TGIF – Book Whispers #47: I libri consigliati di questa settimana

Giuro solennemente di avere buoni consigli…

Quella appena trascorsa è stata settimana interessante e per chiuderla al meglio, io e Sara, vi consigliamo alcuni titoli da leggere assolutamente. Pronti per il Book Whispers?

Prima di cominciare vi ricordo di passare da Sara (Bookspedia) per scoprire i suoi consigli letterari di questa settimana.

Dacci oggi il nostro male quotidiano di Massimo Rossi

Pagine: 272
Dalla polverosa Africa a una livida Treviso, il destino è in un paio di scarpette da corsa. Quelle di Akiki, un ragazzo dalla pelle scura che per sopravvivere deve rubare per altri. Da Treviso all’Oregon, il destino è in un corpo di Forze Speciali a cui un uomo, David, ha affidato tutto sé stesso e sacrificato la sua famiglia. Una pista da corsa è il punto d’incontro di David e Akiki. Entrambi conoscono il male nelle sue pieghe più profonde. Ma è un male troppo radicato, vivo e violento. Difficile oltrepassarlo, semplice restare intrappolati nelle sue spire. Sembra, però, che per ottenere il bene a volte l’unica via da percorrere sia proprio quella del male.
“Nessuno, nemmeno lui, è fatto di ferro”.

In questo romanzo l’autore dipinge abilmente un triste quadro della nostra società, la stessa che permette che dall’altra parte del mondo dei bambini impugnino un fucile al posto di un libro, che diventino il tramite di chi manovra i conflitti per il proprio tornaconto personale. Allo stesso tempo, ci mostra cosa resta di un uomo che torna indietro dalla guerra, perseguitato dai fantasmi e di ciò che ha vissuto, a volte costretto a riviverlo per fare in modo che qualcuno abbia un futuro.

Ma questa è solo la punta di un immenso iceberg, che nasconde sotto la superficie una valanga di disastri causati dalla guerra, a partire dalla povertà che vive chi si ritrova in mezzo al conflitto fino alla consapevolezza che ogni giorno può essere l’ultimo e non c’è modo di sapere quando quel proiettile con il proprio nome scritto sopra ci colpirà uccidendoci.

Dacci oggi il nostro male quotidiano è un viaggio all’insegna del dolore causato dalla cupidigia, dal nero catrame che sgorga dalle vene di chi impugna un’arma per il bene di chi vuole soltanto guadagnarci.

La porta del buio di Franco Limardi

Pagine: 478
Giorgio Brentani è un poliziotto in gamba ma da tempo presta il suo servizio seduto a una scrivania: la sua famiglia è morta in un incidente e l’episodio l’ha segnato profondamente. Tuttavia, davanti a una serie di omicidi truculenti e inspiegabili, il commissario capo Cacciatori gli chiede di tornare in campo. Le vittime vengono trovate appese a testa in giù, piene di ferite e sangue rappreso, circondate da parole antiche e misteriose disegnate con la vernice a formare un intreccio inquietante. Le indagini conducono Giorgio e il suo amico e ispettore Portinari in un vecchio orfanotrofio, chiuso da anni, che nasconde un segreto terribile. La verità sembra sempre più vicina, ma ogni passo verso la soluzione del caso è ostacolato da qualcuno di potente, che non vuole rivangare il passato e che, forse, è più pericoloso del colpevole stesso.
«Il sussurratore? Sì, è un altro modo di chiamare il diavolo, colui che sussurra alle orecchie degli uomini le lusinghe che poi li spingono a commettere azioni malvagie.»

Senza ombra di dubbio questo è un thriller che va assaporato poco a poco, dandosi il tempo di assimilare la storia e di apprezzare il quadro che ne viene fuori, quello di una città, Roma, macchiata di nero, come gli schizzi di una triste pozza di catrame, dove il senso di parole antiche si perde nell’oscuro groviglio dell’ignoranza. 

Uno degli aspetti che mi ha particolarmente colpita, oltre la storia, è il modo di narrare di Limardi, che scava a fondo senza mai fermarsi, tirando fuori tutto da ogni situazione, arricchendola con uno stile ricercato ma incalzante, che rievoca immagini chiare nella mente di chi legge, facendolo sentire parte della scena. Che sia un tremolio della luce al neon o lo stato d’animo del suo commissario, Limardi ci regala una visione ampia di ogni singolo frammento che arricchisce la scena.

Possiamo immaginarlo come un chirurgo, preciso e pulito, capace di cogliere nel segno senza mai sbagliare, senza mai raccontare qualcosa di superfluo, ricordando a noi lettori che è proprio lui, l’autore ad avere la penna dalla parte del manico, e che con un semplice gesto è capace di catturarci senza lasciarci scampo.

Nel cuore dei gabbiani di Guido Baldassarri

Pagine: 112
Il giovane Larus, il “Gabbiano del dio Nettuno” come lo chiamano i pescatori di Baia Sopita, è l’unico in grado di volare nella tempesta. Desideroso di conoscere, superare i propri limiti e scoprire nuovi orizzonti, un bel giorno Laurus si imbatte in un sentimento mai provato, la noia. «La noia è come un vuoto d’aria improvviso» aveva sentito dire da suo nonno. «Sei lì che voli tranquillo per i fatti tuoi, e all’improvviso il cielo ti manca sotto le ali, non ti sostiene più, ti senti cadere». E così, un giorno Larus lascia la sua scogliera. Affronterà un lungo viaggio dove molte domande troveranno risposta e altre nuove si apriranno, forse quelle più importanti, quelle che ci accompagnano nella vita, ci fanno rimanere curiosi e sempre pronti a nuovi voli.
«La vita è uno strano volo».

Guido Baldassarri in questo libro affronta in maniera impeccabile alcuni argomenti importantissimi che lo stesso Larus deve affrontare con sè stesso mentre intraprende il suo viaggio alla scoperta del mondo. Il primo di questi è sicuramente il viaggio, l’atto di lasciare il nido per scoprire cosa c’è fuori dalla scogliera, scorgere oltre i racconti dei suoi cari, vivendoli sulla sua pelle. Il suo non è solo un volo è un tuffarsi nel vuoto, lasciarsi alle spalle la sicurezza che gli donano la sua famiglia e la sua scogliera per andare incontro all’ignoto e scoprire che c’è un intero universo che lo attende.

È straordinario il modo in cui l’autore descriva quella che è la vita attraverso gli occhi di un gabbiano curioso che cerca la sua strada, inciampando e facendo nuove esperienze, le stesse che, una dopo l’altra, diventeranno tante piume che un giorno gli permetteranno di volare sempre più in alto con le ali della conoscenza.

C’è equilibrio fra la storia e le illustrazioni di Maria Cristina Pritelli, due elementi diversi che si fondono alla perfezione, creando una narrazione unica, scorrevole ed intuitiva, dove è bello perdersi nelle descrizioni e nei luoghi, che racconta tanto con le parole, quanto con le illustrazioni.

Come diceva il padre di Gon, il protagonista del manga Hunter x Hunter, a volte nella vita, lungo il cammino, troviamo le risposte a domande che non sapevamo di avere, e questo è il lato più bello di questo viaggio, non è a senso unico, ma si dirama in tanti piccoli percorsi che a loro volta ne creano di nuovi. Tutte queste strade, queste scoperte e le nuove domande portano Larus a crescere, costruendo le sue esperienze mattone dopo mattone, lido dopo lido.

Per questo appuntamento è tutto! Ricordate di passare da Bookspedia per scoprire i tre titoli consigliati da Sara.
Alla prossima!

 

 

 

 

 

May the Force be with you!
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