Showtime: No Good Nick di David H. Steinberg e Keetgi Kogan (Netflix)

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Oggi parliamo anche di serie tv. Da poco ho finito di vedere una sitcom che mi ha tenuto compagnia durante questo periodaccio in mi sto riprendendo da un brutto raffreddore, che mi aveva messo KO per qualche giorno, ma che pian piano sta passando, per fortuna.

Si intitola “No Good Nick” o “Ci mancava solo Nick”, una sitcom statunitense ideata da David H. Steinberg e Keetgi Kogan con la regia di Andy Fickman. È sbarcata da pochi giorni su Netflix la prima stagione divisa in due parti, per ora è disponibile la prima parte con dieci puntate che si guardano velocemente.

Quando si tratta di telefilm di questo genere mi aspetto innanzitutto di ridere, svagarmi e farmi trasportare dalle insolite situazioni proposte dallo show e devo dire che un po’ con questa serie sono riuscita ad evadere dalla mia routine, a dimenticare per un momento di stare male e mi sono focalizzata sulla storia, che però poco a poco mostrava i suoi vuoti. Andiamo per gradi.

Di che cosa parla “No Good Nick”? Di Nicole, detta Nick, una tredicenne che un giorno si presenta alla porta dei Thompson fingendo di essere l’orfana assegnata alla “casa famiglia”. Sulle prime Ed e Liz sono titubanti, così come i loro figli, Jeremy e Molly, anche perchè in realtà non facevano parte del programma casa famiglia, ma poco a poco cominciano a conoscerla, ad apprezzarla ed è qui che c’è un voltafaccia già preannunciato dai trailer, Nick non è lì per avere una nuova famiglia bensì per vendicarsi della reclusione di suo padre, che però non ci è dato sapere come sia accaduta.

Orfana dalla triste storia di giorno e truffatrice appena l’attenzione è altrove, Nick cammina sul filo del rasoio ogni volta apre bocca, inciampando sulle sue stesse bugie che per esigenza di copione nessuno nota. Qualcuno però prova a dubitare sulla ragazza, Jeremy, ma i suoi tentativi di coglierla con le mani nel sacco falliscono e lo fanno apparire come il classico figlio geloso della sua famiglia che non tollera la presenza della nuova arrivata.  Dall’altra parte invece sua sorella è riuscita ad accettare facilmente Nick, diventando la sua migliore amica e consigliera, cadendo vittima del carisma e del fascino della ragazzina che riesce a mimetizzarsi dinnanzi a chiunque, a diventare la persona di cui non credevano di avere bisogno fin quando l’incantesimo non finisce e solo allora ci si rende conto dell’enorme peso con il quale deve convivere.

La vita di Nick è divisa su tre fronti, quello fittizio che mostra alla nuova famiglia, quello semi fittizio che mostra ai suoi tutori legali e infine il suo vero volto che mostra solo quando parla al telefono con sua padre in prigione, tre maschere ben differenti che ben presto iniziano a sfaldarsi facendole perdere il controllo delle sue emozioni alla povera ragazza che si sente oppressa da un peso immenso. Eppure nonostante ciò è riuscita a sistemare i problemi della sua nuova famiglia, aiutandoli a superare le divergenze e aprendo così un canale di comunicazione.

È una serie fatta di contrasti, una parodia di una famiglia americana che mostra sempre quanto sia difficile il rapporto tra genitori e figli, soprattutto ora che la tecnologia sta prendendo il sopravvento sulle nostre vite. Il telefilm in sè non è un capolavoro e un’idea simile si è vista già molte altre volte in sitcom dello stesso genere, con lo stesso tipo di umorismo anche se con un approccio diverso su alcune questioni, questo proprio perchè è dedicata ad un pubblico molto giovane, ma nonostante i suoi punti deboli la serie non lascia a desiderare, fa il suo dovere e strappa una risata quando serve. 

Sicuramente non è la miglior serie di quest’anno ma è comunque una ventata di aria fresca, perfetta per i momenti in cui si cerca qualcosa di leggero e che strappi una risata.

May the Force be with you!
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