The Whispering Room: Il Giardino sulla Spiaggia di Gabriele Levantini

Ricordati che qualsiasi momento è buono per cominciare. Apprendi dagli audaci, dai forti, da chi non accetta compromessi, da chi vivrà malgrado tutto. Alzati e guarda il sole nelle mattine e respira la luce dell’alba. Tu sei la parte della forza della tua vita. Adesso svegliati, combatti, cammina, deciditi e trionferai nella vita; Non pensare mai al destino, perché il destino è il pretesto dei falliti.
(Pablo Neruda)

 

La nostra rubrica The Whispering Room torna in pieno fermento, oggi parliamo de Il Giardino sulla spiaggia, una raccolta di racconti indipendenti legati a doppio filo dalle emozioni umane. Non perdetevi l’intervista con l’autore, Gabriele Levantini, per saperne di più!

 

Editore: Independently published
Data di uscita: 6 novembre 2018
Pagine: 90
Prezzo: 3.50 e ebook ; 7.99 € cartaceo

Nel 2017, sollecitato da alcuni amici, decisi quasi per gioco di aprire un blog sul quale mettere alcune delle cose che scrivevo: era nato il Giardino sulla Spiaggia.
Quel piccolissimo sito artigianale, disperso nella vastità della rete globale, divenne ben presto per me un foglio bianco da riempire con emozioni, sensazioni, pensieri, sogni; dove poter raccogliere le storie che nascevano dentro di me prima di lasciarle navigare libere, come messaggi in bottiglia.
Il nome rappresenta le due opposte necessità dalle quali questo progetto scaturiva: l’introspezione e l’apertura. Il termine “Giardino” infatti suggerisce un luogo intimo, privato, dove potersi raccogliere a riflettere. Ma si tratta di un giardino particolare perché non è chiuso tra muri o steccati, ma è “sulla Spiaggia”, aperto verso il mare, verso l’infinito.

 

#Bottaerisposta

 

 

  • Come è nata l’idea di Il Giardino sulla spiaggia?

Era il 2017 e stavo attraversando un momento di grandi cambiamenti nella mia vita. Ripresi il mio vecchio hobby della scrittura, ormai da tempo in stato di abbandonato, il quale mi servì come valvola di sfogo e come mezzo di evasione. Scrivevo storielle che rappresentavano gli stati d’animo e le emozioni che provavo e, di tanto in tanto, le pubblicavo sui social. Gli amici che le leggevano, le trovavano interessanti e mi incoraggiavano a scrivere ancora, magari aprendo un apposito blog. È quello che feci, e questo mi spinse a dedicarmi sempre più alla scrittura. Dopo poco meno di due anni, ripresi alcuni dei racconti che avevo pubblicato e mi resi conto che erano come briciole di pane lasciate lungo il mio viaggio interiore: rileggendoli potevo ripercorrere la strada che avevo compiuto lungo il mio viaggio interiore. Decisi di farne un piccolo libro da quella bellissima esperienza.

 

 

  • Quale racconto le si è delineato per primo?

“Il porto delle nebbie”. Ad essere sinceri non è nemmeno un vero e proprio racconto, è una sorta di “frammento”, un qualcosa di indefinito e confuso, che deve solo evocare emozioni. Una suggestione onirica, che rappresenta perfettamente lo stato d’animo che avevo all’inizio di quel viaggio interiore: così cupo, così confuso, come il periodo che stavo affrontando. È un testo che ho sentito molto.

 

 

  • Ci spiega meglio il concetto di “giardino” e di “spiaggia”?

I testi che pubblicavo sul blog, e che ho poi raccolto nell’omonimo libro, riguardavano le mie emozioni, la mia interiorità; aspetto rappresentato dal termine “giardino”. Esso è infatti un posto intimo, riparato, in un certo senso delicato. È il luogo dove si coltivano i fiori e dove ci si rifugia a sognare nelle belle giornate.

Però il mio “giardino” aveva necessità di aprirsi al mondo: senza muri o steccati, si affacciava direttamente verso l’orizzonte infinito. Il mio mondo interiore era diventato pubblico dal momento che l’avevo sublimato in racconti di fantasia pubblicati sul web. Era ormai un “giardino sulla spiaggia”.

 

 

  • Quale racconto è il suo preferito?

Come messaggio, quello che più mi piace è “Ode alle crisi”, perché segna un punto di svolta nel mio cammino. Il momento in cui la mia personale “battaglia per il sole” volgeva verso la vittoria e le atmosfere cupe si dissolvevano. La frase di apertura mi è stata suggerita da mio padre, una persona che conosce bene il significato di “crisi” ma che vive ogni giorno con grande fede e ottimismo.

Da un punto di vista letterario invece, quello che più mi piace è “Riviera”. Credo che nella sua brevità riesca comunque a trasmettere un sacco di cose e ad evocare immagini forti.

 

 

  • Ci racconta un po’ la sua esperienza con il blog?

