Review Party: Sogniamo più forte della paura di Saverio Tommasi

 

«Io posso rispondere alla tua ultima domanda», disse il nonno. «Quale?» chiese Filadelfia, che nel frattempo ne aveva pensate altre tre e non ricordava più quale fosse l’ultima. «I pesci hanno sete?» «Perché la cioccolata è così buona?» «Perché le mine antiuomo sono a forma di giocattoli per bambini?» «Intendevo perché ti chiami Filadelfia», rispose il nonno. «Dimmelo!» «Posso raccontarti la versione vera oppure una storia di fantasia.» «Vorrei una storia di fantasia che fosse anche vera», rispose Filadelfia.

 

Sogniamo più forte della paura di Saverio Tommasi

Editore: Sperling&Kupfer
Data di uscite: 13 novembre 2018
Pagine: 224
Prezzo: 16.90 €
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Capita di rado di rendersi conto dell’ultima volta in cui si fa qualcosa. L’ultimo gelato dell’estate, l’ultimo abbraccio a un amico che poi muore o parte, l’ultima canzone che poi la serata finisce. Quando ancora vedeva le rondini volare in cielo a primavera, Filadelfia non sapeva che sarebbero state le ultime. Poi più niente. E neanche libellule, lumache, pesci nel fiume. Perché il mondo si era fatto grigio e sporco. Filadelfia ha sedici anni. Altissima, magra, cento soprannomi che le hanno rifilato i bulli della scuola, si è appena trasferita in una nuova città, in cerca di altri colori e di giorni meno difficili. Perché, nonostante tutto, ci prova a sognare più forte. È così che le ha insegnato suo nonno, che sa tante cose e sembra venuto, più che da un’altra epoca, da un altro pianeta. Lui, questo mondo in cui non ci si saluta più per risparmiare sulle parole e si ringhia davanti a una tastiera, non lo riconosce più. E non si dà pace per quegli alberi spogli e quel fiume logoro per gli scarichi della fabbrica di Ilvo, il principale imprenditore della zona. Il giorno in cui il nonno sparisce, tocca a Filadelfia mettersi alla sua ricerca. E si troverà a fare molto più di questo. Si batterà per salvare tutto ciò in cui crede, senza sapere se ce la farà, ma non avendo altra scelta che provarci. Una favola moderna che con ironia, dolcezza e un tocco di magia ci invita a non perdere la speranza di poter cambiare questo mondo malconcio.

 

L’arrivo dell’autunno, oltre a colori sgargianti incendiati da splendide giornate di sole, porta con sé anche giorni grigi, il cielo coperto da una coltre di nubi che sembra impenetrabile, quando succede pare che sparisca tutto il colore dalle cose. Questo è un pò ciò che è successo in Sogniamo più forte della paura, il nuovo romanzo di Saverio Tommasi. Un mondo cupo e freddo, un mondo che purtroppo a rifletterci è più vicino di quando possa sembrare. Siete pronti per conoscere la giovane Filadelfia?

 

Filadelfia era nata in un paesino che, se dovevi segnarlo sulla carta geografica, il pallino nero per indicarlo veniva sempre sproporzionatamente grande. Così evitavano di disegnarlo, e in tanti anni di edizioni di cartine geografiche nessuno aveva mai protestato, perché a nessuno interessava chi abitava in quel paesino lì. Era anche l’unico paesino senza un parente di
uno chiamato in tv. Pure la tv non funzionava bene, da quelle parti, e i canali cambiavano a seconda di come soffiava il vento.

