INK’S CORNER: La musa dimenticata di Emilia Cinzia Perri e D. Daniels

E dopo l’intervista alle autrici direi che è ora di parlare nel dettaglio della duologia, “La musa dimenticata. La storia di Hoffmann” di Emilia Cinzia Perri e DeDa Daniels.

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Editore: Edizioni BD | Pagine: 224 | Prezzo: € 24,00

In un cofanetto completo che contiene anche l’inedito volume secondo, ecco la serie tutta italiana ispirata ai personaggi e lo stile di Osamu Tezuka. Ad Amburgo, durante la Belle Époque, un giovane tenta di realizzare un sogno impossibile. Secondo la mentalità dominante nell’Impero Tedesco Markus Hoffmann dovrebbe diventare un soldato impeccabile, un marito severo, un cittadino modello per la gloria del secondo Reich. Lui vuole diventare soltanto un pittore… l’incontro con una donna misteriosa, la sua Musa ispiratrice, gli permetterà di realizzare il suo sogno di libertà? E se una potente maledizione gravasse sulla Musa che è stato in grado di richiamare dalle onde del mare?

Che cos’è in fondo l’ispirazione? Un impulso irrazionale che spinge una persona a creare qualcosa di nuovo, riversando sulla propria opera se stesso e di conseguenza anche i suoi sentimenti. Ma in passato per innescare l’impulso si ricorreva alle Muse, le dee degli artisti e degli inventori, creature bellissime in grado di spingere chiunque ne chiedesse il favore a creare opere grandiose. 

Nella serie de “La musa dimenticata. La storia di Hoffmann” di Emilia Cinzia Perri e DeDa Daniels, composta da due volumi, questo elemento ritorna, facendoci pensare ancora una volta a queste mitiche figure che ancora oggi sono un mistero. I grandi maestri si dice che si siano sempre appoggiati alle loro divinità per superarsi e diventare attraverso le loro opere gli artisti che conosciamo oggi, così famosi da essere diventati eterni. Ma non tutte le muse a quanto pare erano così inclini a portare al successo i loro protetti, una di loro, infatti, Ondina, è diversa dalle sue sorelle, condannata ad essere dimenticata dalla storia ispira i suoi devoti fino a farli raggiungere l’apice del successo, ma così come ci sono arrivati li precipita nel baratro dell’oblio non appena smettono di seguirla.

Markus Hoffmann è un giovanotto di talento, nato e cresciuto a Lubecca, è sempre stato un orfanello vivace, dallo spirito spensierato che ha sempre sognato di assaporare la libertà in quanto tale e non una pallida illusione di essa. Viene adottato da Andres Hoffmann, un saggio pescatore, che diviene il mentore del ragazzo alimentando la sua naturale predisposizione all’arte e arricchendo il suo bagaglio culturale con un carico indispensabile per il futuro. 

Ci troviamo alla fine dell’Ottocento, in un periodo storico delicato, dove non c’era spazio per i sogni e la guerra sembrava l’unica certezza all’orizzonte, dove ogni ragazzo vedeva sempre più vicino il giorno in cui gli sarebbero stati affidati una divisa e un fucile per difendere la patria, ma non per tutti è così, c’è ancora chi seppur nel suo piccolo riesce ancora ad avere una speranza per il futuro. Markus infatti è un ragazzo fortunato, il vecchio Andres gli ha regalato la possibilità di inseguire il suo sogno, di diventare pittore e dedicarsi anima e corpo alla sua meta. Si sa però che per certi sogni il prezzo da pagare è alto, Markus infatti deve rinunciare ai suoi affetti, la sua fidanzata Klara e il suo migliore amico Aron per poter intraprendere il suo camino come artista.

Guardare avanti, senza mai voltarsi indietro, lasciandosi alle spalle tutto quanto non è facile, non quando inseguire il proprio sogno significa scoprire che c’è sempre qualcuno che eccelle nello stesso campo in cui vogliamo sfondare, qualcuno migliore di noi che non riusciamo a raggiungere qualsiasi cosa facciamo. Ed è qui, in uno stato di angoscia e sofferenza, che fa la sua comparsa una Musa, Ondina, la vera chiave del successo, colei che è in grado di ribaltare le carte in tavola e trasformare quegli sforzi in gloria. 

Lavorare sodo ispirati da una Musa del suo calibro è qualcosa che a Markus viene spontaneo, ma più aumentano le richieste per i suoi quadri meno è il tempo che riesce a dedicare al vero se stesso. È in balia degli eccessi derivati dal suo nuovo mondo fatto di fama e successo da non accorgersi quanto stia diventando sempre più prigioniero della sua arte e schiavo dei suoi vizi, la libertà che tanto sognava è un ricordo lontano, qualcosa che sembrava allettante allora e che nel suo attuale presente non ha più importanza.

Qualcosa poco a poco si spezza quando comincia a rendersi conto di aver sottovalutato la sua scelta di intraprendere un viaggio con la sua Musa, accantonando tutto ciò che lo aveva guidato finora e per cosa? I riflettori di una luce che per quanto abbagliante hanno finito soltanto per spegnersi e lasciarlo nuovamente al buio. La maledizione della Musa però è qualcosa di incontrastabile, purtroppo Hoffmann non aveva modo di sfuggire a questo triste destino, lei stessa sapeva a cosa sarebbe andato incontro il giovane rivolgendosi a lei eppure lo ha aiutato lo stesso, dimostrandosi più vulnerabile del previsto.

Questa è una di quelle storie che riesce a raccontare molto più di quello che da a vedere, è una storia che fa riflettere non soltanto su quanto sia difficile creare qualcosa ma anche su quanto possa esserlo continuare a migliorarsi ogni volta, a dare sempre di più per coltivare la propria passione mettendo dalla propria vita qualunque altra cosa. Un prezzo da pagare così alto che soltanto in pochi sono riusciti a pagarlo senza diventare pazzi.

Allo stesso tempo è anche una storia di amicizia, di valori e famiglia, che si snoda tra le tavole meravigliose di DeDa Daniels, dove l’umanità raccontata da Emilia Cinzia Perri prende vita, inciampa e viene persino dimenticata, ribaltando le carte in tavola, trasformando i vincitori in perdenti e viceversa perchè non è la fama e la ricchezza ad essere il sinonimo della felicità, a volte sono le piccole cose, i piccoli traguardi che raggiungiamo, il sorriso di chi amiamo e persino le passioni che vibrano nel nostro corpo.

Le tavole infatti sono vivaci e dettagliate con disegni dalle linee accattivanti e dinamiche che tirano fuori il meglio della storia e riescono a catturare il lettore, catapultandolo in un’epoca difficile per i sognatori e ancor più difficile per chi non apparteneva alla giusta classe sociale.

Tra le labbra un nome viene sussurrato quasi in maniera spontanea quando si pensa a una serie come questa, Osamu Tezuka, padre dei manga, un uomo che attraverso lo spirito di queste due autrici rivive e appassiona chi legge, portandolo a scoprire una storia in cui è anche il ricordo uno dei temi affrontati, l’importanza che ha la memoria sia visto dal punto di Markus che dalla stessa Musa, che come sabbia portata via dal vento svaniscono, restando sulla punta della lingua per chi resta, in balia di un deja-vù e di un nulla assoluto.

«Volevo solo essere libero.»

 

 

 

disclaimer: si ringrazia Emilia Cinzia Perri per la copia omaggio.

 

May the Force be with you!
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