Il blog è ancora attivo e di tanto in tanto continuo a pubblicarci dei racconti, anche se purtroppo non riesco a dedicargli il tempo che vorrei. Come esperienza è stata davvero bella, specialmente all’inizio, perché mi ha permesso di confrontarmi con tante persone, ricevere pareri, suggerimenti, critiche. Mi ha molto arricchito.

L’ho visto crescere come un bambino e questo mi ha dato soddisfazione. Paradossalmente, quando all’inizio non mi leggeva nessuno, guardavo spesso le statistiche delle visite, per avere un riscontro. Ora che ho un piccolo seguito sia sui social che sul sito, non le guardo quasi più: ho capito che è un aspetto che distrae dallo scopo principale, che è quello di dar sfogo alla mia creatività.

Infine, anche grazie al blog, ho potuto conoscere altre realtà culturali con le quali ho iniziato delle collaborazioni, che mi hanno dato tanta soddisfazione.

 

 

  • Cosa significa per lei la scrittura?

Per me scrivere significa dare nutrimento al mio lato irrazionale. Di giorno lavoro come chimico in un’azienda, svolgendo un lavoro che è il massimo della razionalità. Ma una parte di me ha bisogno anche di qualcosa che sia altro rispetto alla banale materia. Così qualche volta la sera scrivo, e allora mi sento in equilibrio. Perché questo è per me la scrittura: un’attività razionale al servizio di qualcosa di irrazionale. Una valvola di sfogo per la mia creatività e un mezzo di ricerca interiore.

 

 

  • Quale messaggio vorrebbe trasmettere con la sua raccolta di racconti?

Credo che ognuno dovrebbe cercare il suo personale messaggio in ogni libro con il quale si confronta.

Quello che io ho voluto trasmettere con questi racconti è il mio viaggio interiore, che nelle sue componenti più profonde non è dissimile da quello di ogni altra persona. Sono partito da una condizione cupa e incerta, per acquisire via via maggior consapevolezza e ottimismo fino a un punto di svolta, rappresentato da “Ode alle crisi”. Dopo questo brano c’è un breve testo intitolato “Nostalgia”, che è una sorta di commiato da ciò che ho perso, l’ultimo sguardo all’indietro, prima di potermi voltare in avanti.

A questo punto il mio viaggio è compiuto: ho acquisito una più profonda conoscenza di me. Perciò chiudo la raccolta con tre brevi racconti autobiografici. Durante il mio viaggio infatti rappresentavo la mia interiorità con racconti di fantasia, ma, una volta concluso, sono pronto a parlare direttamente di me.

 

 

  • Quali sono i suoi progetti per il futuro?

Dopo Il Giardino sulla Spiaggia, ho avuto collaborato con due bravissime fotografe e da questo sono nati due libri: Tazir e Quête, che spero di poter presentare dal vivo non appena la situazione sanitaria lo consentirà. Ho poi pubblicato un piccolo saggio di storia locale, che è un’altra delle mie passioni.

Attualmente sto preparando un altro libro di storia locale, ma sottoforma di racconti divulgativi. È una sorta di dichiarazione d’amore per Viareggio, la mia città d’origine.

Ho poi nel cassetto un romanzo breve, che più volte ho ripreso e poi lasciato e che prima o poi spero di concludere, e una raccolta sulle piccole cose belle della vita, ispirata alle opere di Philippe Delerm.

 

 

#Conosciamol’autore

Gabriele Levantini è nato a Viareggio nel 1985 e si è laureato in Chimica presso l’Università di Pisa. Dopo una breve esperienza accademica, ha iniziato a lavorare nell’ambito della qualità in aziende private. Oltre all’interesse per le discipline scientifiche, e in particolar modo per la chimica, fin da piccolo è appassionato di anche di narrativa, poesia e ricerca storica. Ambiti nei quali partecipa a diversi premi e concorsi, conseguendo alcune vittorie e menzioni speciali. Nel 2017 ha aperto il blog di narrativa e poesia “Il Giardino Sulla Spiaggia”, pubblicando nel 2018 l’omonimo libro: Il Giardino Sulla Spiaggia. Racconti da un lontano viaggio interiore (ISBN 9781730930669). Amante della fotografia e lui stesso fotografo amatoriale, collabora con la fotografa Selene Porcaro accompagnandone alcune fotografie con brevi testi e realizzandone nel 2019 una pubblicazione dal titolo Tazir (ISBN 9781691894475). Nel 2020 pubblica un secondo lavoro multidisciplinare di narrativa e fotografia realizzato questa volta con la fotografa Francesca Fornaciari: Quête: Appunti fotografici sull’anima (ISBN 9788831658492). Appassionato di storia locale, nel 2020 pubblica insieme al padre, lo storico Giovanni Levantini, il testo Le Scuole Pascoli di Viareggio (ISBN 9798642581735). Scrive inoltre per diversi siti e riviste, in particolare per il portale Welcome2Lucca, per il quale realizza articoli di storia e cultura locale, e per la rivista Street Book Magazine (Reg. Stampa Trib. di Firenze 6025 del 18/05/2016) e per il sito dell’associazione culturale Three Faces di Firenze.

 

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