricevono, da quante persone ci seguono, da quale sia la discoteca più popolare e chi sembra il più adulto della classe, dando sempre più rilievo alla quantità e alla massa invece che alla qualità e alla sostanza.

La fila per gli autografi.

E i libri sono ricchi di questa sostanza che sta venendo a mancare, sta solo a noi scoprirla ed interpretarla aprendo la nostra mente e sono proprio iniziative come queste che lo rendono possibile.

Purtroppo non posso dire molto altro riguardo al festival avendo avuto la possibilità di assistere soltanto a tre incontri, ma in tutte e tre le occasioni ho riscontrato alcuni problemi che mi hanno lasciato leggermente dubbioso su alcune questioni.

La prima riguarda gli eventi a pagamento. Infatti quasi tutti gli eventi del festival avevano un costo di 3 o 5 € con posti limitati. Ovviamente non critico il costo degli eventi, che servirà a pagare le spese di un festival del genere, quello che critico è il criterio dei posti limitati.

Katherine Rundell

Molti eventi avevano un limite di 40 / 60 posti  con l’ovvia regola di lasciar sedere i bambini prima degli adulti e fin qui non ci sono problemi. Ho avuto qualche dubbio invece quando ho notato che agli aventi ai quali ho partecipato il 70 % dei posti fossero occupati dallo staff di Mare di libri. Certo, sono ragazzi anche loro e vogliono partecipare agli eventi, ma se per un evento da 60 posti, 40 sono occupati dallo staff (muniti di pass ospiti che permettono l’accesso gratuito a tutti gli eventi) e 20 dagli spettatori, oltre che ridurre i posti liberi per chi è interessato a partecipare all’evento, si limitano moltissimo anche gli introiti che derivano dalla vendita dei biglietti.

Togliendo la possibilità a 40 persone paganti di entrare in sala, si è costretti per forza di cose a far pagare 3 euro un biglietto. A mio parere sarebbe stato più giusto lasciare i posti a sedere al pubblico pagante, magari abbassando il prezzo ad 1 o 2 €, in modo da attirare un pubblico maggiore con una cifra irrisoria e guadagnare la stessa cifra che si guadagnerebbe lasciando liberi soltanto 20 posti a sedere se non di più.

Per quanto lo staff abbia fatto un lavoro eccezionale nell’organizzare l’evento, non penso che togliere a 40 persone paganti la possibilità di godersi lo spettacolo sia una mossa astuta. In fondo lo scopo di questa iniziativa è avvicinare i ragazzi alla lettura, ma se gli spettatori sono coloro che già sono immersi nel mondo della lettura il tutto diventa abbastanza controproducente.

Jennifer Donnelly firma un autografo.

La seconda questione che mi ha lasciato qualche dubbio riguarda anche le risorse umane utilizzate nella gestione degli eventi. Infatti durante gli eventi ho notato che le biglietterie erano occupate da sei o sette ragazzi mentre soltanto due di loro si occupavano della vendita dei biglietti. Questo mi sembra uno spreco di risorse che potrebbero essere utilizzate invece in altri modi. Questa ovviamente non è una critica, in fondo sono ragazzi e non adulti pagati per lavorare quindi non è strettamente necessario far pesare loro la gestione di un evento come fosse un lavoro, ma ritengo che lasciando due o tre persone al botteghino di ogni evento, si sarebbe potuto organizzare anche qualche evento di intrattenimento gratuito all’aperto in Piazza Cavour, la piazza situata al centro dell’evento, che invece era spoglia e vuota. So che si potrebbe dire che a mezzogiorno mettere un bambino sotto al sole in piazza non va bene, ma un tendone  per animare la situazione ed attirare l’attenzione del pubblico in strada non sarebbe guastato.

Anche l’evento mi è sembrato poco pubblicizzato a Rimini, infatti passando per le strade non si vedevano molti richiami visivi all’evento se non qualche cartellone e lo striscione in piazza Cavour, infatti come ho già detto avrei organizzato anche qualche attività gratuita all’aperto per attirare maggiormente l’attenzione dei passanti, ma probabilmente questa è una questione che potrebbe essere attribuita al budget o a qualche permesso non concesso dal comune, comunque qualche iniziativa in più non avrebbe guastato.

Leonardo Patrignani ci parla di Time Deal.

Detto questo io mi sento in dovere di ringraziare l’ufficio stampa di Rizzoli che ci ha permesso di conoscere Katherine Rundell e Kenneth Oppel fuori dai suoi eventi offrendoci la possibilità di vederli dal vivo e l’ufficio stampa di DeAgostini che ci ha concesso una bellissima intervista a quattrocchi con Leonardo Patrignani, anche questa volta fuori dagli eventi di Mare di Libri. Il loro supporto ci ha permesso di conoscere questi formidabili autori di cui stiamo leggendo i romanzi in questo momento.
Spero che questi miei consigli possano essere utili soprattutto allo staff d Mare di Libri, in modo che l’anno prossimo il festival possa avere ancor più successo e visibilità!
Noi speriamo di riuscire a partecipare anche il prossimo anno, magari anche in maniera più attiva e completa.

May the Force be with you!
Precedente Il solo modo per coprirsi di foglie di Laura M. Leoni | Recensione di Sandy Successivo L’amore è un gioco pericoloso di Rachel van Dyken | Recensione di Sandy