The Whispering room: C’è ancora odore di cuore di Manuela Minelli

Ricordati che qualsiasi momento è buono per cominciare. Apprendi dagli audaci, dai forti, da chi non accetta compromessi, da chi vivrà malgrado tutto. Alzati e guarda il sole nelle mattine e respira la luce dell’alba. Tu sei la parte della forza della tua vita. Adesso svegliati, combatti, cammina, deciditi e trionferai nella vita; Non pensare mai al destino, perché il destino è il pretesto dei falliti.
(Pablo Neruda)

 

Editore: Rapsodia Editore
Pagine: 150
Data di uscita: febbraio 2018 
Prezzo: 13.00 €
Acquistalo subito: C’è ancora odore di cuore

Un gruppo di donne di varia età ed estrazione sociale si ritrova per il funerale della più anziana, nel casale di campagna di una delle amiche. Così, tra the, tisane, malvasia, biscotti e crostate con marmellate fatte in casa, le signore raccontano e si raccontano.

Sono storie d’amore nel concetto più ampio del termine: amori reali, sognati, immaginati, malati, sublimati, spezzati, ritrovati, storie in cui l’amore si scompone in mille e più sfaccettature, in storie recenti o lontane nel tempo, pudiche o spregiudicate, ma raccontate sempre con una scrittura accattivante, diretta e incisiva, per voce della sopravvissuta alla guerra, della prostituta o della professoressa, come in una collana di perle unica e preziosa.

 

 

  • Come è nata l’idea di C’è odore di cuore ancora?

L’idea di scrivere “C’è (ancora) odore di cuore” (Rapsodia Edizioni) nasce dagli incontri con le amiche d’infanzia, le … amichette del cuore, a cui peraltro il libro è dedicato, incontri che ormai divengono sempre più rari – tre, quattro, quando ci riusciamo cinque volte l’anno –  a causa delle vite tarantolate che ognuna di noi purtroppo è costretta a vivere. In queste riunioni di amiche, sempre attorno a un tavolo pieno di leccornie che ognuna di noi prepara con immenso amore per l’amicizia che ci lega, ci si racconta, si parla di figli, di amori e separazioni, delle nostre vite, ma anche di fatti accaduti a una cugina, una sorella, un’amica, o di un avvenimento letto sul giornale.

“C’è (ancora) odore di cuore”  è una riedizione di un libro dal titolo “C’è odore di cuore” che io scrissi circa venticinque anni fa e che uscì nel 2007. Quando ne ripresi i diritti, ho voluto ripubblicarlo perché lui era stato il mio primo libro (ne ho scritti altri cinque in seguito e ne ho in lavorazione altri tre) e, per la mia allora totale inesperienza circa editori, presentazioni e mercato editoriale in genere, non aveva avuto la giusta divulgazione che non ero stata capace di dargli. Era un po’ quel….”primo figlio cartaceo” che, una volta nati gli altri figli, era stato presto dimenticato, poverino.

Così l’ho ripreso in mano e arricchito di nuovi racconti, che ora sono quattordici e tra i quali ci sono anche racconti che hanno vinto premi letterari. Ho trovato un editore meraviglioso, nella persona di Eleonora Lo Nigro, giovane e intraprendente, con la quale ho lavorato benissimo perché siamo entrate subito in empatia, ci siamo capite al volo, eravamo sulla stessa…lunghezza d’onda.

C’è un aneddoto divertente che lei racconta sempre quando riesce a essere presente alle presentazioni del libro, che è ben spiegato nella sua postfazione:

“Ciao Eleonora, mi ha dato il tuo numero Nicola, sono Manuela e ti contatto perché vorrei ripubblicare il mio primo libro…”

Ecco qui.

Di nuovo una seconda edizione.

Lei mi sembra un uragano ricco di effervescenza e sicuramente questo libro sarà bellissimo, ma… una seconda edizione?

Ormai il libro lo conosceranno tutti, sarà un libro “passato di moda”…

E poi… resto folgorata da autrice e scrittura. Dal racconto nel racconto.

Dalla vivacità dei sentimenti anche dolorosi e malinconici. Un controsenso, è vero, ma chi dice che il dolore non possa essere visto anche con un pochino di malizia per essere affrontato?

