The Invasion of the Tearling di Erika Johansen | Recensione di Deborah

 

Anche i più piccoli atti di gentilezza procurano enormi vantaggi: soli i ciechi possono essere convinti del contrario.

 

Editore: Multiplayer Edizioni
Data di uscita:  12 maggio 2016
Pagine: 455
Prezzo: 19.00 €

Kelsea Glynn è una regina giusta, che si è battuta con coraggio e ha dichiarato concluso l’obbligo del Tearling di pagare ogni mese con un tributo di schiavi la pace col vicino regno del Mortmesne. Così facendo ha sfidato la Regina Rossa, una donna spietata i cui poteri derivano da una magia oscura e terribile, che non ha tardato a inviare il proprio orrido esercito nelle terre di Kelsea col compito di seminare terrore. Niente sembra riuscire a fermare l’avanzata delle formidabili truppe nemiche. Kelsea, tuttavia, riesce a stabilire una connessione con un passato lontano, e sembra trovare una possibile quanto pericolosa alleata: una ragazza di nome Lily, che combatte per la sua stessa vita in un mondo in cui essere donna pare un crimine. I destini del Tearling e di Kelsea sembrano inscindibilmente legati a quello di Lily, però il tempo sta per scadere e la giovane regina potrebbe morire prima di scoprire il perché… In questo secondo capitolo della sua trilogia, Erika Johansen ci fa incontrare di nuovo i meravigliosi personaggi di “The Queen of the Tearling” – Kelsea, Mazza Chiodata, la Regina Rossa e Fetch – aggiungendo nuove e incredibili figure e consegnando ai lettori un sequel intriso di magia, amore e mistero, che pioveranno come una tempesta di spade sulla sua indimenticabile eroina. Riuscirà Kelsea Glynn a salvare il suo regno, prima che sia troppo tardi?

 

La mia dipendenza da fantasy diventa via via sempre più acuta, dopo aver terminato la lettura di The Queen of the Tearling ho resistito pochissimo tempo prima acquistare e tuffarmi nel secondo volume della trilogia scritta da Erika Johansen, The Invasion of the Tearling. L’avventura in questo mondo fantastico ambientato in un futuro dal sapore di Medioevo mi è piaciuta molto, nonostante nelle trilogie si respira sempre il rischio di uno scivolone al momento qui non è accaduto. A tal proposito, sono un po’ preoccupata per il terzo e ultimo volume della storia, fortunatamente sono rimasta lontana dagli spoiler ma dal poco che ho letto non è un gran che, mi auguro solo non sia un disastro completo.

 

Penso che sia questo il punto cruciale, maestà: il male che c’è al mondo è portato da coloro che pensano di avere il diritto di possedere tutto ciò che vogliono, tutto quello su cui possono mettere le mani. Queste persone non si chiedono mai se hanno il diritto di comportarsi in quel modo, non s’interessano al prezzo che gli altri dovranno pagare.

 

Sono molto felice di che la lettura del primo volume di questa trilogia mi abbia appassionata così tanto, pensando alla mia storia con questo libro mi rammarico di non essere stata al passo con le uscite e di aver posticipato ad oggi la lettura di tutto. L’idea di restare in attesa della pubblicazione del seguito è da una parte snervante ma dall’altra un piacere, impiegare questo tempo per rileggere delle parti, fare congetture, confrontarsi con altre persone contribuisce ad alimentare l’aspettativa, infondo come affermò nel celebre aforisma Gotthold Ephraim Lessing «L’attesa del piacere è essa stessa un piacere.» Ok, non sono riuscita a partecipare a questo clima di suspance ma nulla mi vieta di crearmelo da sola, infatti ho deciso di acquistare The Fate of the Tearling insieme alla conclusione di un’altra saga fantasy che sto amando tantissimo, parlo di Echi in tempesta l’ultimo volume della saga dell’Attraversaspecchi. Ho già capito che luglio sarà un mese intenso e ricco di feelings!
The Invasion of the Tearling è stato un buon secondo volume, l’intreccio della storia si è fatto più intricato e misterioso, insieme alla protagonista abbiamo fatto diverse scoperte per chiarire alcuni punti oscuri della situazione e soprattutto abbiamo un’idea più chiara di come il mondo sia finito in un futuro Medioevale. Mi è piaciuta molto la scelta di Erika Johansen di spiegarci come sia stato possibile per l’umanità perdere secoli di cultura e conoscenze attraverso Lily, una donna misteriosamente legata alla regina Kelsea appartenente all’epoca del famoso Passaggio. Attraverso intriganti visioni apprendiamo poco alla volta come le persone vivevano prima del Passaggio e soprattutto in che cosa consiste il Passaggio e come è accaduto. Questo argomento è rimasto in sospeso nel primo libro ma in questo secondo volume gli è stato dato il giusto spazio, si tratta di un fatto importantissimo infatti su di esso è strutturata tutta la vicenda.

 

 

Ritroviamo la giovane Kelsea, dopo essere diventata regina nello scorso volume e aver dato prova di grande coraggio e senso di giustizia, deve affrontare le incombenti armante della Regina Rossa del Mortmense. Ricordiamo che Kelsea il giorno in cui è salita al trono ha subito fermato la spedizione in corso di schiavi dal suo regno verso il Mortmense; purtroppo da anni il Tearling era costretto ogni mese ad inviare come tributo tre gabbie stipate della sua gente. Il suo grande gesto non è passato inosservato agli occhi della perfida Regina che si è subito attivata per organizzare il suo potente esercito e farlo marciare sul povero Tearling. Il Tearling è un regno povero nel quale l’unica risorsa di valore è il legno delle sue querce, come può il legno competere con il metallo del Mortmense? Nel caso di una guerra l’esito sarebbe stato scontato, sulle spalle di Kelsea grava la sopravvivenza dell’interno regno e la regina è disposta a tutto pur di salvare la sua gente. Grazie alla sua forza, determinazione e giustizia Kelsea è osannata dal suo popolo, invece non è vista di buon occhio dalla nobiltà, dalla Chiesa e da alcuni malfattori. Kelsea è sinonimo di rivoluzione, finalmente il Tearling sembra avere una vera sovrana, una sovrana dotata di due zaffiri magici che concorrono nella protezione del regno. I gioielli magici sono ciò che in segreto terrorizza la regina dei Mort e sono ciò che la strega desidera di più al mondo per eliminare ogni sua debolezza. Riuscirà la giovane regina a salvare la sua gente?

 

Kelsea arrossì. Rendersi conto che Mazza Chiodata era ancora in grado di metterla in imbarazzo con poche parole taglienti fu una sensazione orribile. «Non mi piego nè m’inchino di fronte a nessuno». «A questo posso credere.»

 

Kelsea si è confermata una ragazza ammirevole, forte, determinata coraggiosa. In questo nuovo volume la protagonista mostra ancora di più le sue paure e le sue debolezze, anche se di fronte al suo popolo rimane ferma e sicura, una figura sulla quale fare affidamento. Nell’insieme mi è piaciuta davvero molto Kelsea come protagonista femminile, non è facile per me provare una forte empatia con queste figure. Erika Johansen ha creato un’avventura davvero brillante e affascinante; misteri intrighi e interrogativi creano una grande aspettativa e alimentano la voglia di proseguire con la storia. Nonostante le preoccupazioni, non vedo l’ora di tornare al fianco di Kelsea in The Fate of the Tearling per scoprire il futuro di questo regno.

 

 

 

 

May the Force be with you!
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