 

Filadelfia è una ragazza di sedici anni, è altissima e magrissima, un corpo ancora acerbo e spigoloso, per questo i bulli a scuola le hanno affibiato centinaia di soprannomi per schernirla. Filadelfia è nata in un piccolo paesino, tanto piccolo e sconosciuto che non è riportato neanche sulle mappe. Vive con la sua famiglia, la madre, il nonno e la magica gatta Diva; il padre li ha lasciati anni fa e quando di rado passa a trovare sua figlia si dissolve nel giro di pochi minuti. In effetti il mondo che conosce Filadelfia è diverso dal nostro mondo, e diversissimo dalla realtà che hanno conosciuto i nostri genitori o i nostri nonni. La nuova realtà è grigia e sterile: le interazioni personali sono ridotte al minimo, come il pronunciare prarole; scrivere e leggere sono considerate attività negative e chi ne è interassato risulta un soggetto problematico; i ragazzi vengono indirizzati al divertimento e all’eccesso.I colori sembrano completamente spariti dalla faccia del nostro pianete, piante e animali sopravvivono a stento a causa dell’inquinamento che ha raggiunto livelli stratosferici, tutto è grigio e apatico.

 

I compleanni degli altri era ancora più facile immaginarli, perché spesso Filadelfia non veniva invitata. C’era sempre una buona scusa pronta per lei: abiti distante, lo festeggiano lontano, invito poche persone, quest’anno non invito le ragazze il cui nome inizi con «F». Così Filadelfia aveva deciso che  per ogni compleanno a cui non la invitavano lei guadagnava un anno di vita.

 

In questa realtà Filadelfia non ha smesso di sognare, sogna ancora i colori sgargianti, i profumi e gli odori di piante e fiori, gli insetti e gli animali che prima popolavano fiumi e prati. Questo è possibile soprattutto grazie al nonno, che con pazienza e amore risponde alla miriade di domande e curiosità di sua nipote, senza centellinare sulle parole perché sono un bene importante e prezioso. Filadelfia è tenuta sotto sorveglianza a scuola perché è una ragazzina diversa dalle altre, non mostra interesse ad apparire e farsi bella, non accenna a volersi uniformare con gli standard di bellezza proposti, rischia quindi di essere considerata una bambina speciale. I bambini speciali identificano le persone che hanno qualche effettivo problema fisico oppure che vengono considerati non conformi alla società. Per fortuna dal mondo non sono sparite completamente le persone che credono nei valori umani, ci sono ancora persone che ricordano il mondo come era e vorrebbero che ritorni così, colorato e pieno di vita. Ovviamente questi indivudui sono considerati molto pericolosi, addirittura al pari di criminali; sono costretti a restare ai margini della società. In questo gruppo di persone figura il nonno di Filadelfia, tanto che un giorno scompare misteriosamente ed ha inizio per la protagonista una grande avventura, perché non si vuole rassegnare all’idea di aver visto il nonno per l’ultima volta.

 

Il nonno e la nipote camminavano per mano. Del fumo usciva dai comignoli, quasi ogni vagone ne aveva uno. I vagoni erano parcheggiati sul prato, come fossero stati calati dall’alto, in fila. Se si guardava con attenzione si riconosceva il punto esatto in cui scorrevani i vecchi binari; c’erano infatti delle strisce senz’erba, dove sotto scorrevano, sepolti, i binari d’acciaio.

 

Sogniamo più forte della paura suona come una favola, la voce avvolgente di Saverio Tommasi racconta con amore, dolcezza, ironia ed un pizzico di magia una storia appassionante che spinge il lettore a riflettere. Nonostante si tratti di una realtà inventata è lampante realizzare che ci stiamo purtroppo muovendo in quella direzione. Stiamo andando incontro ad un pianeta distrutto dall’inquinamento, dove molte specie saranno estinte a causa dei nostri giochi di potere, dove le persone saranno sempre più dipendenti dalla tecnologia e si dimenticheranno di chiacchierare e abbracciare i propri cari. La storia di Filadelfia andrebbe letta da tutti, grandi e piccini, per non dimenticare il sapore ed il profumo delle cose che, erroneamente, diamo tutti i giorni per scontate.

 

 

 

 

 

 

 

Desclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Speling&Kupfer per la copia omaggio

 

 

May the Force be with you!
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