L’amicizia, quella vera, quella che diventa famiglia ci dà il supporto per non crollare e affrontare la vita, con i suoi dolori e le sue gioie. Certe tematiche non passano mai. Questo libro non “passa di moda”. Mai. Non è una seconda edizione, è  “C’è ancora odore di cuore”.

E in questo titolo il termine cuore rappresenta l’animo di queste donne che si raccontano sedute a un tavolo, l’animo di tutto ciò che hanno provato e stanno provando, conservato nel cuore di ciascuna, un organo che racchiude in sè la forza della vita e permette di trasmetterla alle persone attorno a noi.

È raccontata, dalle protagoniste stesse, la loro debole forza, quella delle Donne con la D maiuscola, l’energia che queste anno per affrontare la vita e, in primo luogo, se stesse.

Manuela non ci insegna nulla, ci racconta la quotidianità dell’animo umano e per farlo si scava dentro perché, diciamoci la verità, come si possono esprimere determinati sentimenti senza averli toccati con forza scendendo nel profondo?

Non sono i fatti che vivono in questo romanzo, sono le emozioni. La realtà è nelle emozioni, il racconto nel racconto è uno splendido escamotage per arrivare a descrivere valori ed emozioni.

E così l’uragano Manuela mi ha toccata e ha toccato Rapsodia Edizioni.

E due spiriti vivaci non possono far altro che creare un qualcosa di emozionante e in continuo divenire…

 

                                                                  Eleonora Lo Nigro

 

  • C’è un episodio che le si è delineato prima degli altri?

Beh, c’è una storia vera, realmente accaduta, esattamente così come l’ho raccontata, ed è quella che ha come titolo “Ali di pipistrello”. Sebbene ognuna delle altre storie contenute nel libro prendano spunto da fatti realmente accaduti, talvolta anche vissuti direttamente, in particolare questo racconto l’ho vissuto in prima persona, così come è stato scritto.

 

  • A quale dei suoi personaggi è più legata?

Sicuramente a Dranea, la bambina sopravvissuta alla guerra nei Balcani, rimasta handicappata, ma che avrà la sua giusta rivincita sulla Vita. E anche alla professoressa Fulvia, di “Profumo di Rose”, alla protagonista senza nome di “Bagliori” e alla povera Rossana che riceveva rose rosse dal suo….beh…non voglio svelare troppo. In particolare quella di Rossana è la storia, appena un filo romanzata, che prende spunto dall’ennesimo femminicidio della ragazza romana Sara di Pietrantonio, stalkerata, ossessionata e poi bruciata viva da colui che diceva di amarla, alla follia appunto. Ma voglio anche molto bene a Lucy Hung, la piccola venditrice di rose di “Occhi a mandorla”, a Ninella, la grande artista che decide di smettere di parlare, alla dolcissima Martina che amava le bambole così tanto da innamorarsi di un bambolotto e, a pensarci bene, sono legata un po’ a tutte le donne, le bambine e le ragazze protagoniste di “C’è (ancora) odore di cuore”, perché molto probabilmente in ognuna c’è un pezzetto di me.

 

 

  • C’è qualche curiosità che non ha scritto nel romanzo e vuole condividere con i suoi lettori?

Questo libro racconta la complessità e le mille sfaccettature dell’essere Donna, c’è dentro la crisi dei sentimenti e la crisi di coppia e del rapporto uomo-donna, voci autorevoli hanno scritto che questo “C’è (ancora) odore di cuore” è un libro quanto mai attuale, frutto di questi tempi, in cui, mai come nel periodo che stiamo vivendo, c’è davvero tanto bisogno di sentire, di percepire, un po’ di quell’odore di cuore che abbiamo forse dimenticato. C’è soprattutto, anche se in maniera discreta, la sorellanza tra le amiche, una sinergia di affetti che spesso sostituisce gli amori assenti, che indirizza verso la felicità e distrae dalla mancanza di un amore. E poi c’è l’ottimismo delle donne che non si arrendono e continuano a cercare l’amore.

 

  • Quale messaggio vorrebbe arrivasse a chi legge il suo libro?

