Old but Gold: Due sulla torre di Thomas Hardy | Recensione di Deborah

 

Thomas Hardy poeta e romanziere inglese, nasce a Higher Bockhampton, nel Dorset, vicino Dorchester, il 2 giugno 1840. All’età di ventidue anni si trasferisce a Londra e inizia a scrivere poesie che hanno come tema la vita rurale. Non riuscendo ad arrivare al pubblico con la poesia, decide di tentare maggior fortuna con la narrativa. Il suo primo successo fu Via dalla pazza folla, del 1874, cui seguirono Il ritorno al paese nel 1878 e Il sindaco di Casterbridge nel 1886. Dopo lo scalpore suscitato da altri suoi due libri pubblicati tra il 1891 e il 1895 (Tess dei d’Urberville e Jude l’oscuro), in cui derideva le convenzioni dell’epoca vittoriana, Hardy dedicherà il resto della sua vita alla composizione di poesie. Muore a Dorchester l’11 gennaio 1928. Fazi Editore ha pubblicato Nel bosco (2015), Via dalla pazza folla (2016), Due occhi azzurri (2017), Sotto gli alberi (2018), Estremi rimedi (2019) e Due sulla torre (2021).

 

Ma non capirà mai come un incidente che ha riempito solo un grado della circonferenza dei suoi pensieri abbia completamente coperto quella dei miei. Nessuna persona è in grado di capire esattamente che cos’è e dove si trova l’orizzonte altrui.

 

Editore: Fazi Editore
Data di uscita: 1 aprile 2021
Pagine: 360
Prezzo: 17.00 €

Abbandonata dal marito, un ricco proprietario terriero, Viviette Constantine si innamora di Swithin St. Cleeve, di ben nove anni più giovane di lei, bellissimo, colto e gentile figlio di un curato di campagna. Swithin è un astronomo e lavora in cima a una torre dove trascorre tutto il suo tempo a studiare gli astri e i fenomeni celesti. Il romanzo – ambientato nella campagna dell’amato Dorset – narra la storia del loro amore, che si sviluppa in un intreccio intinto nelle forti passioni del genere “sensazionale”: morti presunte, adulterio, matrimoni segreti, angosciosi patemi riguardo alle convenienze sociali, gravidanze inopportune, nozze riparatrici, cuori spezzati da dolori cocenti e felicità improvvise. Al tempo della prima pubblicazione furono proprio questi elementi della trama, ritenuti peraltro poco congrui con la letteratura “seria”, a far sì che il romanzo attirasse numerose critiche negative e accuse d’indecenza. In seguito, l’evolversi dei costumi ha permesso di apprezzare nuovamente il delicato equilibrio o il voluto contrasto tra il troppo umano delle vicende sentimentali dei protagonisti e la sublime freddezza dei corpi celesti studiati da Swithin con tanta passione e di scrivere questo romanzo, il nono, fra i migliori della produzione di Hardy.

 

Paletta e scopino alla mano, è ora di tornare a rispolverare un grande classico dalla nostra libreria Old But Gold firmato dalla penna di Thomas Hardy, Due sulla torre. Due sulla torre è stato il mio primo romanzo di Thomas Hardy, non ho mai incontrato prima questo autore anche se ho sempre desiderato leggere uno dei suoi capolavori Tess dei d’Urberville. 

Due sulla torre è proprio un classico che sa di classico, era da diverso tempo che non mi immergevo in un romanzo proprio d’altri tempi; ultimamente ho letto parecchi classici ma scritti in chiave molto moderna, nonostante si tratta di libri pubblicati da più di un secolo lo stile di scrittura dell’autore o autrice risulta molto attuale, così come anche il modo di pensare e di agire dei personaggi se paragonati a quelli di Thomas Hardy. Mi è piaciuto? Sì, mi è piaciuto molto questa tipologia di lettura, mi è piaciuto molto il romanzo e lo stile di scrittura dell’autore, sono certa che in futuro recupererò sicuramente altro di suo. La voce di Thomas Hardy è una nota dolce e musicale, le descrizioni, i dialoghi e i personaggi mi hanno infuso una sensazione di delicatezza nonostante nel romanzo c’è tanta passione, tanto istinto e avventatezza per l’epoca. Due sulle torre è un’opera che tocca tematiche decisamente particolari per il periodo nel quale è stata scritta: fughe, segreti, tradimenti, amori inopportuni, gravidanze indesiderate, angosce, dolore, felicità e morte; il romanzo infatti è stato criticato, ostacolato e definito indecente dall’opinione pubblica e dalle convenzioni sociali dell’epoca.

 

 

Due sulla torre ci racconta la storia d’amore tra Viviette Constantine e il giovane astronomo Swithin St. Cleeve, la vicenda è ambientata nella pittoresca campagna del Dorset, luogo d’origine amatissimo dall’autore. Fin qui niente di strano, sembra una relazione d’amore tra due giovani. Se vi dicessi che Viviette è sposata con un ricco proprietario terriero che la ha abbandonata per andare in Africa? Swithin invece è più giovane di Lady Constantine di ben nove anni, ed è figlio di un curato di campagna. Ovviamente con queste informazioni il quadro risulta decisamente complicato, l’amore tra Viviette e Swithin secondo le convenzioni sociali dell’epoca non dovrebbe esistere per più di una ragione. I protagonisti iniziano a frequentarsi grazie all’astronomia e alla vecchia torre utilizzata come studio da Swithin dedicata a un antenato del signor Constantine; tra queste vecchie pietre inizierà a sbocciare una passione travolgente, dal ghiaccio più freddo i due bruceranno fino a ridursi in cenere. Sì, la relazione tra i protagonisti sarà tormentata e ricca di numerosi problemi, sarà anche costellata da sprazzi di speranza e felicità ma purtroppo il destino che solitamente l’autore riserva ai suoi personaggi è terribilmente funesto, sembra che non ci sarà via di scampo per i due giovani amanti.

Due sulla torre di Thomas Hardy è stata una lettura davvero piacevole, mi ha fatto molto piacere avvicinarmi a questo autore e recuperare un nuovo classico. Per me la campagna inglese ha un fascino insuperabile, come del resto le atmosfere e l’insieme che caratterizza questa vicenda.

 

 

Al prossimo classico!

 

 

 

 

Desclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Fazi Editore per la copia omaggio

 

May the Force be with you!
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