Siamo riflessi di luce di Samuel Miller | Recensione di Deborah

 

mi piace sempre il momento in cui il deserto lascia il posto alle montagne, perché mi ricorda che le cime più alte sono partorite dalle più basse vallate,
che lo straordinario esiste solo in prossimità del banale,
perché la vita si può vedere solo in rapporto al suo contrario.

 

Editore: Harper Collins
Data di uscita: 19 settembre 2019
Pagine: 420
Prezzo: 19.00 €
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Arthur Louis Pullman III, nome impegnativo per un ragazzo che non sa ancora qual è il suo posto nel mondo, vive da solo con il padre da quando sua madre se n’è andata. Nella sua città, Palo Alto, in seguito a un brutto scoppio d’ira, è considerato alla stregua di un criminale. Ecco perché viene mandato lontano, a vivere con gli zii in un villaggio sperduto. A Truckee non c’è molto da fare: ma Arthur si imbatte in alcuni scritti nascosti di suo nonno, Arthur Louis Pullman I. Un famoso scrittore, che, un po’ come Salinger, ha pubblicato un solo, grandissimo libro di culto molti anni addietro, per poi ritirarsi a vita privata e morire misteriosamente. Ora Arthur è convinto di avere la chiave per sciogliere l’enigma di quella scomparsa: nel diario ci sono un indirizzo e l’indicazione di una linea ferroviaria, la leggendaria California Zephyr. Decide così di salire a bordo del treno e, seguendo gli indizi disseminati negli ultimi, sconnessi pensieri del nonno, scoprire la verità sui giorni finali dello scrittore.

 

Immaginate che attorno alla vostra famiglia ruoti una strana aura di mistero. Cosa fareste nel caso in cui trovaste un piccolo indizio, una briciola di pane (meglio se di torta al cioccolato!), che segnala la possibilità di effettuare una scoperta? Infiammare di luce le tenebre o lasciare che tutto riposi in pace nell’oscurità? Io accenderei subito un immenso falò! La stessa decisione è stata presa da Arthur Louise Pullman III, protagonista di Siamo riflessi di luce; l’autore, Samuel Miller, ci guida in un avvincente viaggio alla scoperta delle proprie radici e di sé stessi, perché non si può essere certi di chi si è se prima non si fa chiarezza nel proprio passato.

 

& per tutto il tempo tu stai a guardare, bagnato dal sole, mio grande angelo al finestrino, & sorridiamo in segreto come se il mondo fosse solo una cosa da ridere, senza preoccupazioni & dubbi, solo una gran barzelletta che raccontiamo tra noi, un sacco di volte, ogni giorno che passa. una barzelletta che sappiamo solo noi.

 

Siamo riflessi di luce è l’esordio letterario di un giovane autore americano, Samuel Miller ci delizia con un’avventura misteriosa e affascinante, un lungo viaggio a caccia di indizi che si snoda seguendo le rotaie del mitico California Zephyr. Il California Zephyr è un treno che sin dal 1800 collega Chicago a San Francisco, un suggestivo percorso attraverso il Nord America dal gustoso sapore vintage, un’esperienza unica che regala la possibilità di meravigliarsi di fronte a panorami indimenticabili. Mi ha affascinata moltissimo la scelta dell’autore di rendere protagonista della sua vicenda questo storico mezzo di trasporto, ho idea che al giorno d’oggi il viaggiare in treno non sia più visto vissuto con entusiasmo e aspettativa…Ma come dar torto agli scontenti pendolari sapendo quello che devono subire ogni giorno? Continui ritardi, guasti, mal funzionamenti e completa disorganizzazione. Troverei impossibile pensare di salire a bordo di un treno serenamente, già molto prima di mettere un piede nella carrozza farei mille mila scongiuri augurandomi di non incappare in nessun intoppo, o almeno non un intoppo troppo grande. Salire a bordo, sedersi al proprio posto e godersi il viaggio è impensabile; troppo spesso il suddetto viaggio si trasforma in un’odissea infernale. Personalmente tendo ad evitare le questioni infernali, il più possibile, ma un viaggio a bordo del California Zephyr lo farei; vorrei assaporare l’atmosfera accogliente e pittoresca descritta dall’autore.

 

Mi gettai sul materasso e mi immobilizzai per ascoltare, temendo di essere stato seguito. Non feci niente tranne respirare e ascoltare. Ma la casa era silenziosa, a parte i bassi lamenti del legno vecchio. Un dito per volta, aprii la mano che stringeva il foglio appallottolato e lo stesi davanti a me. La luce esterna illuminò la pagina: c’era lo stesso corsivo, la scrittura del nonno.

