Review Party: La casa che mi porta via di Sophie Anderson

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Arriva oggi in libreria il romanzo di Sophie Anderson,“La casa che mi porta via” pubblicato da Rizzoli, con la traduzione di Giordano Aterini.

22 Gennaio

Acquistalo subito: La casa che mi porta via

Editore: Rizzoli
Collana: Narrativa Ragazzi
Genere: Libri per bambini
Età: Da 9 anni
Traduzione: Giordano Aterini
Illustrazione: Elisa Paganelli

Prezzo: € 17,00
Pagine: 288

Marinka ha dodici anni e la cosa che vuole di più al mondo è trovare un amico. Un amico vero, in carne e ossa, umano. Ma non è facile farsi degli amici se si è nipoti di Baba Yaga e si vive con lei in una casa con zampe di gallina che si sposta in continuazione. La nonna di Marinka, infatti, è una Guardiana dei Cancelli che accompagna le persone nell’aldilà e anche lei è destinata a seguire le sue orme. Ma si deve per forza obbedire al destino che qualcun altro ci ha assegnato? Marinka non sopporta più la solitudine in cui è costretta a vivere e quando conosce una ragazza della sua età, forse l’amica che cercava, rompe tutte le regole. Non immagina certo le conseguenze! Una storia intensa tra Anna dai capelli rossi e La sposa cadavere, con una protagonista coraggiosa che, a forza di scavalcare gli “steccati” imposti dalle circostanze, riesce a costruirsi una vita tutta sua.

Nella grande libreria della vita ognuno di noi è autore del proprio libro e questo significa che niente è già stato scritto, ma ogni capitolo è tutto da scrivere, per la piccola protagonista del romanzo di Sophie Anderson sembra tutto l’opposto. Il suo destino è già stato deciso e a lei non resta che accettarlo.

A soli dodici anni la piccola Marinka impara sulla propria pelle che volere non significa per forza potere. Non basta desiderare per poter avere ciò che si brama di più, a volte è qualcosa più grande di tutti noi e nel suo caso, vivere insieme a sua nonna, Baba Yaga, in una casa con zampe di gallina, che si sposta in continuazione, significa soprattutto responsabilità. Come Guardiana, Baba Yaga, aiuta gli spiriti dei defunti a passare nell’aldilà, imparando dalle loro storie, gioendo dei momenti felici e facendo propri anche quelli tristi, la transizione è un momento delicato, comporta lasciare per sempre questa terra e cominciare un nuovo viaggio oltre il Cancello.

C’è anche da dire che essere una Yaga significa vivere un’esistenza solitaria, fatta di piccoli momenti che poi svaniscono, ogni spirito porta con sè qualcosa e allo stesso tempo, pur restando per breve tempo, lascia un vuoto enorme, ma Baba porta avanti il suo lavoro con dedizione, vedendo il bicchiere mezzo pieno piuttosto che mezzo vuoto. Marinka invece soffre all’idea di dover prendere un giorno il posto di sua nonna come guardiana, lei vorrebbe vivere, stare in mezzo ai vivi e scoprire cos’è che rende una storia di un defunto così affascinante, un piccolo frammento di vita che implora soltanto di essere vissuto.

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Marinka desidera tanto vivere come una persona normale da dimenticarsi per un momento ciò che conta davvero. Inciampando nel suo stesso desiderio capirà che per quanto bizzarra sia la sua casa è il suo rifugio, dove sono custoditi i suoi ricordi e dove c’è la sua famiglia, ma allo stesso tempo comincerà anche ad affrontare ciò che più la spaventa, dire addio a chi tiene di più al mondo e diventare Guardiana, un compito fin troppo grande per una bambina come lei. 

Leggere Sophie Anderson è come avere a portata di mano un enorme conchiglia e poter sentire la voce di Baba Yaga mentre intona melodie per rallegrare l’ambiente e donare un po’ di serenità agli spiriti, o perchè no i rumori della casa, che sgranchisce le gambe o si diverte insieme ai suoi ospiti, mostrandosi più viva di quanto non lo siano in realtà i vivi.

È straordinario con quanta semplicità l’autrice sia riuscita a creare un clima accogliente, sembra quasi di ritornare a casa e sentire i profumi, le voci e poter sfiorare con mano i ricordi immortalati, le foto, mentre poco a poco prende vita una storia meravigliosa, catapultando chi legge in una dimensione surreale, a tratti onirica, ma allo stesso tempo concreta, che mostra due aspetti con i quali bisogna fare i conti: la vita e la morte. È anche una storia di amicizia, un inno che invoglia a conoscere se stessi e accettarsi.

Questo romanzo nasce dalle fiabe che la nonna era solita raccontare all’autrice e il confine fra fiaba e romanzo è così sottile da rendere intensa ed emozionante la lettura. Ho amato il modo in cui ha caratterizzato i suoi personaggi, i luoghi in cui ha ambientato la storia e il messaggio potente che lancia. È senza ombra di dubbio un libro che piacerà ai più piccoli, ma anche ai grandi, ve lo posso assicurare.

“La casa che mi porta via” è un viaggio fantastico all’insegna della scoperta, non solo della nostra vita, ma anche di ciò che ci aspetta una volta che sarà concluso il nostro cammino. 

“Nell’acqua danzano il cielo, la luna d’argento, le stelle simili a lucciole e l’arco sterminato della Via Lattea. Guardo l’intero universo raccolto in una pozzanghera e sorrido”.

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Rizzoli per la copia omaggio.

 

May the Force be with you!
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