Recensione: La spaventosa paura di Epiphanie Frayeur di Gauthier e Lefèvre (Tunué)

Acquistalo subito: La spaventosa paura di Epiphanie Frayeur

Titolo originale: L’epouvatable peur d’Epiphanie Frayeur
Autore: Séverine Gauthier e Clément Lefèvre
Editore: Tunué
Data di uscita:  2018
Prezzo: € 17,00
Pagine: 96 (colori)

Le paure di Epiphanie crescono più veloci di lei. La ragazzina ha paura di tutto, sempre. La sua paura è un’enorme massa nera multiforme che la segue ovunque, attaccata ai suoi piedi come fosse la sua ombra. E Epiphanie è una di quelle persone che verrebbero spaventate anche dalla propria ombra, appunto. Al compimento dei suoi nove anni la bambina desidera domare la sua paura e non subirla più, e in questo viaggio di ricerca farà degli incontri speciali: uno psichiatra, un parrucchiere, un cavaliere senza macchia, un domatore di belve, una veggente. Riuscirà Epiphanie a stabilire dei nuovi legami che la possano rendere più forte e coraggiosa? Venite a scoprirlo nel nuovo titolo della collana «Tipitondi», una storia deliziosa e divertente sceneggiata da Séverine Gauthier (L’uomo montagna), e splendidamente disegnata da Clément Lefèvre, uno dei maggiori giovani talenti grafici francesi.

Bentornati sulla Stamberga, oggi vi parlo de “La spaventosa paura di Epiphanie Frayeur”, di Séverine Gauthier e Clément Lefèvre, pubblicato da Tunué.

Epiphanie è una bambina un po’ diversa dalle altre, infatti viene sempre seguita dalla sua ombra, un concentrato vivente delle sue più grandi paure, e per liberarsene è disposta ad addentrarsi nella foresta per cercare di avere un appuntamento dal Dottor Psyche.

Il dottore sembra essere l’unico che possa aiutare la piccola Epiphanie a vincere le sue paure, ma lungo il tragitto nel bosco la bambina finisce per perdersi, ritrovandosi di fronte ad un ufficio informazioni presidiato da un buffo signore che galleggia in aria a causa del fatto che ha perso la sua serietà. Purtroppo nemmeno il Dottore riesce a trovare una soluzione per Epiphanie e la sua ombra. Inizia così un lungo viaggio per la bambina che la vedrà alle prese con la gestione della sua paura.
Il suo viaggio è ricco di incontri bizzarri ed inaspettati ma nessuno dei suoi nuovi amici sembra poter aiutare la protagonista che infine si fa coraggio e affronta la sua paura con risoluzione, mettendo l’ombra al suo posto e facendole capire che non può continuare a soffocarla.

Senza dubbio questa è una storia molto particolare, una di quelle che ci fa capire che a volte nessuno può aiutarci a risolvere un problema di cui siamo noi stessi la fonte.
Nemmeno un luminare della psicologia come il Dottor Psyche è riuscito a risolvere il problema di Epiphanie proprio perchè le sue paure sono così radicate in lei da aver preso forma fisica, crescendo sempre più e soffocandola.

A volte è difficile da ammettere ma la fonte della nostra paura si nasconde dentro di noi ed è difficile capire che l’unico modo per superarla è affrontandola. Una persona può avere paura dei ragni, ma solo perchè non ha mai imparato a conoscerli e ad apprezzarli, altri hanno paura del buio ma non sanno che nell’oscurità l’unico pericolo è quello di fracassarsi il mignolo del piede contro lo spigolo di un mobile. Io stesso da bambino ho sempre avuto paura del buio e dei temporali, credevo che nell’oscurità ci fosse la morte ad attendermi e che i fulmini mi avrebbero folgorato con un rombo potente. Un giorno ho capito che avere paura è solo un modo diverso di aggirare i problemi e che forse avrei dovuto affrontarli piuttosto che nascondermi sotto le coperte.
Se la analizziamo a livello scientifico, la paura non è altro che un impulso dettato dal nostro istinto di sopravvivenza, un residuo di quell’impeto animale che ci ha permesso di sopravvivere fra i pericoli che la natura riserva. La paura del buio è giustificata dal fatto che il nostro cervello sa che non vedere è un forte handicap per un essere umano che in questo modo non può difendersi dai predatori in agguato.

Un giorno ho semplicemente deciso che ero stanco di nascondermi e subire e ho scelto di affrontare di petto la mia paura alzandomi di notte, durante un forte temporale e rimanendo al buio a guardare i lampi e i tuoni fuori dalla finestra. Quel giorno ho capito che la morte non si nasconde nel buio e che dentro casa i fulmini non possono colpirmi e per la prima volta ho potuto ammirare la bellezza sconfinata di un temporale che disegna piccoli fiumi sulle finestre goccia dopo goccia, come se la natura volesse iniziare a dipingere un suo motivo.

Da quel giorno non ho più avuto terrore di ciò che mi circonda, sebbene io abbia ancora paura di molte cose, ma abbracciando quel brivido che mi corre lungo la schiena so di poter diventare più forte, correre più veloce e affrontare qualunque ostacolo convinto di riuscire nei miei obiettivi.

La stessa cosa accade alla piccola Epiphanie che scopre che la sua paura diventa tanto più grande quanto lei si fa piccola per nascondersi, decidendo così di affrontarla una volta per tutte e trovare finalmente la sua strada verso un luminoso e rasserenante tramonto.
La storia di Séverine Gauthier è ricca di semplicità e di stupore; mentre l’autrice ci guida lungo il viaggio della protagonista ci regala un sacco di personaggi fantastici e a loro modo buffi, ognuno con i suoi problemi, le sue debolezze e i suoi punti di forza.
Sicuramente uno dei più interessanti è il cavaliere senza macchia e senza paura che soccorre le damigelle in ambashe portandole verso un rassicurante e luminoso tramonto.

A rendere reale questa storia ci sono i disegni di Clément Lefèvre che incarnano lo spirito che la narrazione porta con se rendendo tangibili tutti questi meravigliosi personaggi, folli sia nel carattere che nell’aspetto. Le sue illustrazioni sono intrise di fantasia e di quella forza che Epiphanie porta con se lungo il suo viaggio, esaltando la sua sofferenza quando chiede alla sua ombra di andarsene perchè le fa male.
La tavola finale è sicuramente la mia preferita perchè il tramonto che Epiphanie si trova davanti sembra uno di quelli che ci si aspetterebbe di vedere nel magico mondo di Oz, un cielo dorato che sembra risplendere di una luce rassicurante e calda.

Non c’è dubbio sul fatto che questa graphic novel sia un piccolo capolavoro e non potevo non dedicare ad essa una mia piccola illustrazione del vero protagonista della storia, l’ombra, che potete vedere all’inizio di questo articolo.

Buona lettura!

P.S. Quasi dimenticavo! Alla fine del volume c’è anche un simpatico gioco da tavola ispirato alla storia da giocare assieme agli amici che non vedo l’ora di provare anche io! Si, perchè io amo i giochi da tavolo!

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⚜ Reazione post lettura: L’ombra è bellissima!
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⚜ Da consumarsi preferibilmente: in un bosco, a metà fra lo smarrimento e una seduta psichiatrica.

May the Force be with you!
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