La forza delle Donne, questo è il messaggio. La loro straordinaria capacità di rialzarsi malgrado qualsiasi orribile cosa possa accadere loro nella vita. E questa non è finzione narrativa, ma è la realtà. A meno che non vengano massacrate e uccise, eliminate troppo spesso per mano di chi avrebbe dovuto difenderle,  le Donne ce la fanno, sempre. La scusa di questa loro forza spesso sono i figli, i mariti, i genitori, un amore, gli altri. La realtà è che il vero sesso forte sono le Donne. Loro rappresentano la forza della Vita. Anche se le hanno schiacciato l’autostima, anche se sembra non credano più in loro stesse, pensano di essere “inferiori” perché così ci hanno voluto far credere, e la storia ce lo insegna, così ci hanno educato a pensare, le Donne quando cominciano a combattere le loro silenziose battaglie, riescono a vincere. Possono piegarsi come canne al vento, nascondere le loro ferite e le loro cicatrici, ma non si spezzano e vanno dignitosamente avanti.

 

  • Quali sono i suoi progetti per il futuro?

Scrivere, credo di aver capito che questa è la mia …mission. Posso farlo bene o male, non sta a me dirlo, ma è la cosa che mi riesce meglio. Da tredici anni sto lavorando ad un romanzo che per me è molto importante, la storia di tre generazioni di donne che si svolge sullo sfondo della guerra Bosnia Erzegovina, il conflitto dei Balcani, quella guerra ignobile che abbiamo avuto dietro casa nostra negli anni novanta. Per scrivere questo libro sto studiando la storia di quell’epoca, che è assai complessa e leggo le strazianti testimonianze delle sopravvissute. Vorrei riuscire a dare voce a quelle donne che, ancora una volta, sono state le principali vittime di guerra, madri, mogli, figlie, alle quali la crudeltà umana (“umana” è un termine improprio in questo caso) ha inflitto torture e violenze che fanno accapponare la pelle, che sono incredibili e che fanno perdere la fiducia nella razza umana.

E’ un lavoro tosto che prevede anche un viaggio in quelle zone per ascoltare dalla viva voce dei sopravvissuti e ripercorrere quell’itinerario che la protagonista del mio libro percorrerà per sfuggire alla guerra.

L’altro non è proprio un progetto ma è una realtà che esiste da circa un paio d’anni. Si chiama Elisir Letterario ed è un portale di servizi letterari per autori, libri e lettori, che ho ideato e che porto avanti con degli ottimi collaboratori, con lo scopo di far conoscere le buone letture. Abbiamo un comitato di lettura severissimo che non ammette errori o sciatterie, nella forma, nella trama della storia, nella grafica o tantomeno nella sintassi.

E l’altro lavoro che ho iniziato a progettare e da cui dovrebbe nascere un libro scritto a quattro mani con un’amica antropologa che ben conosce il continente indiano, è un libro/réportage/guida sull’India e le sue contraddizioni. Ho trascorso un mese in solitaria attraversando quattro stati indiani, ho avuto modo di conoscere tante persone, ho parlato con gente diversa tra cui una delle tante, troppe, spose bambine e ho scattato più di tremila fotografie. L’amica che spero accetterà di collaborare con me conosce questo straordinario continente molto più a fondo di quanto lo conosca io, perché da anni ci trascorre buona parte del suo tempo anche per seguire progetti volti a migliorare la vita dei bambini e delle bambine negli orfanatrofi. Magari ci metteremo del tempo per portare a termine il tutto, ma non abbiamo fretta.

 

Non perdetevi la presentazione del romanzo per scoprirne di più: C’è ancora odore di cuore

 

Conosciamo meglio l’autrice…

Manuela Minelli giornalista e scrittrice.
Ha pubblicato “C’è odore di cuore” (Giraldi Editore); “Epistolario erotico tra due internauti sconosciuti” (Giovane Holden Editore); “I mestieri delle Gatte-Gattosìe e Miciastroche” (La Vita Felice Editore); “Femmine che mai vorreste come amiche” (La Vita Felice Editore), con la prefazione di Cinzia Tani e dal quale sono stati tratti lo spettacolo teatrale sull’anoressia, “La tentazione di essere vento”, il videoclip “Rugantino e le alghe” e la sceneggiatura per un corto cinematografico, “Sono una suora non sono una santa”; “Contro-Versi, poesie Prêt-à-porter” (Progetto Cultura Editore).
Ha vinto diversi premi letterari, tra cui il Premio Voci Città di Abano Terme per la Cultura al Femminile e molti dei suoi racconti sono stati inseriti in antologie letterarie.
Ha ideato e dirige il portale di servizi editoriali Elisir Letterario – Scrittori & Scritture.

 

 

 

 

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