 

La vita di Arthur Louise Pullman III sta crollando a pezzi, un frammento dopo l’altro i tasselli ordinati della sua esistenza si sparpagliano taglienti ai suoi piedi. L’ordine diventa caos, la certezza sfuma bruscamente in incertezza, la luce avvolgente viene divorata da un’oscurità opprimente. A causa di un repentino scoppio d’ira il protagonista perde quasi tutto ciò che componeva la sua realtà: la ragazza amata lo ha tradito con il suo migliore amico e con altri ragazzi; il migliore amico di sempre si è rivelato un infame; la borsa di studio per l’università è andata in fumo; l’imposizione dell’ordine restrittivo nei confronti dell’ormai ex fidanzata fa sentire il protagonista un criminale. Rabbia. Buio. Oblio. Sono le sensazioni provate da Arthur durante le settimane successive al fatto, un periodo vissuto nella solitudine della casa di famiglia a Palo Alto, California. Per cercare di mettere alle spalle la pressione generata dalla spiacevole situazione, Arthur Louise Pullman II, padre del protagonista, decide di accompagnare il figlio a Trukee, dagli zii, dove avrebbe vissuto per un po’. Passare dalla brulicante Palo Alto alla noiosa e sonnacchiosa Truckee non è il massimo per un ragazzo che avrebbe a breve iniziato il college. Arthur, grazie ad un piccolo incidente, trova nella sua camera  alcuni scritti nascosti appartenenti ad Arthur Louise Pullman I, suo nonno; quei frammenti di carta e inchiostro lo spingono ad intraprendere un viaggio alla ricerca della verità.

 

Ma più cose inventavo, più ridicole diventavano. L’unica spiegazione sensata era quella evidente: mi aveva mentito, circuito e ingannato. Mi aveva usato, si era approfittata del mio disagio e mi aveva fatto sentire come una divinità per avere gioco facile.

 

Vi chiederete come sia possibile che alcuni scritti possano spingere un ragazzo ad intraprendere un viaggio misterioso; semplice, la chiave risiede nell’identità del loro autore, Arthur Louise Pullman I. Arthur Louise Pullman I è un famoso scrittore, nel 1975 pubblicò il suo primo ed unico romanzo, «Lontano da tutto», un’opera meravigliosa che gli permise di vincere tutti i premi possibili. Dopo la pubblicazione, l’autore abbandonò il mondo dell’editoria e le luci dei riflettori per ritirarsi a vita privata, come se volesse mettere velocemente e definitivamente un punto su qualcosa, sì, ma su che cosa? Successivamente Arthur Louise Pullman I si costruì una famiglia; purtroppo andò presto incontro ad un declino cognitivo causato dall’Alzheimer, le sue memorie furono sbriciolate giorno dopo giorno, fino a regredire ad alcuni sprazzi di lucidità fondati sui ricordi di gioventù. Il 27 aprile del 2010 fu l’ultimo giorno in cui Arthur Louise Pullman III vide suo nonno, l’autore scomparve misteriosamente da Trukee e fu ritrovato morto una settimana più tardi in Ohio. Arthur fu investito in pieno da questo fatto, nonostante i diversi problemi era davvero molto legato al nonno; come si può non esserlo? All’epoca della scomparsa il padre di Arthur e la sua famiglia non si prodigarono molto per cercarlo, invece cinque anni più tardi si rivelano prontissimi a portare avanti il progetto di una riedizione di «Lontano da tutto» per assicurasi i proventi, cosa che Arthur Louise Pullman I avrebbe sicuramente detestato.

 

Prendo l’interno della curva alla massima accelerazione, spinto in avanti solo dall’energia centripeta, ruotando bruscamente il volante, con le gomme che si aggrappano all’asfalto per salvarmi la vita. La cintura di sicurezza si stringe; ogni organo del mio corpo p diretto a nord-est ma  il veicolo sterza a nord-ovest, sballottando nella cassa toracica fegato, stomaco e cuore.

 

Arthur Louise Pullman III decide di afferrare al volo l’opportunità riservatagli dal destino e di esserne artefice e non più spettatore passivo. Il protagonista sale a bordo del mitico California Zephyr per ripercorrere i passi un po’ incerti e confusionari mossi da suo nonno cinque anni prima, nella speranza di scoprire su di lui la verità, il qualcosa in più che la sua famiglia si ostina a tacergli dietro un velo di falsa, apparente, ignoranza. Arthur è sicuro che dietro la figura di Arthur Louise Pullman I ci sia molto di più, meglio l’amaro di una verità scomoda rispetto alla dolcezza ingannevole di una bugia. A volte, forse, non è facile far emergere la verità, dopotutto questo concetto non offre un riparo temporaneo, si è subito sferzanti dalla forza violenta della tempesta. Partiremo al fianco di Arthur per un misterioso viaggio, tra difficoltà, nuovi incontri e strabilianti scoperte; indizio dopo indizio ricostruiremo la vita del celebre scrittore, incastrando tutti i tasselli in modo perfetto e portando alla luce i suoi segreti più intimi, e forse qualcuno di noi stessi, proprio come è successo al protagonista.

Siamo riflessi di luce è un’avventura misteriosa, un percorso di crescita e formazione alla ricerca della verità e di noi stessi; un viaggio tra paesaggi mozzafiato e atmosfere vintage dipinto dalla voce fluida e accattivante di Samuel Miller.

 

 

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Desclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Harper Collins per la copia omaggio

 

May the Force be with you!
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