Araldi del vuoto: Il parassita di Arthur Conan Doyle (Caravaggio Editore)

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Di domenica si assapora un’altra sfumatura di Arthur Conan Doyle, una dove la ragione fa a pugni con il soprannaturale. Il protagonista di oggi, infatti, è “Il parassita”, curato e tradotto da Andrea Oscar Ledonne.

Data di uscita: 30 Aprile

Acquistalo subito: Il parassita

Editore: Caravaggio Editore
Collana: I classici ritrovati
Curata da: Andrea Oscar Ledonne
Traduzione: Andrea Oscar Ledonne

Prezzo: € 10,90
Pagine: 144

Il Parassita è un romanzo breve di Arthur Conan Doyle, creatore del celebre personaggio di Sherlock Holmes, scritto in forma di diario in cui si narrano le vicende del professor Austin Gilroy, giovane e brillante docente universitario. Totalmente devoto al metodo scientifico e alla razionalità, nonostante una carriera ben avviata e un matrimonio imminente con la bellissima Agatha, egli si lascia trascinare in un mondo misterioso e oscuro, quello del mesmerismo e della suggestione ipnotica, a cui è introdotto dall’enigmatica Miss Penclosa. Il professor Gilroy annota coscienziosamente ogni avvenimento e sensazione, accorgendosi troppo tardi del pericolo che incombe su di lui e rendendosi drammaticamente conto che ogni giorno è un passo inesorabile verso il baratro, da cui solo il suo sangue freddo e l’amore per Agatha potranno salvarlo.

Arthur Conan Doyle era uno scrittore prolifico, amante di generi differenti nei quali era solito cimentarsi, come se non bastasse ha sempre nutrito un forte interesse per lo spiritismo. Nonostante io abbia prevalentemente letto le storie di Sherlock Holmes, trovo affascinante questo suo lato, per questo motivo ho deciso di avventurarmi tra le pagine de “Il parassita”, uno dei suoi scritti che non ho mai avuto il piacere di leggere, uno di quelli che esulano dalle avventure del suo personaggio più famoso.

Pubblicato per la prima volta nel 1894 questo breve romanzo racconta la peculiare storia di Austin Gilroy, uomo devoto alla scienza che, per ironia della sorte, si ritrova a vivere il peggior incubo che potesse desiderare: convivere con quel tarlo che poco a poco lo priva della certezza, allontanandolo sempre di più dalla ragione che lo ha tenuto ben saldo fino a quel momento. 

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Tutto comincia dall’incontro con la sfuggente Miss Penclosa a casa di Wilson, pronto a fare il passo successivo, superare il varco limitato dalla scienza e studiarne i fenomeni. Miss Penclosa vedendo la repulsione di Gilroy è determinata a dimostrargli di possedere poteri soprannaturali, ma è nel farlo che l’esperimento prende una piega inaspettata, mette a soqquadro l’esistenza del docente universitario e rischia di minare il rapporto con la sua futura moglie, Agatha. Per questo motivo Gilroy comincia ad annotare le sue osservazioni sui fenomeni strani di cui è protagonista e così comincia a sorgere il dubbio anche in chi legge, si tratta di semplice ipnosi o c’è qualcosa di più?

Semplicemente geniale l’idea di raccontare la surreale esperienza di Gilroy attraverso le sue annotazioni, lo è ancora di più il fatto che tra le sue parole emerga la disperazione totale, il desiderio dettato dalla sua natura razionale di trovare una risposta laddove forse non esiste e denota anche lo stesso dissidio interiore che forse aveva anche lo stesso Conan Doyle nel suo interesse di ricercare un contatto con l’aldilà.

Quindi chi o che cos’è il parassita? Semplice suggestione o una reale presenza sovrannaturale? Di certo c’è che, al sonno della ragione, il parassita emerge e quello che porta con sé non è ciò che Gilroy si sarebbe mai aspettato.

«Rimangiarsi le nostre parole è il sacrificio più grande che la verità ci richiede».

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Caravaggio Editore per la copia omaggio.

 

 

 

 

 

May the Force be with you!
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