Review Party: Tre cadaveri di Raffaele Malavasi (Newton Compton Editori)

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Torniamo a parlare di thriller con un nuovo romanzo, l’esordio di Raffaele Malavasi, “Tre cadaveri”, pubblicato da Newton Compton Editori e in uscita proprio oggi.

Pagine: 411

Acquistalo subito: Tre cadaveri

Editore: Newton Compton Editori
Collana: Nuova Narrativa Newton
Genere: Thriller

Data di uscita: 19 Luglio
Prezzo: € 9,90

Una serie di omicidi sconvolge la città di Genova. Tre donne sono ritrovate morte, e ogni scena del delitto è un’efferata rappresentazione. Si tratta di un serial killer o di una setta di invasati? L’ispettore capo Manzi viene incaricato di condurre le indagini insieme alla sua squadra, e decide di chiedere aiuto a Goffredo Spada, un ex poliziotto, a suo dire l’unico ad avere le competenze per trovare l’assassino. Spada, però, non è per niente collaborativo e dimostra cinismo e totale sfiducia nelle istituzioni. C’è qualcosa nel suo passato che lo tormenta. Ma la polizia non è l’unica a muoversi sulle tracce dell’assassino. Orietta Costa, una giornalista di cronaca del «Secolo XIX», intende venire a capo del mistero, e firmare lo scoop dell’anno. Man mano che il tempo passa, però gli omicidi sono sempre più brutali e chiunque abbia intenzione di fermare quelle morti violente dovrà addentrarsi nell’abisso della perversione umana, in una lenta discesa agli inferi.
“I suoi occhi, ritratti all’interno dei fori del passamontagna, sono vacui e inespressivi. Non vi ha mai percepito rabbia o ferocia, e nemmeno soddisfazione. Immutabili, come se fossero parte del tessuto che ricopre il resto del viso.”

Il thriller è uno di quei generi che non passa mai di moda. Cambiano i detective e i casi, ma il fascino grottesco no. Sono diverse le pubblicazioni che vedono la luce, una più suggestiva dell’altra, ma soltanto alcune hanno le carte in regola per fare breccia nel cuore degli appassionati. Oggi porto alla vostra attenzione uno di quei casi, un esordio tutto italiano firmato dall’autore Raffaele Malavasi.

Source: Pinterest

C’è da dire che questo romanzo ha tutti gli ingredienti per diventare una lettura da portarsi sotto l’ombrellone, lo stile dell’autore invoglia il lettore a incuriosirsi, dubitare e di conseguenza appassionarsi al caso di un serial killer decisamente crudele, un po’ come la penna tagliente di Malavasi stesso: pungente e cruda al punto giusto.

Si dice che il male abbia radici profonde ma bisognerebbe aggiungere anche che non ha limiti, l’assassino che abbiamo tra le mani non rientra di certo nei canoni standard di ciò a cui siamo abituati a vedere, si spinge oltre e non ha paura di riversare la sua ferocia sulle proprie vittime, quasi come se stesse riversando i colori su una tela che non aspetta altro di vedersi tinta delle sue fantasie.

Ci troviamo a Genova, capoluogo della regione ligure, città sulla quale si apre una grossa ferita inflitta da un omicida seriale che sta lentamente mietendo vittime e generando caos sul territorio. L’ispettore capo Manzi si ritrova ad assistere a qualcosa di sconvolgente, il ritrovamento di un corpo deturpato, quello di una donna alla quale sono state asportate entrambe le mani, uno spettacolo agghiacciante quanto disturbante, il primo di una serie di atroci delitti.

Ogni delitto presenta cura nei dettagli e allo stesso tempo non mostra segni di tracce che possano ricondurre a un volto noto, questo permette alla figura nell’ombra di muoversi e agire indisturbata mentre la polizia prova a stanarla, un compito arduo per l’ispettore Manzi.

