Paper Corn: One Piece. Stampede – Il film di Takashi Otsuka

One Piece: Stampede. Dopo Z e Gold non pensavamo che un film tratto da un manga potesse essere così epico quanto questi due titoli. Ieri io e Carlo ci siamo dovuti ricredere, abbiamo visto One Piece. Stampede e siamo rimasti letteralmente a bocca aperta. Questo è il quattordicesimo film dedicato ai mugiwara per festeggiare i 20 anni della serie di Eiichiro Oda, già campione di incassi nel resto del mondo è finalmente arrivato in Italia il 24 ottobre, un piccolo capolavoro diretto da Takashi Otsuka che racchiude tutto ciò che un vero fan di One Piece desidera vedere da tanto tempo.

Ad introdurre la nuova avventura c’erano stati già un paio di episodi nell’anime, che facevano da collante. Tuttavia, come i precedenti titoli anche questo si distacca dalla serie madre, riportando la ciurma di cappello di paglia in un tempo non ben definito dopo gli avvenimenti di Whole Cake Island in cui tutti i suoi membri sono riuniti sulla Thousand Sunny, diretti verso un’isola misteriosa sulla quale dovrebbe tenersi un mega raduno di pirati. 

L’organizzatore dell’evento è Buena Festa, un pirata che ha come scopo quello di organizzare le più grandi e meravigliose feste lungo la rotta maggiore, ma questa volta ha deciso di superarsi, chiamando a raccolta tutti i più grandi pirati di questa generazione per farli competere in un’assurda caccia al tesoro dove il premio in palio è niente meno che il famigerato e ambitissimo One Piece, il tesoro che Gold Roger avrebbe lasciato sull’isola di Raftel qui denominata Laugh Tale.

Il tesoro di Roger ha dato il via alla grande era della pirateria, un momento in cui tutti i pirati hanno risposto alla chiamata del loro re sul patibolo e hanno deciso di avventurarsi verso mete sconosciute nella speranza di trovare il più grande tesoro del mondo, ovviamente anche Rufy e la sua ciurma sono alle prese con questo viaggio e non vedono l’ora di realizzare tutti i loro sogni. Ognuno è stato messo alla prova da Oda, nel manga c’è ancora chi sta scoprendo la sua vera oppure chi sta scendendo a patti con le proprie origini.

Adesso invece è giunto il momento che siano tutti loro assieme a mettere la prova la loro determinazione contro un nemico sbalorditivo e dalla forza disumana, Douglas Bullet, detto anche l’erede dei demoni, un ex ufficiale della ciurma dello stesso Roger secondo soltanto a Silvers Rayleigh sia in forza che in grado all’interno di questa leggendaria ciurma. Ovviamente non è da prendere alla leggera, anzi la sua forza è pari quasi a quella del re dei mostri, Godzilla, per come ci viene presentato nel film e quindi ci si può chiaramente aspettare uno scontro dall’estrema carica esplosiva.

Un po’ come uno scontro tra titani Rufy questa volta dovrà attingere a tutta la sua forza e determinazione per tenere testa a questo potente colosso, il cui frutto del diavolo lo rende a tutti gli effetti una corazza vivente, qualcuno talmente resistente da non sentire i colpi dei suoi avversari. Gold D. Roger era noto non solo per il suo tesoro ma anche per aver aperto la strada a un’era della pirateria dove era lo spirito avventuriero a guidare gli intrepidi pirati e Rufy, oltre ad essere diventato il quinto imperatore dei mari, ha dimostrato di essere un degno successore del vecchio sovrano, riuscendo ad unire amici e nemici sotto un’unica bandiera per il bene comune. 

È proprio questo lo spirito di One Piece: Stampede, un fanservice che omaggia tutti i veri fan di questo manga, un luogo in cui rivedere tutti i personaggi più amati, anche quelli dimenticati o passati in secondo piano, portando una grande carica di nostalgia sullo schermo per trasformarla in una lotta all’ultimo sangue dove l’ironia non manca ma nonostante le cose sembrino impossibile da affrontare con lo spirito giusto e la giusta dose di determinazione si è in grado di abbattere persino le montagne. 

One Piece: Stampede incarna lo spirito del manga, un’avventura all’insegna del divertimento e del raggiungimento dei propri sogni, un viaggio ricco di difficoltà che però se affrontate nel modo giusto non solo portano grandi soddisfazioni ma addirittura riescono a trasformare ciò che è negativo e pericoloso in qualcosa che si potrebbe definire amico. In amore e in guerra tutto è permesso, c’è chi preferisce lasciare il gioco quando si fa duro e chi invece va oltre e da tutto se stesso per raggiungere lo scopo. Nonostante la paura è sempre possibile trovare la forza per proteggere coloro a cui si tiene.

La colonna sonora è spettacolare, quei rimandi alla primissima sigla mi hanno riportata alla prima volta che ho visto l’anime e preso in mano il manga. Rufy era solo un ragazzino con un sogno folle e un cappello di paglia in testa eppure è riuscito a convincere tutti coloro che ha incontrato lungo il suo viaggio che inseguire i propri sogni non è una perdita di tempo, sognare ci rende vivi e ci spinge a tirare fuori la parte migliore di noi stessi (alla faccia vostra signori Bellamy e Doflamingo).

Per finire bisogna fare una menzione speciale per Usop che finalmente ha tirato fuori un gran coraggio e ha dimostrato a tutti di non essere solo un vigliacco. Come ciliegina sulla torta Stampede si è rivelato essere un grande film di animazione che rallegra i suoi fan e dona loro momenti davvero indimenticabili.

 

 

 

May the Force be with you!
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