“In quell’angolo ci sono i quarant’anni della sua storia, i volti che ha incrociato, quelli che ha accarezzato e baciato. Tutti privi di sembianze, come manichini amorfi depositati nel magazzino della sua anima.”

Sullo sfondo di delitti anomali e disturbanti si muovono altri due personaggi: l’ex poliziotto Goffredo Spada, un uomo che sta cercando di trovare un equilibrio nella sua vita dedicandosi alla vita da genitore, dall’latra parte invece c’è Orietta Costa, giornalista del «Secolo XIX», donna disposta a tutto pur di avere in anteprima qualsiasi scoop anche se questo significa oltrepassare il limite etico.

Source: Pinterest

I delitti di questo serial killer sono uno diverso dall’altro, una ripida discesa nei meandri della violenza umanamente concepibile, quasi paragonabili a delle punizioni infernali, volte a lanciare un messaggio che deve essere ancora decodificato.

Il killer è sicuramente un soggetto disturbato, qualcuno che cerca di farsi le ossa mostrando a tutti che non c’è fine al peggio, ma come vi ho detto prima, questo tipo di male ha radici veramente profonde, che scavano nel passato e si estendono fino al presente.

Il passato e il presente sono due punti fondamentali di questo romanzo, rappresentati come crepe che si riflettono sui personaggi che si muovono sullo sfondo, illuminati da una tenebrosa luce che tinge tutto di rosso.

L’unica cosa che sembra unire il tutto è il sangue, quell’irrefrenabile voglia di infliggere dolore a qualcuno, sperimentando mille modi diversi per uccidere e torturare. Un po’ come abbiamo visto in Hannibal anche questo romanzo mostra gli aspetti più insoliti della mente di un serial killer, quegli anfratti nascosti della sua personalità in cui non vi è mai stata la luce, insenature così profonde e nascoste che sono capaci solo di generare altra oscurità.

Source: Pinterest

Come se non bastasse l’autore ci fa conoscere un altro macabro volto delle indagini, quello di una giornalista che si tramuta in una sorta di sciacallo, pubblicando dettagli che ancora non erano stati resi pubblici dalla polizia accompagnati anche da scatti inediti, immagini provenienti dalle scene del crimine che non dovrebbero essere divulgati. Tutto questo per andare in fondo alla faccenda e prenderne i meriti.

Tre è il numero perfetto, infatti qui troviamo tre omicidi, tre scene del crimine e tre teste che ragionano meglio di una sola, con l’unico scopo di arrivare in fondo al labirinto costruito dal killer.

A prima vista vedendo tre diverse scene del crimine è stato difficile inquadrare il killer, dargli un volto e capire i suoi ragionamenti, perché tre omicidi diversi mi hanno fatto subito pensare che potessero essere imitazioni di qualcosa successo in passato, ma scendendo nel pieno dell’azione e posando gli occhi sul modus operandi e la firma dell’assassino ho capito invece che c’era molto di più da scoprire, e che uno specchio riflette molte immagini.

Per essere un debutto direi che è un ottimo esordio, uno di quelli che raramente si vedono in giro, l’ennesima conferma che per avere un buon thriller basta guardare a casa propria, senza andare per forza a cercarlo altrove. Di sicuro Raffaele Malavasi è un nome di cui sentiremo ancora parlare a lungo e io onestamente non vedo l’ora di leggere qualcos’altro di suo.

Tre cadaveri raccontano molto più di quanto si possa vedere, un grido silenzioso e agghiacciante che ci avvolge e ci trascina in una spirale di violenza e dolore che deve essere fermata ad ogni costo.

“La caduta è perfetta. Il lupo rimane appeso per il collo. Dondola. Il contraccolpo lo risveglia, per un attimo scalcia nell’aria, alza le braccia, le porta al collo. Ma la corda fa il suo lavoro, lo punisce a dovere, gli risucchia l’anima. La bava fuoriesce dalla bocca, gli occhi spalancati guardano nel vuoto.”

 

 

 

May the Force be with you!
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